Magnitudo Emilia

terremoto, terremoti racconto, terremoto emilia romagna, magnitudo, magnitudo emilia, workshop, teatro, luigi ottani, annalisa vandelliQuando il terremoto ha dato uno scossone alla mia vita, oltre alla terra che ho sotto i piedi, la necessità di scriverne é stata quasi fisica, come massaggiare un muscolo dolorante, come strappare una pellicina dall’unghia. Sai che farà male sul momento, ma regala una sensazione di benessere postumo.

Quando insieme a due amici ho esteso l’invito ad altri, altre storie sono arrivate, e ho capito che ognuno di noi ne porterà i segni addosso per il resto della sua vita, ma anche che ognuno ha il suo modo per esorcizzare la paura, scrollarsi di dosso la polvere e le macerie, rimettersi in piedi e ricominciare.

Dal sito terremotiracconto.it ne abbiamo ricavato un e-book scaricabile gratuitamente, dall’iniziativa letteraria Magnitudo Emilia, volume fotografico curato da Luigi Ottani corredato da scritti originali in vario stile della giornalista Annalisa Vandelli, nasce un laboratorio teatrale.

Il laboratorio aperto ad attrici, attori ed aspiranti tali, prende avvio proprio dal libro, partirà dall’analisi dei testi di Annalisa Vandelli e indagherà a fondo nelle fotografie di Luigi Ottani, con lo scopo di farsene suggestionare, aggiungendo alle emozioni già potentemente fissate sulla pagina scritta, il bagaglio di esperienze personali e sensibilità individuali dei partecipanti, per dar vita a una messinscena corale che coinvolga il pubblico in un viaggio emotivo nei luoghi feriti dal terremoto a un anno di distanza dal sisma.

Il laboratorio tenuto dalle attrici Lucia Pantano e Daniela Reggianini è gratuito, rivolto a persone di età compresa fra i 16 e i 30 anni e si svolgerà a Modena durante i fine settimana.

Se siete interessati fate in fretta, per partecipare basta inviare una mail a teatro@magnitudoemilia.it indicando il proprio nominativo, recapito telefonico e curriculum vitae (facoltativo) entro il 14 febbraio 2013.

Primo incontro: il 16 e 17 febbraio presso la Città dei Ragazzi di Modena, dove il primo workshop sarà finalizzato alla formazione del gruppo di lavoro.

TerreMOti racconto

7180076849_959ba6cdea_n.jpgSe c’è una cosa che mi ha insegnato la storia, è che viene scritta dai vincitori.
Se c’è una cosa che ho imparato dalla storia è che viene presto dimenticata.

In queste ultime tre settimane non si parla altro che di Emilia e del suo terremoto, ma solo perché le scosse continuano, e continuano in maniera discretamente pesante. Tanto che ad ogni nuova scossa, crolla un altro pezzettino di storia e di fiducia.

20 maggio, ore 4.04, magnitudo 5.9.
29 maggio, ore 9.00, magnitudo 5.8
29 maggio, ore 12.55, magnitudo 5.5
03 giugno, ore 21.20, magnitudo 5.1

Questi i quattro eventi principali che hanno scandito la vita in questa Emilia.
Ma cosa succede quando lo sciame sismico diventa il rumore di sottofondo? L’emergenza finisce. I volontari tornano a casa. Lasciano tende e cucine da campo. Gli inviati salgono in macchina o sul taxi e prendono il primo treno, che li porterà lontano.
Cosa succede quando si spengono i riflettori?
E’ per questo che è nato “TerreMOti racconto”, un titolo nato dalla fusione delle parole terremoto, modena e racconto. Racconto come sostantivo “esposizione di vicende vere o frutto di invenzione”. Racconto come indicativo presente, io ti racconto. Perché in Emilia c’è chi non vuole dimenticare.

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“Il terremoto che ha colpito l’Emilia ha scosso oltre che la terra, anche le nostre vite. Ci avevano raccontato che l’Emilia era a basso rischio sismico, e invece ci siamo ritrovati a misurare le nostre vite con un questo evento completamente al di fuori delle nostre possibilità di controllo. L’idea era nata già all’indomani della prima scossa delle 4.04 del 20 maggio. Le prime notizie su Twitter, ci confrontavamo se era accaduto davvero, e ci chiedevamo se stavamo tutti bene. Nei giorni seguenti sul web ci siamo imbattuti in storie, cronache, racconti, foto, tutti appunti di chi quel terremoto lo aveva vissuto in prima persona e aveva voglia di esorcizzare la paura attraverso parole ed immagini. E abbiamo pensato: perché non raccoglierle tutte in un contenitore, come una scatola da riaprire quando si spegneranno i riflettori sulla nostra terra. Poi le scosse sono diventate 4, e anche il nostro progetto ha incominciato un po’ a traballare. Ma adesso eccolo qua.”

Un sito che pubblica le emozioni e le storie di chi il terremoto lo ha vissuto mentre la terra ballava, ma che nella sezione “Pubblica la tua storia” offre l’opportunità di condividere anche le storie di (a)normale vita all’indomani delle scosse.
Si può partecipare scrivendo, disegnando, fotografando, con un tweet, con una nota su facebook. Finita l’estate il blog “TerreMOti racconto” diventerà un e-book, scaricabile gratuitamente.
Per ricordare certo, ma soprattutto per non dimenticare.


[le foto fanno parte del set “Sulle strade del terremoto” di Isaballa Colucci]