Questo blog sta per chiudere…ma…

intervista_notemodenesi1.jpg45 mesi, oltre 570 post e migliaia di contatti. Quasi quattro anni in cui ho imparato a conoscere meglio la città in cui vivo.
Lo avevo scritto nel 2009 iniziando questa avventura “Modena non è la mia città natale, inutile nasconderlo, ma è la città da cui mi sono fatta adottare quando ho deciso che non volevo più traslocare.” Scrivendo di Modena ne ho imparato le tradizioni e ne ho raccontato gli eventi. Non una cronista, ma una narratrice.
Di tutto questo, e molto molto molto altro, ne ho parlato nell’intervista rilasciata al giornalista Davide Lombardi, per le pagine del magazine on-line Note Modenesi.
Ma niente è eterno, e a fine mese questo blog chiuderà. Non per mia decisione, ma la fusione Virgilio-Libero ha portato alla chiusura del progetto dei localblog.
Ancora non so se trasferirò il blog di Modena su un’altra piattaforma, o mi dedicherò a qualche nuovo progetto.
Se avete ancora voglia di leggermi, mi trovate su La stanza di Marlene e come publisher per Gazduna.
Nel frattempo….buona lettura!

I modenesi raccontano la Manifattura Tabacchi

manifattura_tabacchi_modena_virgilio.jpgLa Manifattura Tabacchi a Modena è un complesso di edifici che si trova proprio di fronte alla stazione centrale, al limitare del centro storico di Modena, compresi tra via Ganaceto, Sant’Orsola e Monte Kosica
Di questo edificio ottocentesco leggo che c’è chi dice «che non c’è famiglia modenese che non sia passata per la Manifattura», tutti ricordano l’odore di tabacco che si diffondeva dalla fabbrica fino a pochi decenni fa e le “tabacchine” che affollavano le strade di Modena, è stata una delle più importanti aziende modenesi aperta all’occupazione femminile. Un posto alla Manifattura era considerato un ottimo lavoro. E le tabacchine hanno trovato nella Manifattura la possibilità di raggiungere un’emancipazione economica e sociale, già dalla fine dell’Ottocento. La prima grande conquista di welfare è stato l’asilo nido interno, poi frequentato anche dal soprano Mirella Freni e da Luciano Pavarotti (riconoscibile in una foto conservata nel Fotoarchivio Panini). L’asilo – chiamato baliato – permetteva alle donne di avere un impiego, di tenere bambini vicini e di poterli affidare a persone di fiducia anziché lasciarli da soli a casa. Un modo moderno di concepire l’azienda.

Quando l’Azienda è stata dismessa è diventato un vecchio edificio, abbandonato alle intemperie e allo scorrere del tempo, che ai modenesi ricordava un altraintervista_MANIFATTURATABACCHI.jpg epoca. Ma ora c’è chi ha pensato di recuperare l’intero complesso e di riconsegnarlo completamente trasformato. E per presentare i lavori di ammodernamento della struttura è on-line il nuovo sito all’indirizzo www.manifatturamodena.it dove non ci sono solo informazioni tecniche e planimetrie. La sezione ‘I modenesi raccontano’ raccoglie le voci di chi ha conosciuto la Manifattura quando era ancora un’azienda funzionante, come quella del custode Lorenzo, che viveva con la sua famiglia in un appartamento dentro la Manifattura, ma anche la voce di chi questa città la vive, ci lavora, e fra questi ci sono anche io.
Ho raccontato di questo blog, del legame che mi ha aiutato a sviluppare con la città di Modena. Ho raccontato della città e di come la vivo io, di come ho imparato a conoscerla. E ho parlato di voi che mi leggete, di voi che scegliete questo blog ogni giorno per poter leggere di Modena, ma alla fine, anche un po’ di me. Della sera dell’intervista avevo raccontato nel mio blog, ma non potevo dire molto. Ora potrete anche ascoltarmi.