Buon Natale e … buon appetito!

cenone di natale,cenone tipico modenese,natale 2012,bensone,saba,savor,pane di nataleEd eccoci alla vigilia di Natale, il Natale 2012 che per me rimarrà per sempre quel Natale in cui siamo sopravvissuti alla fine del mondo.
Se siete alle prese con la preparazione del cenone della vigilia, direi che siete in buona compagnia, e sono anche sicura che con il proliferare dei programmi televisivi che insegnano a cucinare, qualcuno starà anche sperimentando qualche nuova ricetta.
Ma la tenutaria di questo blog è un’appassionata di ricette e cucina tradizionali, e da un paio di anni a questa parte, grazie a qualche chiacchierata con qualche modenese doc, ho imparato quali sono le portate classiche del menù del cenone della vigilia e quello di Natale che si consumano a Modena.
La sera della Vigilia, non possono mancare gli spaghetti al tonno, e nella variante più antica tonno e acciughe, seguiti da croccanti frittelle di baccalà, dall’anguilla in umido e i “pis putanèin frett“, i pesci puttanini fritti [come li chiamano qui a Modena]. Alla fine della cena di magro [per modo di dire], si mette in tavola il parmigiano-reggiano e poi la frutta secca, e dopo il caffè e un liquore, questa è l’occasione per assaggiare il nocino o il laurino fatti in casa, si chiacchera aspettando l’ora per andare alla messa di mezzanotte attorno a una tavola che la tradizione non vorrebbe fosse sparecchiata sino al giorno dopo. Più o meno fino all’ora di pranzo.

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Per il pranzo di Natale è tradizione preparare i tortellini cotti nel brodo di cappone, rigorosamente a mano e rigorosamente in formato piccolo: una volta ho sentito la giusta unità di misura che sarebbe 5 in un cucchiaio. Ai tortellini in brodo, nell’ordine tradizionale, seguivano il pollo lesso con salsa verde e il pollo arrosto con le patate, poi l’arrosto di vitello e i radicchi conditi con poche gocce di un aceto balsamico. Poi il pranzo finiva in gloria, con i formaggi (accanto al parmigiano-reggiano arrivava anche il gorgonzola), la zuppa inglese bicolore e il tradizionale bensone. E sembra che il bensone sia buono inzuppato anche nel lambrusco.
Oltre al bensone, nel post pubblicato due anni fa, ero andata in missione per cercare la ricetta del pan ed Nadel, il Pane di Natale, un dolce d’antichissima tradizione che si prepara esclusivamente in prossimità delle feste, per consumarlo il 25 dicembre.
La ricetta consiste in un ricco impasto di farina, uova, zucchero, burro, noci, pinoli, pezzi di cedro e ciliegie canditi, mandorle, uvetta passa, cioccolato e cacao in polvere, arachidi e scorza di limone. La preparazione degli ingredienti è consigliabile programmarla con anticipo tagliando a pezzetti la frutta candita e quella secca,cenone di natale,cenone tipico modenese,natale 2012,bensone,saba,savor,pane di natale sbriciolando il cioccolato, sbucciando le noci e facendo rinvenire in poca acqua tiepida l’uva sultanina. Per l’impasto serve anche della marmellata, che si sceglie a seconda dei gusti, ma anche della disponibilità: è molto indicata, ad esempio, quella di duroni di Vignola, oltre naturalmente al savòr. Il Savor è una marmellata, o meglio, una mostarda, ottenuta aggiungendo alla Saba frutta di stagione come pere, mele cotogne, fichi, ma anche frutti estivi essiccati al sole. La Saba è mosto cotto, di uve bianche o rosse, cotto fino a quando la quantità del mosto si sarà ridotta fino ad un terzo della sua quantità iniziale.
Il pane di Natale si conserva bene per un mese, anche di più, senza metterlo in frigo. L’importante è tenerlo in un ambiente fresco. E per mantenerlo morbido a lungo, si usa ancora spennellarlo quasi tutti i giorni con la “saba”, a mano a mano che si avvicina il giorno di Natale.
Non mi resta che augurarvi buon Natale e … buon appetito!

Stuzzicagente in versione autunnale

stuzzicagente,piazza grande,piazza xx settembre,modenamoremioL’autunno direi che è arrivato, e con la stagione più romantica (o più melanconica a seconda dei gusti) arriva a Modena l’appuntamento enogastronomico che riesce a mettere in risalto le eccellenze della cucina modenese. Parlo dello Stuzzicagente Autunno che domenica 14 ottobre a partire dalle 17 vi aspetta fra le strade e i locali del centro storico di Modena.

A spasso per la storia di Modena, tra Piazza Grande, il Duomo e la Ghirlandina, ma anche lungo le vie caratteristiche come Piazza XX Settembre, Canalino, Canalgrande, Gallucci e via Emilia, meta preferita per il passeggio e lo shopping, si potranno gustare pietanze e vini che aggiungeranno alla città un sapore diverso.

Al costo di 13 euro, con biglietti in prevendita fino a venerdì presso l’ufficio di Modenamoremio (via Scudari, 12, oppure presso Iter Viaggi e Turismo in via Emilia Centro 54) sarà possibile degustare uno dei 4 menù creati per l’occasione.

Gli itinerari del gusto disegnano un percorso attraverso la città. Per prendere parte alla ghiotta manifestazione basterà scegliere uno o più itinerari, corrispondenti ad un menù, e passeggiando attraverso le vie del centro, si avrà diritto all’assaggio di un pasto completo, dall’antipasto al dolce, con tanto di dessert e caffè o digestivo. Tutti i dettagli dei 4 menù, a cui corrispondono altrettanti colori, sono disponibili su www.modenamoremio.it.
Al termine della degustazione ognuno potrà votare l’esercente preferito, premiandone la qualità del cibo, l’eccellenza del servizio e la simpatia, decretando così il miglior ristoratore di “Stuzzicagente 2012”.

Nel caso in cui a fine prevendita dovessero rimanere alcuni biglietti,saranno messi in vendita al prezzo pieno di 14 euro, il giorno stesso della manifestazione dalle ore 16.30 presso il gazebo di Modenamoremio in Piazza Grande.

 

Cuochi per un giorno

cuochi_per_un_giorno.jpgI programmi per imparare a cucinare impazzano su tutti i canali e si dedicano alle ricette più disparate. Dallo chef diabolico Ramsey alla nazional-popolare Benedetta Parodi, che insegna a mettere in tavola i migliori surgelati di sempre, non vi nascondo che amo anche le competizioni a suon di mestoli, e non ho perso nemmeno una puntata di Masterchef Italia, prima edizione vinta dal modenese Spyros Theodoridis…modenese d’adozione, che ha fatto parlare della nostra città ancora una volta.
E se in casa avete dei cuochi in erba sabato 6 e domenica 7 ottobre Modena diventa la capitale della cucina con Cuochi per un giorno, il primo festival nazionale di cucina per bambini da 0 a 12 anni.
Per dare ai baby chef under 12 la possibilità di mettersi alla prova e di imparare cose nuove l’appuntamento è alla Secchia Rapita, storico ristorante cittadino. images.jpg
Due giornate, decine di appuntamenti e laboratori in cui i piccoli cuochi potranno annusare, toccare, pesare, dosare, impastare, miscelare, modellare, cuocere. La parola d’ordine è divertirsi! Ma c’è molto di più, perché cucinando s’impara: tra pentole e ingredienti i bambini, infatti, imparano a mangiare e ad avere un rapporto sano con il cibo.
Non mancheranno vere e proprie lezioni di cucina con importanti chef “stellati” emiliani per incuriosire anche mamma e papà, e stand con attività per avvicinarsi alla cucina attraverso diversi linguaggi espressivi: ci sarà una libreria golosa con un angolo di letture animate a tema culinario condotte da vere e proprie attrici, angoli sensoriali e giochi sulla cucina come il “memory sensoriale” e piccole casette dove mettere alla prova, indovinare e riscoprire i cinque sensi. E poi uno spazio dove i piccolissimi, dai 18 mesi ai 2 anni, potranno cimentarsi in golose manipolazioni. Un occhio di riguardo andrà a tutti i bambini cecliaci: anche loro potranno realizzare ricette ad hoc con la partecipazione dell’AIC Emilia Romagna (Associazione Italiana Celiachia).
Il prezzo del biglietto varia a seconda delle attività a cui si sceglie di partecipare. Parte del ricavato sarà destinato alla ricostruzione di una Scuola delle zone colpite dal terremoto.
Infoline e prenotazioni: La Bottega di Merlino, tel. 059.212221 www.cuochiperungiorno.it

Stuzzicagente edizione 2012

cucina tradizionale modenese, piazza grande, via gallucci, enogastronomia, rezdora, gnocco fritto, lambruscoSi cerca di tornare alla normalità in questa Emilia che il terremoto non sta risparmiando da sabato notte. Le scosse sono frequenti, qualcuna più forte, la maggior parte impercettibile per chi non è a disgraziata vicinanza. Eppure sentiamo qualcosa. Abbiamo mal di testa, qualcuno la nausea. Non ce lo diciamo, ma siamo tutti all’erta. Tutti con le antenne tese.
Credo che a questo punto sia il momento di recuperare un po’ di senso di normalità e tranquillità, buttandoci con leggerezza in questo primo week-end post-terremoto. Domenica 27 Maggio, dalle 17 in poi, parte la decima edizione dello Stuzzicagente: un itinerario enogastronomico tra la vie del centro storico di Modena, un’occasione per assaporare le specialità più ghiotte in compagnia di amici, passeggiando tra le vie o comodamente seduti a tavola.
Comprato il proprio biglietto, si parte alla scoperta dei vari menù ideati per la manifestazione. La formula è quella collaudata: dall’antipasto al dolce, dai primi piatti ai secondi, bevande e caffè compresi, lo scopo è di gustarli nei vari locali presenti nel centro storico di Modena.
Tre i percorsi da poter scegliere: il menù Rosso, il menù Giallo e il menù Blu. 
Chi sceglie il menù Rosso inaugura con un bicchiere di Bianco o Rosso, versato dal Barbacco, e una tigella farcita con crudo, lardo e parmigiano reggiano della Pizzeria La Piazzetta, per poi continuare con le toscanelle agli ortaggi proposte dal Bar Spritz. Si prosegue degustando il simposio dei Lambruschi, della Compagnia del Taglio, e assaggiando i gustosi sedanini prosciutto e piselli della Trattoria Omer. Si prosegue con un secondo: spiedino di carne ai 5 sensi dell’Osteria i 5 Sensi alla Pomposa, accompagnato dall’intramontabile gnocco fritto della Trattoria Ermes. Per finire in dolcezza troviamo la coppetta al limone o coppetta alla mandorla della Gelida Voglia, e gli assaggi golosi del Cantuccio.
 Il menù Blu stuzzica il palato con una mousse di baccalà all’aceto balsamico, proposta dall’Accademia dei Dissonanti, preceduta da un modenese spritz preparato da Perlage Restaurant&Cafè. Continuano le danze la focaccia genovese del Re di Pane, il Lambrusco di Sorbara Pedroni versato da La Bicicletta, e il primo del Ristorante Pizzeria La Mamma: riso con asparagi. Si passa poi al secondo piatto, il classico e gustoso pollo alla cacciatora preparato dal Ristorante Erba del Re, una piccola pausa con una degustazione di vino del Bar del Palazzo dei Musei, per poi finire il percorso con il mascarpone con scaglie di cioccolato del Caffè del Borgo e il crumble di mele e mirtilli di Bibendum Catering.
Già esauriti i biglietti per il menù Giallo, che propone, invece, un emiliano “bicer ed vein e friteli ed baccalà” del forno La Brisla, e il borlengo tradizionale di Esat, per proseguire con un invitante primo piatto: le penne tricolore di Via Taglio all’ Eat&Drink House. La tagliata di manzo grigliato con salsa di mirtilli e crostino al curry, proposto da Officina della Senape, e gli arrosticini Abruzzesi del Lord Byron saranno annaffiati dalla birra Forum Gallorum-Affligem Rouge scelta dal Goblet birroteca. Concludono “dolcemente” il menù la crostata di ciliegie del Supermercato Sigma, la coppetta Fior di latte e crema della Gelateria&Caffetteria Paradice, e il caffè della Caffetteria Drogheria Giusti.
Entro oggi i biglietti in prevendita presso la sede di Modenamoremio (via Scudari, 12) oppure da Fangareggi Dischi (in Piazzetta Muratori) possono essere comprati a 13 euro. Per chi decide all’ultimo minuto di arrivare in città e vuole percorrere uno dei percorsi enogastronomici proposti, potrà acquistarli il giorno della manifestazione, domenica 27 maggio, a 14 euro presso il gazebo di Modenamoremio in Piazza Pomposa dalle ore 16.30.
Buon appetito.


 

Un francobollo dedicato all’Aceto Balsamico di Modena

aceto balsamico,acetaia,ricette tradizionaliL’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena è un prodotto tradizionale della cucina di Modena, la cui produzione è documentata già in un documento del 1046, apprezzato nel rinascimento dagli estensi, prodotto con mosti provenienti esclusivamente dalla provincia di Modena.
In televisione se ne vede spesso la pubblicità. In qualsiasi scaffale di un supermercato potete trovarne delle varietà a poche decine di euro. Lasciatemelo dire: quello non è il vero aceto balsamico di Modena.
Quello vero è denso, lo vendono in piccole confezioni, si usa con il contagocce e ha un sapore indescrivibile.
Da Wikipedia “documenti e manoscritti del XVI secolo e dell’anno 1796, riferiscono dei mosti ben maturi utilizzati per la produzione dell’aceto balsamico alla modenese e dei rincalzi dei 36 barili custoditi nel terzo torrione del palazzo ducale verso S. Domenico. È interessante notare come da queste prime memorie appaiono di continuo due costanti fondamentali per la produzione dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena: il mosto cotto ottenuto dalle uve tipiche coltivate in provincia di Modena quale prodotto di base e la dislocazione dei locali di produzione in ambienti alti, generalmente in sottotetto”.
E parlando con persone del posto ho scoperto che avere una botte per produrre aceto balsamico in casa è una specie di tradizione, e le botti migliori si lasciano in eredità ai propri figli. aceto balsamico,acetaia,ricette tradizionali
Ho avuto la fortuna di assaggiare questa specie di oro nero prodotto nel sottotetto di un vicino di casa, ho potuto ammirare le piccole botti che custodisce come dei gioielli, e portarne a casa una bottiglia come souvenir. Il gusto è completamente diverso da qualsiasi cosa abbia mai assaggiato. Si chiama aceto ma non ha nulla di acidulo, balsamico ma non aspettatevi della menta.
Il gusto è corposo, leggermente dolciastro, la consistenza è sciropposa e si può utilizzare per condire dalla pasta, alla carne, fino alla frutta.
Il 17 Aprile sarà messo in vendita un francobollo del valore di 60 centesimi per celebrare una delle eccellenze eno-gastronomiche modenesi.

Il bozzetto è stato ideato da Maria Carmela Perrini e prevede in primo piano la bottiglietta ufficiale disegnata da Giugiaro e il logo comunitario di riconoscimento dei prodotti a denominazione protetta (DOP),  sullo sfondo una serie di botti utilizzate per l’invecchiamento.

Buon Natale e Buon Appetito!

tortellini di natale.jpgL’anno scorso nel post di Natale vi avevo lasciato con una promessa, quella di raccontare cosa sono e come vengono utilizzati a Modena la Saba e il Savòr. E quale migliore momento del post natalizio per scrivere di questi due ingredienti semplici e antichi.
La Saba, come riportato da Pellegrino Artusi nell’opera “La scienza in cucina e l’arte del mangiare bene”, è uno “sciroppo d’uva (che) può servire in cucina a diversi usi poiché ha un gusto speciale che si addice in alcuni piatti”.
La Saba è mosto cotto, di uve bianche o rosse, cotto fino a quando la quantità del mosto si sarà ridotta fino ad un terzo della sua quantità iniziale. Si tovano tracce di questo condimento già nei racconti del cuoco romano Apicio.
L’etimologia della parola risale al latino “sàpa” che significa “succo” ed è affine a “sàpor”  
La Saba viene utilizzata per accompagnare formaggi, polenta ai ferri, è un ottimo condimento per fagioli, ceci e castagne, per bagnare dolci, ravioli tortelli e crostate, per insaporire il pane, ma soprattutto per preparare il Savor.
Il Savor è una marmellata, o meglio, una mostarda, ottenuta aggiungendo alla Saba frutta di stagione come pere, mele cotogne, fichi, ma anche frutti estivi essiccati al sole. E‘ un tipico dolce povero, che si preparava nelle famiglie contadine, che si preparava semplicemente con i prodotti che la terra poteva offrire.
E’ perfetto per  le merende, le colazioni, da spalmare sul pane, i formaggi freschi o stagionati e ingrediente indispensabile nella preparazione di vari dolci natalizi.
Uno di questi dolci sono i tortelli di Natale al forno o fritti:  Turtlein d’Nadel al fornen o frett.
Questi dolcetti non hanno la forma tipica a ombelico di Venere, ma assomigliano più a delle mezzelune. L’impasto esterno è farina, zucchero, burro, lievito per dolci, uova. Il ripieno tradizionale il Savòr, ma ci sono anche le varianti con crema di castagne, o crema pasticcera.
Ovviamente non posso scrivere la ricetta di dolci che non ho mai preparato di persona, ma se qualcuno vuole deliziarci, i commenti sono a disposizione.
Buon Natale a tutti.

 

Il gusto dello Champagne

prosecco02.jpgQuando ero piccola ricordo che lo “champagne” veniva comprato per gli eventi v.e.r.a.m.e.n.t.e. importanti, mentre lo spumante serviva a festeggiare eventi minori. Più era presente il parentame, più non si poteva fare la figura dei pezzenti e lo champagne era d’obbligo.
Ma che differenza c’è tra Prosecco Spumante e Champagne?
Allora era una questione di prestigio: lo champagne era roba estera, e come tutte el cose estere aveva un gran impatto sulla percezione di noi genti comuni.
In realtà la differenza non è dove vengono prodotti, ma come e con che uva.
Nel caso del Prosecco, l’uva utilizzata è Glera, mentre per lo Champagne si utilizzano uve Pinot e Chardonnay. Per spumantizzare il Prosecco si usa il Metodo Charmat, mentre per lo Champagne, il Metodo Champenois. Le bollicine si formano allo stesso modo, ma cambiano il contenitore in cui avviene la fermentazione ed il tempo in cui i lieviti restano in contatto con il vino. E non vi annoio con altri particolari.
Personalmente preferisco il Prosecco, ma se siete amanti dello Champagne, o siete curiosi di saperne qualcosa in più, martedì 13 dicembre 2011 a Modena si può partecipare a “Il gusto dello Champagne”, organizzato da Slow Food presso Bibendum Catering & Co (via Taglio 61), per gustare 5 Champagne rarissimi.
Un itinerario del gusto alla scoperta delle diverse note che ne compongono il sapore e l’odore. A guidare i partecipanti nel corso di questa esperienza  “multisensoriale” Filippo Marchi, responsabile del vino per la Condotta di Modena, il quale ha anche scelto gli champagne proposti, rigorosamente prodotti da piccoli produttori.
Coloro che aderiranno alla iniziativa avranno inoltre modo di entrare nella cucina Bibendum di Marta Pulini, per assaporare piatti diversi, scelti appositamente sulla base delle caratteristiche organolettiche degli champagne a cui saranno abbinati.
Fra i piatti proposti: crema di zucca con cotechino di Regnani per il Milan Rosè, spedino di sarde su letto di lattughette per il Fleury Brut 1995, maltagliati con baccalà e ceci profumati al rosmarino per il Vilamart Grand Celleir d’or 2005.
La serata è a numero chiuso, per prenotare chiamare direttamente il Bibendum al numero: 059. 235771 oppure scrivere una mail a info@bibendumcatering.it.
Cheers!

 

Terra Madre Day

Slow-food.jpgSlow Food è un’associazione no-profit che in tutto il mondo promuove il ritorno al cibo tradizionale, promuovendo prima di tutto un sistema sostenibile, prodotto su piccola scala e di qualità. Quello che cerca di fare è di evitare che il cibo diventi omogeneo in tutto il mondo, salvaguardando quindi i prodotti tipici e i sapori presenti nelle cucine di tutto il mondo.
Il loro motto è buono, pulito e giusto. “Tre aggettivi che definiscono in modo elementare le caratteristiche che deve avere il cibo. Buono relativamente al senso di piacere derivante dalle qualità organolettiche di un alimento, ma anche alla complessa sfera di sentimenti, ricordi e implicazioni identitarie derivanti dal valore affettivo del cibo; pulito ovvero prodotto nel rispetto degli ecosistemi e dell’ambiente; giusto, che vuol dire conforme ai concetti di giustizia sociale negli ambienti di produzione e di commercializzazione.” [fonte]
L’associazione promuove i suoi principi in tutto il mondo, principi che condivido, considerata anche la qualità e la quantità di prodotti modenesi.
Da tre anni organizzano il Terra Madre Day per ricordare e promuovere i loro principi festeggiano il cibo locale nei villaggi, paesi e città in tutto il mondo.
A Modena le iniziative di Slow Food sono sostenute dalla biblioteca Delfini e dal Museo della Figurina, e il 10 Dicembre festeggeranno il Terra Madre Day con una iniziativa che si terrà a partire dalle 19.15 nel cortile della biblioteca.
L’ingresso è libero e gratuito, ci saranno assaggi di dolci, stufati, zuppe e piatti tipici. Inoltre chiunque può portare un piatto da far assaggiare e condividere con tutti i partecipanti, ma attenzione: deve esserci anche una storia da raccontare.This land.jpg
All’interno della stessa manifestazione al Museo Civico Archeologico Etnologico (v.le Vittorio Veneto 5) alle ore 17 ci sarà l’inaugurazione della mostra “This land is your land” dialogo fra quattro continenti sul tema della Terra.
Sarà presentata la nuova agenda interculturale, e sfogliando le pagine dell’agenda (o visita la mostra) troverà una raccolta di storie condivise che congiungono idealmente Modena e il suo territorio a Congo, Argentina, Albania, Ghana, Marocco, Colombia, Nigeria, Romania, Iran, Turchia, Ucraina in un percorso animato da oggetti, racconti, immagini e filmati di “altre terre” ai quali fanno da contrappunto i materiali delle raccolte del museo.
Una giornata per ricordare che la globalizzazione voluta dalle grandi aziende non porta da nessuna parte, e soffoca le nostre identità.

 

Tempo di caldarroste in Pomposa

piazza pomposa,caldarroste,vin brulè“A San Martino Castagne e vino” (detto popolare)

Domenica 6 novembre in Piazza della Pomposa è “Tempo di caldarroste”, e come l’anno scorso tante attività movimenteranno il pomeriggio.
La festa dedicata a questo frutto è un po’ il ritorno alle origini contadine (e anche un po’ montanare) della città di Modena.
Il castagno viene definito “l’albero del pane” in quanto ha rappresentato materia prima alimentare per intere generazioni, particolarmente nei periodi di difficoltà. La produzione di castagne ha costituito, in un passato non ancora molto lontano, una insostituibile fonte di reddito per le famiglie contadine delle zone montane, garantendo autosufficienza alimentare ed economica. Un cibo “povero” ma dalle enormi potenzialità.
Il modo di gustare le castagne come “caldarroste” o di cucinarle in alcune preparazioni tradizionali, soprattutto dolci, è conosciuto da molti ed è facile trovare queste ricette in molti libri di cucina. E domenica, nel programma del mercato straordinario c’è proprio a partire dalle 14.30 la spadellatura delle caldarroste di Castel del Rio col metodo, con il metodo tradizionale, e ancora tisane naturali e thè pregiati puri e aromatizzati a cura di Provisos di Parma, e tanto vin brulè  a cura dell’ Associazione La Pomposa. Dalle 11,00 alle 13,00 e dalle 15,00 in poi nella piazzetta dietro la chiesa gli amici di Ermes faranno gnocco fritto e borlenghi. (Il ricavato andrà in beneficenza).
Oltre agli incontri eno-gastronomici, alle 15,00 ci sarà un laboratorio del gusto “Alla scoperta delle mele antiche” a cura di G. Negroni dell’associazione Civiltà Contadina
Alle 16,00  musica jazz  con il gruppo “Patty Gibertoni Quartet” e tutto il giorno giochi e animazioni per bambini.
Buon inizio di autunno.

Una volta al mese lascio questo blog a disposizione di chi vuole raccontare qualche angolo nascosto di Modena, o commentare quello che succede nella nostra città. Scrivetemi a vmodenablog@virgilio.it e potreste essere la prossima (ma anche il prossimo) guest-blogger.

 

 

Fine settimana internazionale: NODE e SOUL FOOD

etnoshopping.jpgDio fece il cibo, ma certo il diavolo fece i cuochi. (James Joyce)

In questo fine settimana a Modena risuoneranno le note del NODE, il Festival Internazionale di Musica Elettronica e Live Media, un appuntamento musicale di respiro internazionale, che porterà a Modena performer anche da Germania, Norvegia, Stati Uniti e Gran Bretagna.
Ma sarà che recentemente ho fatto un viaggio all’estero, sarà che il cibo rappresenta per me la mia croce e la mia delizia, per questo fine settimana volevo parlarvi di “Etnoshopping – gli itinerari interculturali e interculinari”, un appuntamento realizzato dalla’Associazione culturale Fusorari Viaggi & Esperienze, la cooperativa Integra e lo Slow Food Modena.
Un esperto gastronomico (con comprovata esperienza sul campo) vi accompagnerà tra racconti, descrizioni dei prodotti e ricette, in un percorso che si snoda fra i negozi etnici presenti in città, dove si potranno assaggiare e degustare alcuni dei prodotti e dei piatti caratteristici offerti dai commercianti.
I percorsi del progetto Soul Food hanno l’obiettivo di favorire l’incontro ed il dialogo tra persone di culture diverse, senza paroloni e discorsi vuoti, ma passando direttamente dallo stomaco. Leggo dal loro sito “crediamo pertanto che valorizzare il sapere e le competenze di persone immigrate e proporre alla cittadinanza autoctona modenese un’offerta qualitativamente alta di occasioni di conoscenza e scambio tra culture differenti passando per la gola e le narrazioni individuali siano strategie vincenti per promuovere una cultura di pace e cooperazione, nel pieno rispetto dei diritti umani e delle diversità.”
Una obiettivo importante, da raggiungere con argomentazioni semplici ed efficaci.
I percorsi Soul Food si svolgeranno nella città di Modena, nelle vicinanze del centro storico.
Sabato 11 giugno 2011 “Etnoshopping in bicicletta”: ritrovo ore 10:30 sulla ciclabile di via Cesare Costa, 91. Il percorso sarà così articolato: Hello! Africa e Asia Food Store in via Cesare Costa, La Rosa del Deserto in viale Storchi, Bazar El Wafa in via Badia, Transilvania Market ed Europa Est in via Sigonio.
Sabato 18 giugno 2011 si replica, ma a piedi con il secondo itinerario “Etnoshopping a piedi”: ritrovo alle 10.30 all’angolo tra viale Reiter e via Poletti. Consigliate scarpe comode.
Nella prima parte del percorso è prevista un’introduzione sull’area geografica di interesse e cenni della cucina locale. All’interno del negozio, si prenderanno in visione dei diversi prodotti, ne verranno illustrate caratteristiche e utilizzi e sarà possibile dialogare con il commerciante o il proprietario del negozio, con assaggio finale.
Tutte le informazioni su www.fusorari.it