Trema

emilia,terremoto,panico,madre natura“Ai terremoti non v’è rimedio alcuno. Se il cielo ci minaccia con le folgori, pure si trova scampo nelle caverne…. Ma contro i terremoti non vale la fuga, non giovano nascondigli… “ [Francesco Petrarca, Secretum, dialogo 91, dopo il terremoto del 1349]

Ci contiamo. E’ buio e ci passiamo la voce: al telefono, via sms, su twitter e con whatsapp. Ci chiediamo come stiamo. Ci diciamo se dormiamo in macchina o in casa.
Perché oggi la terra ha tremato ancora. Dicono che è una nuova faglia. Qualsiasi cosa sia e significhi, abbiamo ballato un bel po’.
Ricorderemo dove eravamo alle 4.04 del 20 maggio, ricorderemo anche dove eravamo il 29 maggio alle 9.08 e alle 12.59.
In strada, circondata dai miei colleghi, impauriti ognuno a modo suo, riflettevo a quanto era sciocco ma rassicurante essere in strada e non chiusa fra quattro mura. E ho registrato la sciocca conversazione fra chi sosteneva che una scossa diurna era da preferire ad una notturna perché essendo svegli e vigili ci si poteva mettere in salvo meglio di quando invece veniamo svegliati all’improvviso nel sonno e siamo più indifesi. Discorsi da stress post-traumatico, mi sono detta.
Io sapevo solo che ero lontana da casa, che le linee telefoniche erano inutilizzabili perché sovraccariche, e che non avevo nessuna intenzione di tornare alla scrivania.
Nonostante fossi lì, non sapevo cosa stava succedendo poco più in là. E mi meravigliavo di qualcuno che riusciva a scrivere da Milano di quello che stava succedendo nella “bassa” modenese. Perché è così che la chiamano qui la zona colpita più duramente dal terremoto: la “bassa”. So che chi ha potuto è andato via. So che un negozio di articoli da campeggio a Modena è stato preso d’assalto, ma le tende arrivate con un camion alle 15 sono state distribuite carta d’identità alla mano, per dare precedenza a chi veniva dalla “bassa”. So che molte persone che conosco dormiranno in macchina stanotte. So che tutta l’Emilia dormirà con un occhio aperto stanotte.emilia,terremoto,panico,madre natura
Non sono un tecnico, non sono una scienziata, non mi lancio in congetture sul perché possa accadere un evento sismico di queste proporzioni in una terra definita non-sismica (si parla degli scavi per realizzare i siti di stoccaggio del gas) so solo che rimane la stanchezza, la sensazione di vertigine, la necessità di dormire e la paura di mettersi a letto. Ogni capogiro che arriva alzo gli occhi al lampadario. Ci sono quelli che un lampadario da guardare non ce l’hanno. Penso a loro e mi dico che sono stata, ancora una volta, fortunata.
A Modena tanta paura e danni non preoccupanti, una palla di cemento caduta dalla facciata dalla Chiesa del Voto, l’orologio del Comune fermo all’ora della prima scossa. Oggi scuole e musei chiusi, ma in città sembra che dobbiamo convivere solo con la paura. E non è poco.


 

Media Library on Line: cos’è e come si usa

biblioteca,biblioteca comunale,biblioteca di modena,biblioteca delfini,media library on line,e-book,e-reader,tabletIl 22 maggio 2012 le biblioteche della città di Modena, e anche quelle della provincia, hanno attivato il servizio Media Library on Line.
Cos’è quello che viene semplicemente definito MLOL?
MediaLibraryOnLine (medialibrary.it) è il primo network italiano di biblioteche pubbliche per la condivisione di contenuti digitali. Attiva dal 2009, la piattaforma MLOL offre un servizio di “prestito digitale” alle biblioteche che possono così aprire un servizio gratuito di accesso remoto via Internet per i propri utenti. Su MLOL gli utenti delle biblioteche accedono con una username e una password e possono consultare gratuitamente risorse multimediali di ogni tipo: ebook (in streaming e in download), audiolibri (in streaming e in download), quotidiani e periodici, musica (in streaming e in download), oggetti di e-learning, gallerie iconografiche.
Per accedere al servizio basta essere iscritti ad una qualsiasi biblioteca modenese. Una volta iscritti viene rilasciata una username ed una password con cui collegarsi al sito del MLOL ed accedere al catalogo. Ovviamente bisogna disporre di un computer o di un tablet, un e-book reader o almeno uno smartphone, con cui collegarsi al sito http://modena.medialibrary.it.
Per imparare ad utilizzare il sistema dal 23 maggio si sono aperte le iscrizioni al corso di formazione gratuito, diviso in tre moduli.
Il modulo 1 “Il tuo OPAC – il catalogo questo sconosciuto” spiega come usare tutte le opportunità offerte dal catalogo delle biblioteche, anche attraverso la pagina personale.
Il modulo 2 “Media Library on line – a casa come in biblioteca” offre una panoramica della piattaforma web che permette di leggere quotidiani, vedere video, film, foto e documentari, ascoltare musicaeaudiolibri.
Il modulo 3 “Lettori digitali si diventa: e-book ed e-book reader” illustra le potenzialità della nuova modalità di lettura.
I corsi si svolgeranno fra il 12 e il 28 giugno 2012, con inizio alle 10, alle 14 e alle 17.30, e si prevedono 3 repliche del medesimo corso in orari differenti.
Requisiti essenziali per partecipare: essere iscritti ad una qualsiasi delle biblioteche ed avere una casella di posta elettronica.
Informazioni e iscrizioni: Portineria Palazzo S. Margherita (Corso Canalgrande 103) – Tel. 059.2032940.


 

Stuzzicagente edizione 2012

cucina tradizionale modenese, piazza grande, via gallucci, enogastronomia, rezdora, gnocco fritto, lambruscoSi cerca di tornare alla normalità in questa Emilia che il terremoto non sta risparmiando da sabato notte. Le scosse sono frequenti, qualcuna più forte, la maggior parte impercettibile per chi non è a disgraziata vicinanza. Eppure sentiamo qualcosa. Abbiamo mal di testa, qualcuno la nausea. Non ce lo diciamo, ma siamo tutti all’erta. Tutti con le antenne tese.
Credo che a questo punto sia il momento di recuperare un po’ di senso di normalità e tranquillità, buttandoci con leggerezza in questo primo week-end post-terremoto. Domenica 27 Maggio, dalle 17 in poi, parte la decima edizione dello Stuzzicagente: un itinerario enogastronomico tra la vie del centro storico di Modena, un’occasione per assaporare le specialità più ghiotte in compagnia di amici, passeggiando tra le vie o comodamente seduti a tavola.
Comprato il proprio biglietto, si parte alla scoperta dei vari menù ideati per la manifestazione. La formula è quella collaudata: dall’antipasto al dolce, dai primi piatti ai secondi, bevande e caffè compresi, lo scopo è di gustarli nei vari locali presenti nel centro storico di Modena.
Tre i percorsi da poter scegliere: il menù Rosso, il menù Giallo e il menù Blu. 
Chi sceglie il menù Rosso inaugura con un bicchiere di Bianco o Rosso, versato dal Barbacco, e una tigella farcita con crudo, lardo e parmigiano reggiano della Pizzeria La Piazzetta, per poi continuare con le toscanelle agli ortaggi proposte dal Bar Spritz. Si prosegue degustando il simposio dei Lambruschi, della Compagnia del Taglio, e assaggiando i gustosi sedanini prosciutto e piselli della Trattoria Omer. Si prosegue con un secondo: spiedino di carne ai 5 sensi dell’Osteria i 5 Sensi alla Pomposa, accompagnato dall’intramontabile gnocco fritto della Trattoria Ermes. Per finire in dolcezza troviamo la coppetta al limone o coppetta alla mandorla della Gelida Voglia, e gli assaggi golosi del Cantuccio.
 Il menù Blu stuzzica il palato con una mousse di baccalà all’aceto balsamico, proposta dall’Accademia dei Dissonanti, preceduta da un modenese spritz preparato da Perlage Restaurant&Cafè. Continuano le danze la focaccia genovese del Re di Pane, il Lambrusco di Sorbara Pedroni versato da La Bicicletta, e il primo del Ristorante Pizzeria La Mamma: riso con asparagi. Si passa poi al secondo piatto, il classico e gustoso pollo alla cacciatora preparato dal Ristorante Erba del Re, una piccola pausa con una degustazione di vino del Bar del Palazzo dei Musei, per poi finire il percorso con il mascarpone con scaglie di cioccolato del Caffè del Borgo e il crumble di mele e mirtilli di Bibendum Catering.
Già esauriti i biglietti per il menù Giallo, che propone, invece, un emiliano “bicer ed vein e friteli ed baccalà” del forno La Brisla, e il borlengo tradizionale di Esat, per proseguire con un invitante primo piatto: le penne tricolore di Via Taglio all’ Eat&Drink House. La tagliata di manzo grigliato con salsa di mirtilli e crostino al curry, proposto da Officina della Senape, e gli arrosticini Abruzzesi del Lord Byron saranno annaffiati dalla birra Forum Gallorum-Affligem Rouge scelta dal Goblet birroteca. Concludono “dolcemente” il menù la crostata di ciliegie del Supermercato Sigma, la coppetta Fior di latte e crema della Gelateria&Caffetteria Paradice, e il caffè della Caffetteria Drogheria Giusti.
Entro oggi i biglietti in prevendita presso la sede di Modenamoremio (via Scudari, 12) oppure da Fangareggi Dischi (in Piazzetta Muratori) possono essere comprati a 13 euro. Per chi decide all’ultimo minuto di arrivare in città e vuole percorrere uno dei percorsi enogastronomici proposti, potrà acquistarli il giorno della manifestazione, domenica 27 maggio, a 14 euro presso il gazebo di Modenamoremio in Piazza Pomposa dalle ore 16.30.
Buon appetito.


 

Vie Festival 2012

VIE-2012.jpgGiovedì 24 Maggio inizia la versione primaverile del Vie-Festival, la manifestazione che attraversa Modena, Carpi, Vignola, Rubiera e Castelfranco Emilia seguendo i sentieri della scena contemporanea, muovendosi fra teatro che si ibrida con la danza, con la musica, che intercetta le novità e le tematiche più urgenti che attraversano la nostra società.
Organizzato da Emilia Romagna Teatro Fondazione e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, questo importante appuntamento internazionale richiama artisti provenienti da ogni parte del mondo.
VIE ha il suo quartier generale al Teatro delle Passioni di Modena, che ben ne rappresenta lo spirito e che, oltre ad essere sede di rappresentazioni, costituisce un luogo ideale al formarsi di quell’atmosfera aperta allo scambio culturale e di idee tra artisti, giornalisti e spettatori tipica di un Festival.
Ma attenzione: lo spettacolo It’s Going to get worse and worse and worse, My Friend di e con Lisbeth Gruwez, previsto sabato 26 maggio  e domenica 27, è stato annullato a causa del sisma che ha colpito l’Emilia Romagna e reso inagibile il Teatro Comunale di Carpi.
Si svolgerà invece come da programma l’inaugurazione al Teatro Storchi di Modena il 24 maggio alle ore 21 (replicato anche il 25 maggio, stessa ora), com Mariti un adattamento teatrale che il regista Ivo van Hove, ha tratto dal celebre film di John Cassavetes, presentato grazie al sostegno economico e produttivo del Progetto europeo Prospero di cui ERT è il membro italiano.
Gli spettacoli sono, come sempre, tanti e di rilevanza internazionale, il programma completo è disponibile su www.viefestivalmodena.com.


 

Terremoto Emilia

emilia, terremoto, panico, madre naturaMi sono sentita chiamare, svegliata da una mano sulla schiena, che mi tira fuori da un
sogno che non ricordo.
– Cosa c’è? – domando.
– Tranquilla, è solo il terremoto –
Divento vigile all’improvviso, tanto da sentire ancora il letto che vibra e un rumore sordo di sottofondo, cupo, come un ruggito sommesso.
Il terremoto. Madre Natura che ci scrolla come parassiti dal suo manto.
La prima reazione è di incredulità. Poi sento quello del piano di sotto che apre la porta.
Realizzo che è stato tutto vero. Allungo la mano sul comodino e illumino il display della sveglia: sono le 4.04.
Il sonno si dissolve. Non riesco a scappare. Più che terrorizzata rimango impietrita.
Mi alzo, vado in cucina e bevo un bicchiere di acqua. Il gatto dorme della grossa, non si è nemmeno svegliato. Incomincio a credere che non sia niente vero. Dicono che gli animali sono sensibili, più sensibili degli animal-umani, e che spesso prevedono eventi del genere.
Si illumina il cellulare. Qualcuno mi ha mandato un tweet. Il primo di una lunga serie. Il messaggio chiede come sto. E incomincio a leggere la time-line. Realizzo che è successo per davvero.
Il telefono invece incomincia a squillare dalle 5. Genitori, parenti, amici. Tutti a chiedere cosa è successo e se è tutto a posto.
L’epicentro è a circa 50 chilometri. I danni gravi sono altrove, come anche le vittime. Qui solo spavento. Nemmeno un soprammobile è caduto. I libri sono rimasti nella libreria.
Nella bassa modenese i danni più grossi, i crolli.
Rifletto sull’ironia macabra della vita. Ho abitato in luoghi dove il terremoto ha lasciato il segno nella memoria di chi l’ha vissuto. Non nella mia.
Quella volta in Friuli ero troppo piccola. Quella volta in Irpinia la casa era ancora da
ristrutturare e mi ci sarei trasferita solo qualche anno dopo.
Ora mi ha trovata. E il ricordo del letto ballerino non si cancellerà più dalla mia mente, insieme alla sensazione di averla scampata, che poteva andare peggio, che sono stata fortunata.


 

Nessun Dorma

nessun_dorma.jpgLa prima edizione 2011 è stata apprezzata e ha registrato un boom di presenza. Ma non chiamatela “notte bianca”, perché a Modena si chiama “Nessun Dorma”, omaggio al grande Pavarotti, ma anche perché in città si rimane svegli a … suon di cultura.
Dal tardo pomeriggio fino a notte inoltrata Modena resta accesa. Una lunga serata di arte, musica, parole, teatro e danza. Musei, gallerie, biblioteche, chiese, negozi e locali resteranno aperti. Artisti di strada e parate animeranno le vie e le piazze del centro storico.
Lasciate la macchina in uno dei punti di parcheggio, e la navetta gratuita vi accompagnerà fino in centro, nel vivo della manifestazione (qui info e orari).
La “notte bianca” modenese  inizia alle ore 20.15 con la parata della Banda Cittadina di Modena “A.Ferri” lungo via Emilia Centro, e che arriverà fino a Piazzale Sant’Agostino, e si chiuderà, simbolicamente, con il concerto della P-Funking Band, la band che ha aperto l’edizione 2012 del concerto del primo maggio a Roma.
Fra i due concerti le vie del centro storico saranno invase da Giocolieri, Mangiafuoco, Trampolieri, Fachiri, Acrobati, Mimi, Cantastorie, Musicisti e Danzatori.
Ma Sabato 19 è anche la Notte Europea dei Musei, e Modena offre apertura straordinaria fino a tarda ora di musei, gallerie, luoghi sacri, con visite guidate, conferenze, concerti, laboratori, mostre e proiezioni.
E visto che Modena è anche Terra di Motori sempre sabato 19 maggio dalle 10 a mezzanotte si potranno ammirare Ferrari e Maserati in mostra in piazza, un raduno di vespe e lambrette, e moto. Come l’anno scorso, la città torna ad essere una delle tappe di passaggio della prestigiosa competizione storica, che vedrà sfilare 375 auto storiche e 130 Ferrari lungo le strade di Modena.
Senza dimenticare aperture straordinarie di negozi e del mercato Albinelli, tutti i negozi e i pubblici esercizi del centro che resteranno aperti fino a tardi.
L’anno scorso mi è piaciuto vedere la città così viva anche nel cuore della notte. Passeggiare senza paura, nelle strade finalmente piene, con un centro storico finalmente vivo. E ai detrattori, che quelli ci sono sempre, che fanno i conti in tasca al comune, e criticano la scelta di spendere dei soldi in un momento di crisi economica così profonda, vorrei dire che manifestazioni come questa permettono anche a chi non può permettersi nemmeno una pizza con gli amici, di uscire a costo zero, e magari di divertirsi un po’.


 

Appuntamento doppio per l’ultimo incontro al Forum Monzani

forum monzani,incontri con l'autore,serena dandini,niccolò ammanniti,parla con me,the show must go off,io non ho paura,branchie,grazie per quella volta,il momento è delicatoGiovedì 17 Maggio, a partire dalle 21, si chiude il ciclo di incontri con l’autore organizzato dal Forum Monzani, e si chiude con ben due ospiti: Serena Dandini e Niccolò Ammanniti.

Abbandonato il suo divano rosso, Serena Dandini racconterà del suo nuovo libro. Simile al primo, in quanto di ispirazione auto-biografica, “Dai diamanti non nasce niente. Storie di vita e di giardini” era dedicato “a chi voleva cambiare il mondo e invece dopo un po’ si è accorto che è stato il mondo a cambiargli i connotati”, questo “Grazie per quella volta”, secondo libro della presentatrice/scrittrice, è invece più riconciliatorio.

Attraverso ricordi e aneddoti della sua vita, la Dandini ci fa sentire più “normali”, ci fa sorridere raccontandoci di debolezze e fragilità, attraverso un percorso che sicuramente ha sperimentato, di consapevolezza e accettazione.

I più severi giudici siamo sempre noi stessi, che non ci perdoniamo nulla e inseguiamo un esemplare di perfezione difficile da raggiungere, se non addirittura inverosimile. Fra le righe la Dandini suggerisce di perdonarci in qualche modo, di convivere con i nostri difetti che in fondo non sono altro che le nostre particolarità, quello che ci distingue dagli altri.

“Di cosa è fatta una vita? Di domeniche pigre in cui non rispondiamo al telefono per rimanere sul divano abbracciando un libro appena iniziato. Di ore spese inutilmente a cercare le sigarette, le chiavi della macchina, gli occhiali da sole, perché si sa che spesso le cose si spostano per farci dispetto. Di pomeriggi adolescenziali passati a guardare le gocce di pioggia che rimbalzano sul vetro, sognando di sposare Mick Jagger.”

Insiema alla Dandini sul palco del Forum Monzani ci sarà anche uno che di mestiere fa “solo” lo scrittore [e che scrittore, mi viene da aggiungere]. Niccolò Ammanniti presenta “Il momento è delicato”, una raccolta di racconti scritti negli ultimi ventanni. Ancora non l’ho letto, ma ho trovato questo:

“C’era una parte poco frequentata delle edicole della stazione, quasi abbandonata, quella dei tascabili. Tra i libri accatastati, nascosti dietro un vetro, avvolti nella plastica e ricoperti di polvere cercavo le raccolte di racconti. Era un momento tutto mio, un piacere solitario e veloce perché il treno stava partendo. Studiavo un po’ i disegni della copertina, pagavo e infilavo il libro in tasca. Appena mi sedevo al mio posto, gli strappavo la plastica che non lo faceva respirare. Aprivo una pagina a caso, trovavo l’inizio del racconto e attaccavo a leggere. Altre volte, invece, guardavo l’indice e sceglievo il titolo che mi ispirava di più. E mentre il treno mi portava via finivo su pianeti in cui c’è sempre la notte, su scale mobili che non finiscono mai e tra mogli che uccidono i mariti a colpi di cosciotti di agnello congelati. Quella era vera goduria. E spero che la stessa goduria la possa provare anche tu, caro lettore, leggendo questa raccolta di racconti che ho scritto durante gli ultimi vent’anni. C’è un po’ di tutto. Non devi per forza leggerla in treno. Leggila dove ti pare e parti dall’inizio o aprendo a caso.” 

E credo che sia un buon motivo per correre ad ascoltarlo.


 

Correva l’anno 1992…

biblioteca delfini,biblioteca di modena,stephen king,cose preziose,concorsi letterariUna capsula del tempo è un contenitore appositamente preparato per conservare oggetti o informazioni destinate ad essere ritrovate in un’epoca futura. La preparazione è molto semplice: si prende un barattolo o una scatola a tenuta stagna, si riempie di oggetti che raccontano dell’epoca di cui si intende lasciare memoria, come fotografie, registrazioni, monete, e si posiziona in modo da consentire il ritrovamento in un’epoca prestabilita e all’esterno possono essere apposte indicazioni sulla data di apertura.
A volte per l’apertura di queste capsule del tempo si organizzano delle vere e proprie cerimonie. Ma non sempre la capsula è preparata da qualche Ente o Università. Spesso sono persone “normali” che decidono di congelare un attimo della loro vita, per ricordare a distanza di anni chi erano.
E’ un po’ quello che chiedono di ricordare alla Biblioteca Delfini di Modena. Per il ventennale della biblioteca, oltre ad organizzare un concorso letterario e uno fotografico (di cui ho già parlato qui), fanno fare un tuffo nel passato a tutti i lettori.
“Correva l’anno 1992 e noi leggevamo…”, segue una lunga lista di libri editi nel 1992.
Si ha tempo per votare fino al 26 novembre 2012, e presso la biblioteca sono disponibili i testi segnalati.
Personalmente il mio 1992 è segnato dall’opera di Stephen King, in particolare quell’anno da “Cose Preziose”. E il vostro?

 

LIBRIAMOdena

buk,libri a modena,libriamo,biblioteca,biblioteca comunale,biblioteca di modenaSe questo fine settimana siete disperati perché non riuscirete ad essere al Salone di Torino, vi potete consolare con LIRIAMOdena, la manifestazione che trasforma Piazza Grande in una libreria a cielo aperto, arrivata quest’anno alla 13ma edizione.
Sabato 12 e Domenica 13 maggio, dalle otto del mattino fino alle nove di sera le piccole case editrici nate nel nostro territorio, affiancate da associazioni operanti nella provincia di Modena che, nell’ambito della propria attività culturale, producono libri, riviste e pubblicazioni in genere.
Oltre a poter girare liberamente fra le bancarelle sfogliando libri e conoscendo gli editori, si potranno incontrare gli autori attraverso le presentazioni dei loro libri, organizzate durante tutta la durata della manifestazione.
Per le edizioni Il Fiorino sabato alle 10.30, Piero Malagoli apre la manifestazione presentando il suo romanzo “1977”, i ricordi di un’estate di trent’anni fa nella quale una serie di eventi cambiano il corso della vita del protagonista e di un gruppo di amici.
Sempre per le edizioni Il Fiorino alle 11.20 Raffaello Pedrazzi presenta la sua “Breve storia della crisi economica”, alle 15.30 Ugo Beneventi parlerà del suo “Chiesa e popolo di Dio”, alle 16,20 arrivano le poesie di Elio Caterina.
Di diverso taglio le proposte di Damster Edizioni, che alle ore 18,00 presenta il volume “Voglio un racconto spericolato”: ventisei racconti liberamente ispirati alle canzoni di Vasco Rossi. Alle 18.50 si cambia genere, e si parla di racconti erotici insieme ad Alemar che presenta “I sensi di Guen”.
Alle 12 si svolgerà anche la premiazione del concorso letterario “Racconti Fuoriclasse”: l’Associazione editori Modenesi premia e pubblica in volume i racconti scritti e selezionati dai ragazzi delle scuole superiori “Cavazzi-Sorbelli” di Pavullo e “Fermo Corni”, “Carlo Sigonio” e “Adolfo Venturi” di Modena.
Le presentazioni di Domenica 13 le trovate sul sito dedicato alla manifestazione libriamodena.it
Buona lettura.

 

Una femminista d’altri tempi

salotto-logo.jpgSe scrivo il nome di Artemisia Gentileschi chi è capace di dire chi è[ra]?
Nemmeno io sono stata capace eppure, piccolo indizio, mi considero un’appassionata conoscitrice della storia dell’arte.
Giovedì alle 21 al Salotto Culturale Aggazzotti (viale Martiri della Libertà 38), Anna Teresa Tubini presenta l’incontro “Artemisia Gentileschi – l’allegoria della pittura”.
L’incontro è di sicuro interesse, considerato che la storia dell’arte è scritta da uomini, che riempiono le pagine raccontandoci di grandi artisti, tutti uomini.
E invece Artemisia Gentileschi è stata la prima artista, donna, ad essere ammessa all’Accademia delle arti del disegno di Firenze. Fra i suoi amici Galileo Galilei che nutre per lei grande stima, e Michelangelo Buonarroti il giovane, che le commissiona una tela per celebrare il suo illustre antenato e intrattiene con lei una corrispondenza.artemisia_gentileschi_025_salome_con_testa_del_battista.jpg
“Artemisia si impone come pittrice, e su generi decisamente lontani da quella peinture de femme sulle quali altre donne (non molte ma neppure pochissime) si erano avventurate sino a quel momento, limitata a nature morte, paesaggi, ritratti – pur con invenzioni straordinarie come quelle di Sofonisba Anguissola. Artemisia affronta la pittura “alta”: soggetti sacri e storici, impianti monumentali; con una totale padronanza della pittura, e abbracciando completamente la lezione caravaggesca, radicale nella concezione della scena, nel contrasto che descrive le forme e i colori, nella predilezione di un taglio ravvicinato che drammatizza il rapporto con lo spettatore, nell’abbandono di moduli iconografici convenzionali.” [fonte]
Ma quello che la rende straordinaria è la forza d’animo con cui ha affermato il suo essere donna agli inizi del ‘600, affrontando la mentalità dell’epoca, e riuscendo ad affermare la sua femminilità e la sua indipendenza.