Emergenza terremoto

SOS_EMILIA.jpgQuesto post avrei voluto iniziarlo scrivendo: basta parlare di terremoto. Tra una settimana questo blog compie tre anni. 1096 giorni. 463 post. In questi ultimi tre anni il post del venerdì è sempre stato dedicato agli appuntamenti del fine settimana. Ho raccontato di fiere, concerti, mercati, manifestazioni.
Ma poi un po’ per sicurezza e un po’ per rispetto delle vittime del sisma, tutti gli appuntamenti a Modena città sono stati annullati. A Modena non ci sono danni, stiamo tutti bene, scossi, impauriti, assonnati. Siamo tornati al lavoro, abbiamo ripreso i nostri ritmi, vogliamo tornare alla normalità al più presto possibile.
Ma se a Modena stiamo tutti bene, se la città ha retto lo scossone, nella bassa non si può dire la stessa cosa. Ed è giusto lasciare che questo spazio, per questo intero fine settimana, sia occupato da informazioni che possano essere di qualche utilità.
Segnalo il sito VolontariaMO, il portale del volontariato modenese all’indirizzo www.volontariamo.com. E’ stata creata una sezione apposita per capire che cosa serve sui territori colpiti dal sisma ed una per chi si vuole mettere a disposizione con ore di volontariato, con informazioni che vengono costantemente aggiornate dagli operatori del Centro. Altre iniziative di solidarietà possono essere trovate sulla pagina Facebook del Comune di Mirandola dove sono segnalate le raccolte dei generi necessari, Aiuto Terremoto gruppo Facebook per aiutare i cittadini dei comuni della bassa modenese, Un tetto per i cittadini della bassa un gruppo nato in accordo con l’Assessore all’Ambiente e alla Protezione Civile della Provincia di Modena, Stefano Vaccari, per raccogliere i riferimenti di persone o famiglie della nostra provincia.
Da un accordo fra la Regione Emilia Romagna e la Protezione civile nazionale è stato attivato il  numero 45500 attraverso il quale si possono donare due euro per dare un aiuto alle popolazioni delle zone colpite dal terremoto.
La provincia di Modena ha attivato un conto corrente sul quale è possibile effettuare versamenti di solidarietà: conto corrente presso la filiale Unicredit di Piazza Grande a Modena codice Iban IT 52 M 02008 12930 000003398693EUR causale “terremoto maggio 2012”
Il comune di Finale Emilia ha un conto dedicato all’emergenza per donazioni
: codice Iban IT 82 E 06115 66750 000000 133314
 Anche la Regione Emilia-Romagna ha promosso una raccolta fondi rivolta a privati ed Enti pubblici che desiderano versare un contributo per far fronte ai costi del terremoto che ha colpito le province di Modena, Ferrara e Bologna.
 Per i privati:
- versamento sul c/c postale n. 367409 intestato a: Regione Emilia-Romagna – Presidente della Giunta Regionale – Viale Aldo Moro, 52 – 40127 Bologna;
 – bonifico bancario alla Unicredit Banca Spa Agenzia Bologna Indipendenza – Bologna, IBAN coordinate bancarie internazionali: IT – 42 – I – 02008 – 02450 – 000003010203;
 – versamento diretto presso tutte le Agenzie Unicredit Banca Spa sul conto di Tesoreria 1 abbinato al codice filiale 3182.
Per gli Enti pubblici: 
accreditamento sulla contabilità speciale n. 30864 accesa presso la Banca d’Italia – Sezione Tesoreria di Bologna.
 In tutti i casi (privati ed Enti pubblici) il versamento dovrà essere accompagnato dalla causale: Contributo per il terremoto 2012 in Emilia-Romagna
.

Un’ultima nota: le associazioni Protezione del Gatto (APG) di Modena e l’Associazione Protezione Animali Carpigiana (APAC) offrono aiuto a coloro che hanno perso o dovuto abbandonare il proprio gatto durante il terremoto, sono anche disponibili a occuparsi dei gatti rimasti senza mezzi di sussistenza garantendo nel loro ambiente alimentazione, ricovero ed eventuali cure mediche. Per le segnalazioni di smarrimento, ritrovamento, avvistamento e per le richieste di intervento, contattare il punto di ascolto, tel. 059/255769, lunedì dalle 14 alle 19, il martedì e mercoledì dalle 16 alle 19 e il venerdì dalle 14 alle 19. Per la Protezione Animali Carpigiana 320425403 e 3204620803. E’ possibile anche segnalare via e-mail: stregattara@gmail.com


 

La neve in città

6806031727_6f2bce9427_m.jpgI giorni della merla, i giorni più freddi dell’anno, sono passati. I metereologi avevano annunciato i giorni più freddi da 27 anni a questa parte, e a Modena a giudicare dalla neve che è venuta giù, direi che non si sono sbagliati.

Scuole chiuse fino a Sabato. BUK – il festival della piccola editoria, rimandato al fine settimana del 3 e 4 marzo.

Annullata la manifestazione “L’antico in Piazza Grande”, la fiera antiquaria programmata il primo sabato di ogni mese, fino a Dicembre, che avrebbe inaugurato proprio domani 4 febbraio.

E ieri 2 febbraio nel Groundhog Day, la Marmotta Phil ha annunciato altre 6 settimane di freddo.
I disagi, le polemiche, le critiche all’amministrazione comunale per un piano neve inesistente sono stati l’argomento di questi giorni.
Però, diciamocelo: che spettacolo vedere la città così imbiancata!


 

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 Foto di Marlene


 

Se non ora quando

manifestazione2.jpg“Se non ora quando?” lo slogan che ha unito le piazze italiane invase da gruppi pacifici di donne. In Italia la maggioranza delle donne lavora, crea ricchezza, studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari. Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. Anche a Modena si è scelto di manifestare contro questa immagine della donna, e in Piazza Matteotti se ne sono contate un migliaio per manifestare e far sentire la propria voce.
La città si è animata, invasa da donne e palloncini rosa, in maniera spontanea e con la voglia di gridare “basta” alla deriva maschiocentrica (che è sempre esistita) ma che ora sta superando ogni limite di decenza.
L’impressione è che la manifestazione, nonostante la presenza di alcune sigle sindacali, sia poco politicizzata così come richiesto, tranne che per i discorsi dal palco, tenuti da donne delle istituzioni.manifestazione1.jpg
Ma per constatare che a manifestare non è un gruppo elitario o solo quella parte di Italia inserita nelle istituzioni è bastato camminare fra via Emilia e la piazza per vedere mamme con le loro bambine, nonne con le nipoti, insomma un pomeriggio per dimostrare che non ci facciamo abbindolare dalla televisione e dai suoi messaggi che ci vogliono solo belle e senza cervello. Molto silenzio, pochi slogan e la sensazione che le persone fossero lì per passare una domenica pomeriggio in compagnia, per vedersi, per guardarsi in faccia e dimostrare di esistere, forse prima di tutto a se stesse.
Non ho niente contro la manifestazione in sé, anzi credo che manifestare, anche se non cambierà le cose, almeno ha dimostrato che esiste ancora una coscienza critica.
Eppure riflettendo sulla questione, mi fa uno strano effetto constatare che dal ’68 ad oggi non è cambiato nulla. Noi donne non abbiamo conquistato quasi nulla, e quel poco ce lo stanno tirando via giorno dopo giorno, attraverso i messaggi distorti che provengono da programmi televisivi di basso livello, che fanno credere alle nuove generazioni di donne che si possono raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici. Per questo noi donne abbiamo sentito il dovere di far sentire la nostra voce: nella speranza che la sentano forte anche le generazioni future.

 

 

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le foto sono di isabella colucci

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La pista della discordia

pattini ice.jpgL’anno scorso la polemica sulle luminarie natalizie, quest’anno il Natale, ancora lontano, crea nuovamente scompiglio e alimenta le polemiche in città.
La discordia quest’anno nasce dall’idea dell’assessore Daniele Sitta di allestire una pista di pattinaggio per il ghiaccio in Piazza Grande o in Piazza XX Settembre. Un tappeto di ghiaccio circondato da casette di legno con prodotti tipici, luminarie, alberi e renne.
Una idea per aumentare il numero di turisti e introiti commerciali in centro città nel periodo natalizio. Peccato che l’idea abbia scatenato le reazioni dell’opposizione: “Non vorremmo che ora il dibattito cittadino si concentrasse tutto sul se e dove fare la pista di pattinaggio. Non ce n’è davvero bisogno. Sarebbe una vera fortuna per la Giunta Pighi riuscire a distogliere l’attenzione dalla reale necessità di strutturare un piano organico per promuovere il centro storico con questa banale trovata” annuncia Leone, il consigliere regionale e comunale del PDL.
“L’idea può costituire una buona opportunità, dipende naturalmente da come viene declinata, se cioè decidiamo di confinarla all’interno del programma di Modenamoremio oppure di inserirla in un percorso sovracomunale in una logica di attrazione turistica di Modena” commenta Daniele Cavazza responsabile Turismo di Confesercenti.
Si lancia anche il sondaggio pista-si/pista-no sul Il Resto del Carlino on-line. E nei commenti all’articolo compaiono anche proposte alternative, come quella di allestire la pista per il pattinaggio sul ghiaccio in zona Parco Ferrari in modo da avere più opportunità di parcheggio.
Non riesco a comprendere tutta questa animosità, considerato che una pista sul ghiaccio è sempre stata allestita davanti l’Accademia nel periodo natalizio, zona centrale, leggermente spostata dal circuito dei negozi, ma comunque posizionata in centro storico.
La soluzione anche esteticamente migliore, a mio avviso, è quella della Piazza XX Settembre, che da quando non ospita più il mercato coperto è stata come una scoperta meravigliosa. E l’idea di allestire dei mercatini natalizi non ci farò assomigliare a Bressanone o Innsbruck, ma sicuramente renderà il nostro shopping natalizio più coinvolgente.

Via Emilia Centro

posta(3).jpgChe l’ufficio postale di Via Emilia Centro si sposterà più all’interno, nei locali che per anni sono stati occupati dal cinema Splendor, è cosa nota da un po’ di tempo. La sua destinazione finale è però una sorpresa anche per me. Pare che la palazzina di tre piani e mezzo, quella di fronte ai portici del collegio, sarà trasformata in un centro commerciale “non alimentare”.
Una parte è già stata acquistata da una nota catena di abbigliamento (che a Modena e provincia manca completamente), mentre gli altri locali verranno ceduti a vari negozianti. Sembra che per consentire allo stabile di trasformarsi in un centro commerciale di tre piani il comune ha dovuto variare il regolamento urbanistico, che in centro vietava la costruzione di fabbricati adibiti a commercio alti più di un piano. In realtà sono già presenti in centro un paio di negozi con un secondo piano. Niente di paragonabile ad un vero e proprio centro commerciale, ma qualcosina di più grande di un “semplice” negozio a piano terra a Modena esiste di già.
Come tutte le novità potrebbe questa scelta potrebbe essere guardata con sospetto dagli altri negozianti del centro, preoccupati dall’arrivo di una nuova concorrenza. Invece io credo che potrebbe essere il campanello della sveglia di un centro sonnacchioso e con pochi stimoli. Nulla di quello che si trova in centro è esclusivo, o attraente oltre ogni limite, da far venire voglia di tornare. Quello che dovrebbe fare più paura è la concorrenza dei negozi che lontani dal centro, mirando ad un target ben definito, riescono a fidelizzare la clientela, anche solo con commesse più gentili e sorridenti. L’ultima mercoledì: sono uscita con una mia amica, non eravamo in vena di shopping ma siamo entrate in un negozio di scarpe con saldi da urlo. Il tempo di varcare la soglia e di guardarci intorno, facendoci strada fra le molte clienti, che una delle commesse (o la proprietaria, non fa differenza) ci ha apostrofato in maniera poco cortese che c’era molto da aspettare perché era pieno. Non avevamo detto nulla, non avevamo chiesto nulla, avevamo solo espresso il nostro giudizio positivo su di un paio di sandali. E purtroppo non è la prima volta che inciampo in questo genere di persone.
Comunque per una shopaolic come me, che a fine mese guarda con ansia le transazioni bancomat sperando che il plafond non sia esaurito, la notizia di nuovi negozi in centro è una nota positiva. Spero così di potermi rivolgere più spesso alla mia città per soddisfare la mia mania di acquisti, e che aiuti Modena a diventare punto di riferimento anche per chi abita nelle città vicine.

Fine settimana fra polemiche e

divieti.jpgNon sono giorni sereni per i modenesi che vogliono prepararsi a vivere la città in questo fine settimana di aprile. Il sindaco ha “rispolverato” l’ordinanza per cui non è possibile entrare in bar e ristoranti se si ha un cane al guinzaglio. Ed è subito polemica, gruppo su Facebook e ci si prepara alla manifestazione.
C’è chi invece la protesta l’ha già messa in scena contro l’ordinanza che vieta per negozi e alimentari di vendere alcolici, nonchè di consumarne e trasportare con sè fuori dagli spazi di pertinenza dei locali autorizzati. Da modenese adottata ho sempre notato una sorta di “coprifuoco” che scatta intorno alle 20 nelle strade nella città, e credo che queste limitazioni non faranno altro che peggiorare il vuoto desolante delle strade, rendendole ancora più pericolose.
Almeno torna Expo elettronica sabato 10 e domenica 11 aprile a Modena Fiere, la mostra mercato dedicata agli appassionati di elettronica ed informatica.
La fiera si è già svolta nel mese di gennaio, e avevo già avuto modo di segnalarla. E nonostante abbia già fatto acquisti, anche questa volta non me la perdo. Adoro passeggiare fra le bancarelle a caccia di “stranezze” tecnologiche.
In questa occasione Expo Elettronica ospita anche l’annuale Symposium della sezione modenese dell’Associzione Radioamatori Italiani. Sorta nel 1946, questa sezione è intitolata al radioamatore modenese Egeo Wolmer Malpighi e conta circa 180 soci. Il tema trattato nelle due giornate del Symposium riguarda il “Software Defined Radio”, in sigla SDR, una tecnologia in via di sviluppo che permette di costruire ricevitori radio non più hardware ma completamente a livello software e multistandard (UMTS, GSM, Wimax, Satellitare…). (L’ingresso alla fiera e al Symposium è gratuito per tutti i radioamatori in possesso di regolare licenza.)Expo_web.jpg
Starò solo attenta di non ripetere l’errore di gennaio: abbiamo passeggiato fra le bancarelle osservando e appuntando le cose da comprare al miglior prezzo con calma, dando per scontato di avere del tempo (siamo arrivati intorno alle 16). Peccato invece che la fiera chiuda alle 18. Quindi questa volta si arriva presto e occhio all’orologio.
Soprattutto: cani a casa e niente spritz seduti all’aperto, magari in Piazza Grande.

Un Natale un po’ più buio

natale07.jpgStamattina ho aperto la mia posta elettronica e una delle newsletter a cui sono abbonata mi ricordava che mancano solo sessanta giorni a Natale e che è tempo di shopping. Che poi già quando ho fatto la spesa sabato, mischiate alle zucche e ai vestiti avanzati di carnevale da riciclare per halloween, ho visto file di panettoni e pandori ordinatamente già in bella vista sugli scaffali.

È iniziato il conto alla rovescia per l’evento clou del fine anno nazional-cattolico-popolare.

Anno duro, segnato da troppi eventi economicamente nefasti anche per la ricca e benestante Modena. La prova è la definitiva decisione del Comune di illuminare nel periodo natalizio solo gli ingressi della città, gli edifici istituzionali, le piazze e i monumenti.

La decisione è stata presa dopo la mancata adesione di gran parte dei commercianti di contribuire con 150 euro all’illuminazione delle strade cittadine. Il contributo non è una novità, il Comune fa la sua parte e i commercianti ci mettono il resto per allietare con luci e addobbi natalizi le strade principali dello shopping cittadino.

Passeggiare per Modena in pieno periodo pre-natalizio senza troppe decorazioni sarà la prova definitiva che qualcosa è cambiato e la crisi di cui tanto si parla non è solo una percezione, ma una realtà con cui tutti ci ritroviamo a fare i conti.

Credo che un Natale all’insegna della sobrietà sia l’occasione per ritrovare il vero spirito della festa, partita come festa religiosa e approdata al mero consumismo.modenanatale.jpeg

Credo anche che una città vestita a festa sia uno spettacolo anche per il cuore, oltre che per gli occhi, ma sono sicura che i modenese sapranno capire.

Diciamo che sono piccole prove di persistenza di un problema generale e grave che ha investito l’intera economia mondiale. Significa che i commercianti risparmiano il contributo e noi cittadini risparmieremo sulla prossima fattura di fornitura elettrica.

 

Caffè nel deserto

caffe concerto.jpgHo la fortuna di lavorare in città. Piuttosto che dover prendere la tangenziale e invecchiare al volante per attraversare gli snodi impossibili all’ora cara alla maggior parte dei lavoratori per raggiungere l’ufficio, lavoro in un punto della città raggiungibile anche con i mezzi pubblici.

Mi sarebbe piaciuto lavorare in uno di quei vecchi antichi palazzi in via Emilia. In pausa pranzo sei nel salotto di Modena e puoi accomodarti in uno dei suoi caffè, puoi fare una passeggiata sotto i portici, guardare le vetrine ed entrare nei negozi aperti ad orario continuato.

Mi sarei accontentata di via Saragozza: due passi a piedi, uno sguardo alle 6 vetrine dello store cinese e sei in Piazza Grande, e nei giorni di sole puoi sgranocchiare qualcosa sui gradini del duomo con i piccioni che chiedono l’elemosina. Per non parlare del dopo lavoro e dell’aperitivo al Caffè Concerto.bar_caffe.jpg

Mi sarei fatta piacere anche corso Vittorio Emanuele, a due passi dalla stazione centrale, ma a quattro dall’Accademia e da via Emilia (quella di prima: dei ristorantini a prezzo fisso, le pizzetterie al taglio e qualche decina di bar tra cui scegliere per gustare un caffè).

E invece sono finita a piazzale Manzoni, zona che ha conosciuto tempi migliori, ma che di quei tempi andati conserva molto poco. Negozi da shopping selvaggio assenti, unica comodità un Esselunga vicino per momenti di crisi da dispensa vuota. E soprattutto non si trova un bar degno di tale nome nel raggio di 2 kilometri. Non c’è verso di gustare un caffè decente. Non pretendo che sia buono, ma che sia minimamente accettabile.

[si nota che sono di rientro dopo un periodo di ferie?]