TerreMOti racconto

7180076849_959ba6cdea_n.jpgSe c’è una cosa che mi ha insegnato la storia, è che viene scritta dai vincitori.
Se c’è una cosa che ho imparato dalla storia è che viene presto dimenticata.

In queste ultime tre settimane non si parla altro che di Emilia e del suo terremoto, ma solo perché le scosse continuano, e continuano in maniera discretamente pesante. Tanto che ad ogni nuova scossa, crolla un altro pezzettino di storia e di fiducia.

20 maggio, ore 4.04, magnitudo 5.9.
29 maggio, ore 9.00, magnitudo 5.8
29 maggio, ore 12.55, magnitudo 5.5
03 giugno, ore 21.20, magnitudo 5.1

Questi i quattro eventi principali che hanno scandito la vita in questa Emilia.
Ma cosa succede quando lo sciame sismico diventa il rumore di sottofondo? L’emergenza finisce. I volontari tornano a casa. Lasciano tende e cucine da campo. Gli inviati salgono in macchina o sul taxi e prendono il primo treno, che li porterà lontano.
Cosa succede quando si spengono i riflettori?
E’ per questo che è nato “TerreMOti racconto”, un titolo nato dalla fusione delle parole terremoto, modena e racconto. Racconto come sostantivo “esposizione di vicende vere o frutto di invenzione”. Racconto come indicativo presente, io ti racconto. Perché in Emilia c’è chi non vuole dimenticare.

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“Il terremoto che ha colpito l’Emilia ha scosso oltre che la terra, anche le nostre vite. Ci avevano raccontato che l’Emilia era a basso rischio sismico, e invece ci siamo ritrovati a misurare le nostre vite con un questo evento completamente al di fuori delle nostre possibilità di controllo. L’idea era nata già all’indomani della prima scossa delle 4.04 del 20 maggio. Le prime notizie su Twitter, ci confrontavamo se era accaduto davvero, e ci chiedevamo se stavamo tutti bene. Nei giorni seguenti sul web ci siamo imbattuti in storie, cronache, racconti, foto, tutti appunti di chi quel terremoto lo aveva vissuto in prima persona e aveva voglia di esorcizzare la paura attraverso parole ed immagini. E abbiamo pensato: perché non raccoglierle tutte in un contenitore, come una scatola da riaprire quando si spegneranno i riflettori sulla nostra terra. Poi le scosse sono diventate 4, e anche il nostro progetto ha incominciato un po’ a traballare. Ma adesso eccolo qua.”

Un sito che pubblica le emozioni e le storie di chi il terremoto lo ha vissuto mentre la terra ballava, ma che nella sezione “Pubblica la tua storia” offre l’opportunità di condividere anche le storie di (a)normale vita all’indomani delle scosse.
Si può partecipare scrivendo, disegnando, fotografando, con un tweet, con una nota su facebook. Finita l’estate il blog “TerreMOti racconto” diventerà un e-book, scaricabile gratuitamente.
Per ricordare certo, ma soprattutto per non dimenticare.


[le foto fanno parte del set “Sulle strade del terremoto” di Isaballa Colucci]


 

Alla ricerca della normalità

terremoto,terremoto emilia romagna,protezione civile,ansia,modena,cambiamenti,listaQuando torna la normalità? Credo che per chi, come me, ha ancora la casa, la normalità tornerà quando riusciremo a rimanere seduti sul divano senza chiederci se vibra per il passaggio di un camion o per l’ennesima scossa di assestamento.
Tornerò alla normalità anche quando la smetterò di far ricorrere la parola “terremoto” nel mio vocabolario scritto e parlato, e riuscirò a raccontare di nuovo di qualche appuntamento mondano in città.
L’occasione è la quinta edizione di NODE, il Festival Internazionale di Musica Elettronica e Live Media, organizzato dalla Galleria civica di Modena, a cura di Filippo Aldovini, Anna Bartolacelli e Fabio Bonetti, coprodotto con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Modena con il contributo dell’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna.
Venerdì 8 e sabato 9 giugno 2012 ai Giardini Ducali di corso Canalgrande a Modena nella zona adiacente la Palazzina dei Giardini, sono in programma due serate nel corso delle quali si esibiranno Orcas, Lapalux, Sanso-xtro, Holy Other, Benoît Pioulard, Quiet Emsemble, artisti australiani, americani, inglesi e italiani, espressione della ricerca musicale emergente nel panorama elettronico internazionale.
A conclusione di entrambe le serate un dj set presentato da Red Bull Music Academy Fuoriclasse: venerdì 8 giugno ci sarà SRSLY dj set, mentre sabato 9 giugno toccherà a Broke One.
Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito. Per informazioni info@node-live.com

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Senza dimenticare che ad appena 30 chilometri da noi il terremoto ha colpito l’Emilia talmente forte, da avere necessità di chiedere aiuto per potersi rialzare.
Per fare qualcosa di concreto sul sito terremoto.volontariamo.com si può diventare volontari. Al momento le operazioni di gestione delle emergenze sono effettuate da personale e volontari di protezione civile, già addestrati per gestire i soccorsi e portare aiuto alla popolazione. Il CSV raccoglie le disponibilità per preparare una banca dati utile per la fase successiva a quella di emergenza.
Per dare un aiuto anche da lontano, fino al 26 giugno è attivo il numero di sms solidale 45500 per la campagna di raccolta fondi straordinaria a favore delle popolazioni della Regione Emilia-Romagna, il cui ricavato verrà versato sul fondo della Protezione civile.
L’iniziativa è frutto di un accordo tra Regione Emilia-Romagna e Protezione civile nazionale. Da qualsiasi telefono fisso o cellulare, di qualsiasi gestore, la donazione sarà di 2 euro.


 

Non si parla d’altro

terremoto, terremoto emilia romagna, protezione civile, ansia, modena, cambiamenti, listaMi avevano insegnato che il terremoto aveva un inizio, uno svolgimento e una fine. Una forte scossa, tante piccole scosse di “assestamento” e poi la quiete, almeno per un po’.
E invece non facciamo in tempo a rilassarci, a dimenticare, non conviviamo in maniera tranquilla con gli assestamenti, perché la terra ha tremato troppo, troppo forte, e in maniera troppo ravvicinata. Il 20 maggio, il 29 maggio per ben due volte, e quella che ci ha demoralizzato più di tutte, la quarta scossa del 3 giugno.
Non si riesce a parlare d’altro. E anche io non riesco a scrivere di altro che di questo.
Anche se non ho più molte parole. Tante le iniziative per aiutare le popolazioni colpite. Ho riflettuto, non sono capace di prestare assistenza, ma chi ha coraggio e vuole fare qualcosa di concreto può connettersi al sito terremoto.volontariamo.com
Per dare un aiuto anche da lontano, fino al 26 giugno è attivo il numero di sms solidale 45500 per la campagna di raccolta fondi straordinaria a favore delle popolazioni della Regione Emilia-Romagna, il cui ricavato verrà versato sul fondo della Protezione civile.
L’iniziativa è frutto di un accordo tra Regione Emilia-Romagna e Protezione civile nazionale. Da qualsiasi telefono fisso o cellulare, di qualsiasi gestore, la donazione sarà di 2 euro.
Per me che sono qua aiuto questa terra recuperando la normalità del mio lavoro e della mia quotidianità.


 

Le 10 cose cambiate dal terremoto [per me]

change_virgilio.JPGLe 10 cose cambiate nella mia vita nelle ultime due settimane, dopo il terremoto:

 

  1. Passo il tempo minimo indispensabile in casa. Non è più IL posto sicuro, non è più il luogo accogliente dove poter riposare.

  2. Per affrontare la notte scelgo il pigiama più bello, ma dopo la quarta scossa forte di domenica sera sceglierò la tuta.

  3. Capitolo scarpe: abbandonati i tacchi, vado al lavoro con scarpe basse e comode in caso di fughe rocambolesche e improvvise per le scale. Di notte le scarpe da ginnastica sono ai piedi del letto al posto delle ciabatte.

  4. Capitolo bagno: doccia veloce, e solo se c’è qualcuno in casa. Al lavoro avviso tutti che sto andando in bagno e non chiudo a chiave. Sempre con il cellulare a portata di mano: ho pensato che se dovessi rimanere sotto le macerie spero così di poter dire dove mi trovo.

  5. Ho memorizzato il numero della protezione civile.

  6. Ho scoperto il sito dell’Istituto di Vulcanologia e faccio refresh della pagina ogni 20 minuti per essere informata sulla magnitudo dell’ultima scossa [avvertita e non], in modo da giustificare il continuo senso di vertigini che mi affligge.

  7. Non chiudo più la porta di ingresso a quadrupla mandata

  8. Ho davanti alla porta di cui al punto 7 una borsa con: coperte, un cambio, una torcia, batterie, generi di prima sussistenza…e sto pensando seriamente di aggiungere all’elenco delle cose da tenere a portata di mano una tenda.

  9. La macchina non si parcheggia più in garage.

  10. Ho cellulare e iPad sempre in carica, niente di peggio che trovarmi in strada senza poter sapere cosa succede e senza poter dire cosa sta succedendo alle persone che si preoccupano per me.

Il terremoto sono anche le macerie che devi rimuovere dentro, cercando di ricostruire una struttura solida che possa reggere al prossimo scossone.


 

Emergenza terremoto

SOS_EMILIA.jpgQuesto post avrei voluto iniziarlo scrivendo: basta parlare di terremoto. Tra una settimana questo blog compie tre anni. 1096 giorni. 463 post. In questi ultimi tre anni il post del venerdì è sempre stato dedicato agli appuntamenti del fine settimana. Ho raccontato di fiere, concerti, mercati, manifestazioni.
Ma poi un po’ per sicurezza e un po’ per rispetto delle vittime del sisma, tutti gli appuntamenti a Modena città sono stati annullati. A Modena non ci sono danni, stiamo tutti bene, scossi, impauriti, assonnati. Siamo tornati al lavoro, abbiamo ripreso i nostri ritmi, vogliamo tornare alla normalità al più presto possibile.
Ma se a Modena stiamo tutti bene, se la città ha retto lo scossone, nella bassa non si può dire la stessa cosa. Ed è giusto lasciare che questo spazio, per questo intero fine settimana, sia occupato da informazioni che possano essere di qualche utilità.
Segnalo il sito VolontariaMO, il portale del volontariato modenese all’indirizzo www.volontariamo.com. E’ stata creata una sezione apposita per capire che cosa serve sui territori colpiti dal sisma ed una per chi si vuole mettere a disposizione con ore di volontariato, con informazioni che vengono costantemente aggiornate dagli operatori del Centro. Altre iniziative di solidarietà possono essere trovate sulla pagina Facebook del Comune di Mirandola dove sono segnalate le raccolte dei generi necessari, Aiuto Terremoto gruppo Facebook per aiutare i cittadini dei comuni della bassa modenese, Un tetto per i cittadini della bassa un gruppo nato in accordo con l’Assessore all’Ambiente e alla Protezione Civile della Provincia di Modena, Stefano Vaccari, per raccogliere i riferimenti di persone o famiglie della nostra provincia.
Da un accordo fra la Regione Emilia Romagna e la Protezione civile nazionale è stato attivato il  numero 45500 attraverso il quale si possono donare due euro per dare un aiuto alle popolazioni delle zone colpite dal terremoto.
La provincia di Modena ha attivato un conto corrente sul quale è possibile effettuare versamenti di solidarietà: conto corrente presso la filiale Unicredit di Piazza Grande a Modena codice Iban IT 52 M 02008 12930 000003398693EUR causale “terremoto maggio 2012”
Il comune di Finale Emilia ha un conto dedicato all’emergenza per donazioni
: codice Iban IT 82 E 06115 66750 000000 133314
 Anche la Regione Emilia-Romagna ha promosso una raccolta fondi rivolta a privati ed Enti pubblici che desiderano versare un contributo per far fronte ai costi del terremoto che ha colpito le province di Modena, Ferrara e Bologna.
 Per i privati:
- versamento sul c/c postale n. 367409 intestato a: Regione Emilia-Romagna – Presidente della Giunta Regionale – Viale Aldo Moro, 52 – 40127 Bologna;
 – bonifico bancario alla Unicredit Banca Spa Agenzia Bologna Indipendenza – Bologna, IBAN coordinate bancarie internazionali: IT – 42 – I – 02008 – 02450 – 000003010203;
 – versamento diretto presso tutte le Agenzie Unicredit Banca Spa sul conto di Tesoreria 1 abbinato al codice filiale 3182.
Per gli Enti pubblici: 
accreditamento sulla contabilità speciale n. 30864 accesa presso la Banca d’Italia – Sezione Tesoreria di Bologna.
 In tutti i casi (privati ed Enti pubblici) il versamento dovrà essere accompagnato dalla causale: Contributo per il terremoto 2012 in Emilia-Romagna
.

Un’ultima nota: le associazioni Protezione del Gatto (APG) di Modena e l’Associazione Protezione Animali Carpigiana (APAC) offrono aiuto a coloro che hanno perso o dovuto abbandonare il proprio gatto durante il terremoto, sono anche disponibili a occuparsi dei gatti rimasti senza mezzi di sussistenza garantendo nel loro ambiente alimentazione, ricovero ed eventuali cure mediche. Per le segnalazioni di smarrimento, ritrovamento, avvistamento e per le richieste di intervento, contattare il punto di ascolto, tel. 059/255769, lunedì dalle 14 alle 19, il martedì e mercoledì dalle 16 alle 19 e il venerdì dalle 14 alle 19. Per la Protezione Animali Carpigiana 320425403 e 3204620803. E’ possibile anche segnalare via e-mail: stregattara@gmail.com


 

Trema

emilia,terremoto,panico,madre natura“Ai terremoti non v’è rimedio alcuno. Se il cielo ci minaccia con le folgori, pure si trova scampo nelle caverne…. Ma contro i terremoti non vale la fuga, non giovano nascondigli… “ [Francesco Petrarca, Secretum, dialogo 91, dopo il terremoto del 1349]

Ci contiamo. E’ buio e ci passiamo la voce: al telefono, via sms, su twitter e con whatsapp. Ci chiediamo come stiamo. Ci diciamo se dormiamo in macchina o in casa.
Perché oggi la terra ha tremato ancora. Dicono che è una nuova faglia. Qualsiasi cosa sia e significhi, abbiamo ballato un bel po’.
Ricorderemo dove eravamo alle 4.04 del 20 maggio, ricorderemo anche dove eravamo il 29 maggio alle 9.08 e alle 12.59.
In strada, circondata dai miei colleghi, impauriti ognuno a modo suo, riflettevo a quanto era sciocco ma rassicurante essere in strada e non chiusa fra quattro mura. E ho registrato la sciocca conversazione fra chi sosteneva che una scossa diurna era da preferire ad una notturna perché essendo svegli e vigili ci si poteva mettere in salvo meglio di quando invece veniamo svegliati all’improvviso nel sonno e siamo più indifesi. Discorsi da stress post-traumatico, mi sono detta.
Io sapevo solo che ero lontana da casa, che le linee telefoniche erano inutilizzabili perché sovraccariche, e che non avevo nessuna intenzione di tornare alla scrivania.
Nonostante fossi lì, non sapevo cosa stava succedendo poco più in là. E mi meravigliavo di qualcuno che riusciva a scrivere da Milano di quello che stava succedendo nella “bassa” modenese. Perché è così che la chiamano qui la zona colpita più duramente dal terremoto: la “bassa”. So che chi ha potuto è andato via. So che un negozio di articoli da campeggio a Modena è stato preso d’assalto, ma le tende arrivate con un camion alle 15 sono state distribuite carta d’identità alla mano, per dare precedenza a chi veniva dalla “bassa”. So che molte persone che conosco dormiranno in macchina stanotte. So che tutta l’Emilia dormirà con un occhio aperto stanotte.emilia,terremoto,panico,madre natura
Non sono un tecnico, non sono una scienziata, non mi lancio in congetture sul perché possa accadere un evento sismico di queste proporzioni in una terra definita non-sismica (si parla degli scavi per realizzare i siti di stoccaggio del gas) so solo che rimane la stanchezza, la sensazione di vertigine, la necessità di dormire e la paura di mettersi a letto. Ogni capogiro che arriva alzo gli occhi al lampadario. Ci sono quelli che un lampadario da guardare non ce l’hanno. Penso a loro e mi dico che sono stata, ancora una volta, fortunata.
A Modena tanta paura e danni non preoccupanti, una palla di cemento caduta dalla facciata dalla Chiesa del Voto, l’orologio del Comune fermo all’ora della prima scossa. Oggi scuole e musei chiusi, ma in città sembra che dobbiamo convivere solo con la paura. E non è poco.


 

Terremoto Emilia

emilia, terremoto, panico, madre naturaMi sono sentita chiamare, svegliata da una mano sulla schiena, che mi tira fuori da un
sogno che non ricordo.
– Cosa c’è? – domando.
– Tranquilla, è solo il terremoto –
Divento vigile all’improvviso, tanto da sentire ancora il letto che vibra e un rumore sordo di sottofondo, cupo, come un ruggito sommesso.
Il terremoto. Madre Natura che ci scrolla come parassiti dal suo manto.
La prima reazione è di incredulità. Poi sento quello del piano di sotto che apre la porta.
Realizzo che è stato tutto vero. Allungo la mano sul comodino e illumino il display della sveglia: sono le 4.04.
Il sonno si dissolve. Non riesco a scappare. Più che terrorizzata rimango impietrita.
Mi alzo, vado in cucina e bevo un bicchiere di acqua. Il gatto dorme della grossa, non si è nemmeno svegliato. Incomincio a credere che non sia niente vero. Dicono che gli animali sono sensibili, più sensibili degli animal-umani, e che spesso prevedono eventi del genere.
Si illumina il cellulare. Qualcuno mi ha mandato un tweet. Il primo di una lunga serie. Il messaggio chiede come sto. E incomincio a leggere la time-line. Realizzo che è successo per davvero.
Il telefono invece incomincia a squillare dalle 5. Genitori, parenti, amici. Tutti a chiedere cosa è successo e se è tutto a posto.
L’epicentro è a circa 50 chilometri. I danni gravi sono altrove, come anche le vittime. Qui solo spavento. Nemmeno un soprammobile è caduto. I libri sono rimasti nella libreria.
Nella bassa modenese i danni più grossi, i crolli.
Rifletto sull’ironia macabra della vita. Ho abitato in luoghi dove il terremoto ha lasciato il segno nella memoria di chi l’ha vissuto. Non nella mia.
Quella volta in Friuli ero troppo piccola. Quella volta in Irpinia la casa era ancora da
ristrutturare e mi ci sarei trasferita solo qualche anno dopo.
Ora mi ha trovata. E il ricordo del letto ballerino non si cancellerà più dalla mia mente, insieme alla sensazione di averla scampata, che poteva andare peggio, che sono stata fortunata.


 

Sorgente Urbana di acqua gratuita

sorgente urbana,acqua,acqua gratis,rangoNel film d’animazione per bambini “Rango” il messaggio che viene più volte ripetuto è che “chi controlla l’acqua ha il potere”. E per me, che credo nella funzione pedagogica delle favole, sono convinta che sia un ottimo messaggio da lasciare alle nuove generazioni: non sprecare l’acqua e fare in modo che sia sempre un bene disponibile per tutti.
Fino a non molto tempo fa era normale trovare fontanelle pubbliche piazzate nei punti strategici delle città e dei paesi, ora tornano a svolgere la loro funzione in quei comuni in cui si crede di poter regalare un futuro diverso al nostro pianeta e ai nostri figli.
Mercoledì 15 Febbraio alle 11 si inaugura a Modena la prima Sorgente Urbana al Parco della Repubblica (accesso via Salvo d’Acquisto).
Il sistema, già in uso in altri comuni dell’area modenese, ha una doppia funzione: offre ai consumatori una soluzione di acqua potabile liscia gratis e frizzante a bassissimo costo (basti considerare che una bottiglia può essere ricaricata con soli 5 centesimi di euro), il secondo è quello di abbattere gli enormi consumi di bottiglie di plastica che da anni stanno soffocando le varie discariche.  sorgente urbana,acqua,acqua gratis,rango
L’acqua che esce dalle Sorgenti Urbane proviene direttamente dalla rete acquedottistica locale ed è quindi la stessa che esce dal rubinetto di casa, senza filtri o addolcitori. L’unica differenza è rappresentata dalla temperatura (l’acqua viene resa più fresca grazie al sistema di refrigerazione applicato in loco)  e dalle eventuali bollicine per farla diventare frizzante. E allora perché preferire l’acqua del distributore, se è la stessa del rubinetto?
sorgente urbana,acqua,acqua gratis,rangoOgni Sorgente Urbana è dotata di un grande monitor che mostra i parametri chimico-fisici dell’acqua erogata, affinché  ciascuno sappia cosa beve e diventi consapevole della qualità assicurata. Offre inoltre informazioni sul servizio idrico e sull’impatto ambientale dei nostri stili di vita, spiegando ad esempio che bere acqua del rubinetto riduce le emissioni di CO2 e i rifiuti (plastica e bottiglie). E fa bene al bilancio famigliare (250 euro di risparmio annuo rispetto a chi acquista acqua in bottiglia).
L’Amministrazione Comunale ha quindi creduto nel progetto che ha come primo scopo oltre al risparmio economico, quello ambientale.
Il funzionamento è semplice. Basta recarsi al distributore con le proprie bottiglie, meglio se di vetro, mettere il recipiente sotto l’erogatore e scegliere il tipo di acqua: l’acqua liscia è gratis, quella frizzante costa 5 centesimi al litro. Per quella frizzante (a pagamento) si possono inserire le monete oppure richiedere all’URP di Piazza Grande o nella sede del Comitato Anziani Buon Pastore (via Panni 202) la chiavetta ricaricabile.

 

Rimetti a noi i nostri debiti

indignatos-Uomo-dell-Anno-2011-Time-Occupy-Wall-Street--cut1323875246822.jpgPresentato in anteprima a Bologna il 21 dicembre il documentario “Rimetti a noi i nostri debiti” prodotto dalle Officine Tolau di Modena, racconta qualcosa sul movimento degli “indignati” italiani, partendo da quel 15 ottobre 2011 a Roma, che la televisione italiana ha raccontato solo come devastazioni, violenza e poco altro.
Attraverso voci autorevoli come Loretta Napoleoni, autrice de “Il contagio”, e politici internazionali come l’ex leader di Solidarnosc, Lech Walesa, la protesta sembra essere solo il segno dei tempi, una sorta di tappa “obbligata” che le civiltà contemporanee a rotazione presentano, una protesta insomma già vista e già vissuta.
Ma è quando lasciano andare le immagini dei partecipanti alla manifestazione romana che il senso della protesta diviene più chiaro, acquista spessore. Attraverso le voci di coloro che quella piazza la vivono come luogo di riscatto, come la giovane laureanda di belle speranze e il giovane disoccupato legati dalla disillusione verso il futuro, genitori italiani e stranieri preoccupati per il futuro dei propri figli. Si protesta contro un’economia che privilegia i pochi, che riduce in schiavitù tutti i popoli, come afferma uno degli intervistati: “il cambiamento incominciato in Africa, che finisce in Europa”.
“Fiammata di rivolta o l’inizio di una rivoluzione?”, questa la domanda che chiude i 40 minuti di documentario. Domanda a cui non è facile dare una risposta. Anche se io un’idea me la sono fatta, e sono d’accordo con uno degli intervistati che chiude il documentario che afferma che il movimento sarà anche planetario, ma guardandoli dallo schermo di un pc o attraverso un servizio alla televisione rimane più che altro il sogno, perché da lontano gli ideali per i quali si combatte possono sembrare tutti uguali, ma nella realtà ogni comunità ha i suoi problemi da risolvere, ed è nelle azioni che il movimento si differenzia.
“Rimetti a noi i nostri debiti”, realizzato da tre giornalisti modenesi Stefano Aurighi, Davide Lombardi e  Paolo Tomassone, sarà presentato in prima nazionale a Modena a gennaio 2012, alla presenza del consigliere regionale della Lombardia del PD Pippo Civati e il segretario regionale dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Subito dopo, come avverte il trailer, sarà reperibile online sul sito delle Officine Tolau.

 

Un tricolore da Guinness

bandiera_italiana_web--400x300.jpgI festeggiamenti per il 150° compleanno della Repubblica Italiana sono un’occasione importante per ricordare (a chi lo sa già) e insegnare (a chi ancora non è a conoscenza) che l’orgoglio per la propria nazione è un sentimento di cui non bisogna vergognarsi.
Il 2 giugno 1946 l’Italia diventa una Repubblica a seguito dei risultati del referendum istituzionale, indetto per determinare la forma dello stato dopo il termine della seconda guerra mondiale. Insieme alla scelta sulla forma dello Stato, i cittadini italiani (comprese le donne, che votavano per la prima volta) elessero anche i componenti dell’Assemblea costituente che doveva redigere la nuova carta costituzionale.
La città di Modena nel giorno della ricorrenza di questa data così importante, renderà onore alla bandiera nazionale, simbolo di coesione e identità nazionale, facendola sfilare  in largo Aldo Moro, via Emilia centro, largo Porta Bologna, viale Caduti in Guerra (contro mano), piazzale Natale Bruni, corso Vittorio, cortile d’onore del Palazzo Ducale, via Farini, vai Emilia, largo Aldo Moro e via Berengario.
Ma non si tratta di un normale tricolore, ma del tricolore da Guinness dei primati: lunga 1570 metri, come l’anno di nascita del primo tricolore nato a Reggio Emilia, larga 4,80 metri e con una superficie di 7.536 mq, la bandiera, ideata e realizzata dall’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento e dalla Guerra di Liberazione (A.N.R.P.), ha inondato, il 10 gennaio 1999, il centro di Roma, dal Colosseo al Campidoglio, in occasione delle celebrazioni del bicentenario della prima Bandiera nazionale. Il vessillo Tricolore è stato dispiegato l’11 ottobre 1999 a New York, nel quartiere di Manhattan, lungo la “Quinta Strada”, nel corso della tradizionale parata del Columbus Day. Il 5 novembre del 2000 ha attraversato le vie di Buenos Aires, il 2 giugno 2002 il drappo Tricolore è sfilato per le vie dell’antica capitale del Marchesato Piemontese. Sorretto da oltre tremila persone il Tricolore ha iniziato un nuovo itinerario: dopo le megalopoli atlantiche, in un ideale cammino che ricalca le tappe de “l’Unità d’Italia”, percorre le vie di piccole e grandi città italiane, grande vela animata dal vento della memoria e della storia, che questa volta toccherà la nostra città.
Il defilamento del tricolore, secondo gli enti promotori, “vuole suscitare una più marcata sensibilità per l’identità nazionale e i suoi valori fondanti, tributare un omaggio a Modena per il ruolo che ha avuto nella genesi del Tricolore e nei primi moti risorgimentali per l’Unità d’Italia e onorare tutti gli italiani di ieri e di oggi, civili e militari, che hanno conquistato e difeso, anche con il sacrificio della vita, l’unità, la libertà e l’indipendenza.”
Per sorreggerlo occorrono dai 1800 ai 2 mila reggitori, le persone interessate a reggere il drappo potranno farlo comunicando le proprie generalità all’assessorato allo Sport del Comune di Modena (tel. 059 2032714-2715, www.comune.modena.it/sport).

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