03/02/2010

Futuristi a Modena

futuristi_MO.jpg"Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia. [...] Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno."
Queste le prime righe del manifesto del Futurismo scritto da Filippo Tommaso Marinetti, che raggiunse fama internazionale quando fu pubblicato su le Figaro di Parigi il 20 febbraio 1909.
Il Futurismo ha investito tutti gli ambiti culturali italiani, si espresse attraverso la letteratura, la pittura, la scultura. I Futuristi esaltavano il progresso, la velocità, nel periodo in cui l'industria cresceva d'importanza in tutta Europa, sentivano il bisogno di confermare che l'Italia è presente, ha un'industria, ha il potere di prendere parte a questa nuova esperienza, saprà trovare l'essenza superiore del progresso, attraverso i suoi simboli: l'automobile e la sua velocità.
Le opere d'arte prodotte sulla scia di questa filosofia non sono esattamente fra le mie preferite, anche se mi ci sono paragonata (per scherzo) in questo post, ma essendo anche un'amante dell'arte in generale non posso fare a meno di apprezzare l'innovazione e l'originalità delle opere d'arte prodotte in questo periodo.
Anche Modena ha vissuto il suo periodo futurista, sviluppatosi nel 1930 intorno alla figura dell'artista Mario Molinari. Della stagione futurista modenese rimane un cospicuo nucleo di opere pittoriche, componimenti letterari e una ricca attività grafica per la progettazione di allestimenti, editoria e pubblicità; e proprio attraverso i manifesti pubblicitari si può affermare che la sigla del Futurismo e la sua ventata modernista abbiano influenzato tanta parte della quotidianità cittadina.
Per ricordare questo periodo inaugura venerdì 29 gennaio 2010 alle 18,30, presso la sala del Paradisino, in corso Cavour 52 a Modena, la mostra Futuristi a Modena, curata da Graziella Martinelli Braglia.
Il progetto espositivo è a cura di Fausto Ferri, responsabile allestimenti della Galleria Civica dalla cui Raccolta del Disegno Contemporaneo provengono un autoritratto e vari fogli di taccuino di Enrico Prampolini.
La mostra resterà aperta al pubblico con ingresso gratuito fino al prossimo 28 febbraio dal martedì al venerdì dalle 16,00 alle 19,00, il sabato e la domenica dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00.