“Occupiamo l’Emilia” conquista il festival

image_mini.pngA Settembre timidamente avevo chiesto loro una intervista. In compagnia di Stefano Aurighi, Paolo Tomassone e Davide Lombardi avevo fatto un viaggio in treno emozionante e interessante, mentre prendevo appunti sulla mia moleskine su quel documentario “Occupiamo l’Emilia” (che è anche un blog) che adesso si è materializzato in un cofanetto DVD + volumetto di accompagnamento contenente: un focus con la partecipazione di Angelo Alessandri, segretario della Lega Nord Emilia, Gianluca Pini, segretario Lega Nord Romagna e il politologo Massimiliano Panarari.
Per chi si fosse perso il mio post, può leggerlo all’indirizzo http://virgiliomodena.myblog.it/archive/2010/09/14/occupiamo-l-emilia.html , ma la quarta di copertina prepara a quella che è la visione:  “Cosa accadrebbe se l’Emilia-Romagna, Regione “rossa” per eccellenza, finisse in mano alla Lega completandone la saldatura con le altre tre locomotive economiche del Paese: Veneto, Lombardia e Piemonte? L’ipotesi non è più solo fantapolitica: alle elezioni regionali dell’aprile 2010 il Carroccio ha superato il 10 per cento in 308 dei 348 comuni della regione. Qualcosa sta cambiando. E questo cambiamento non riguarda solo gli emiliani, ma l’intero Paese. Questo documentario-inchiesta, realizzato da tre giornalisti abituati a lavorare insieme, entra nel cuore di questa metamorfosi, fotografando una situazione che sta sfuggendo di mano al partito che da oltre sessant’anni governa il territorio. 
Un film che sta suscitando l’interesse di studiosi e giornalisti, richiesto in visione anche dagli Stati Uniti, molto attenti a capire la nuova realtà politica italiana.”
Se non siete abituati a comprare sulla fiducia, avrete la possibilità di vedere il docu-film dal 1° aprile al 31 maggio, all’interno della rassegna “Doc in Tour – Documentari in Emilia-Romagna”. Il docu-film è infatti stato selezionato per partecipare alla rassegna cinematografica che vede proiettati  22 film (scritti, prodotti o ambientati in regione), in  31 sale emiliano-romagnole in 28 località dell’Emilia-Romagna. Arrivato alla quinta edizione, il festival nasce dalla consapevolezza che il documentario è un importante strumento di indagine delle dinamiche sociali e in generale del nostro tempo. A metà fra creatività e informazione, è un mezzo di comunicazione innovativo e attuale: racconta e descrive aspetti peculiari della realtà che ci circonda offrendo spunti per una riflessione più profonda.
E qualsiasi sia il colore politico della vostra casacca, anzi, anche se non avete colore politico, una riflessione sulla situazione politica dell’EmiliaRomagna aiuta sicuramente a capire meglio dove viviamo e (forse) dove stiamo andando. Per sapere dove e quando proietteranno “Occupiamo l’Emilia” www.docintour.eu.

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Mamma mia!

mammamiagruppo.jpgIeri sera ho assistito al mio primo musical. A chi piace il genere, non troverà nulla di strano nel passare il proprio sabato sera a teatro a vederne uno. Ma per me, che appena in qualsiasi film smettono di recitare, e iniziano a cantare e ballare viene l’orticaria, è stata una specie di esperimento socio-culturale. E ho dovuto ricredermi.
Sabato 26 marzo sono stata al Teatro Sociale di Finale Emilia a vedere la Compagnia delle Mo.Re. che hanno portato in scena un live tribute a “Mamma mia”, di cui recentemente è stato fatto anche un film con l’attrice Meryl Streep. Dimenticate i film in cui si canta e si balla, quella del musical teatrale è una esperienza avvolgente, come calarsi in un sogno da cui risvegliarsi dopo un paio di ore spettacolari.
La storia di “Mamma mia” è nota: La ventenne Sophie è in procinto di sposarsi con l’amato Sky ed ha un sogno: conoscere suo padre e farsi condurre all’altare nell’incantevole isola Greca di Kalokairi. Alla vigilia delle sue nozze con Sky ha scoperto il diario segreto ed i segreti del cuore della madre (Donna), una figlia dei fiori ieri, indipendente e piena di vita oggi che gestisce un piccolo hotel sul mare della Grecia. All’insaputa di Donna, Sophie invita a nozze i suoi potenziali padri: un uomo d’affari, un avventuriero e un banchiere impacciato. Scoperta molto presto la loro presenza sull’isola, Donna li invita “amabilmente” a rimettersi in mare ma niente andrà come previsto. Nel corso di 24 ore magiche e folli, i protagonisti vivranno nuovi amori e riscopriranno antichi sentimenti, nella cornice da sogno di un’isola che sembra offrire infinite possibilità il tutto al ritmo irresistibile ed incalzante dei più famosi brani degli ABBA, quali “Dancing Queen”, “S.O.S.”, “Money, Money, Money”, “Take a Chance on Me”, “Waterloo” e… “Mamma Mia”.dialogo.jpg
La live performance della compagnia delle Mo.Re., per la regia di Maicol Piccinini, incanta: per due ore i protagonisti recitano, cantano, ballano e tutto sulla musiche suonate dal vivo dalla “Mamma Mia Band”. Alla fine dello spettacolo, quando la Compagnia delle Mo.Re. ha riproposto alcuni brani cantati durante lo spettacolo (fra cui “Mamma mia” e “Dancing Queen”) il pubblico ha dimostrato il suo entusiasmo battendo le mani a ritmo di musica, in un crescendo di applausi.
Alla fine i ragazzi della Compagnia delle Mo.Re. mi hanno convinta, e non vedo l’ora di poter vedere il loro prossimo spettacolo.

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Mettiamoci in gioco al Play

banner_home_ita_grey1.png“Mettetevi in gioco” questo l’imperativo della due giorni dedicata al gioco in (quasi) tutte le sue declinazioni. Il 26 e il 27 marzo nei padiglioni di ModenaFiere (via Virgilio) si terrà il Play, il Festival del gioco, la manifestazione tra le più seguite in Italia, unica nel suo genere per tipo di format, un’area coperta di oltre 15.000 metri quadrati fra giochi da tavolo, giochi di ruolo, giochi di carte collezionabili, giochi di miniature, giochi dal vivo, videogiochi, costumisti, Cosplayers e come sempre la più grande ludoteca libera italiana, con centinaia di giochi da provare gratuitamente, lasciandosi andare al divertimento e alla voglia di conoscere altri appassionati con cui condividere un modo rilassante e coinvolgente per trascorrere parte del proprio tempo libero.
Si può scegliere fra i “Laser game” dove mettere alla prova i propri riflessi e la propria abilità tattica in entusiasmanti sfide tra singoli o squadre, andando all’assalto di “mortali” torrette di fuoco, disattivando portali energetici e conquistando le basi avversarie! Corpetti ultraleggeri in kevlar e pelle, sensori laser-sensibili e phaser, tutti forniti gratuitamente dall’organizzazione, sono tutto quel che serve per provare un’esperienza di gioco altamente adrenalinica e interattiva al 100%, oppure se siete dei nostalgici di “Cluedo” potete partecipare al primo “Social Murder Party”, che si svolgerà interrogando in prima persona i sospetti e i testimoni che si confondono tra il pubblico della fiera, raccogliendo gli indizi sparsi sul web e nei principali social network… e trovare il colpevole!
Personalmente ho già scelto il mio gioco: il Glocal Newsgaming BarCamp, incontro interattivo sul fare giornalismo, informazione e satira attraverso forme ludiche, organizzato dalle Università di Modena-Reggio Emilia e Bologna. Un incontro di dialogo aperto tra giornalisti, game designer, ricercatori, studenti e giocatori. Sarà un’occasione per esplorare i molti modi in cui il gioco, elettronico o tradizionale, può intrecciarsi con il mondo del giornalismo, della critica sociale e della memoria storica.
I partecipanti, seduti attorno a un tavolo in piccoli gruppi, potranno discutere tra loro; ogni trenta minuti i gruppi di discussione verranno riorganizzati, consentendo così di confrontarsi con un numero ampio di persone.
Ovviamente ci sono tantissime iniziative e per conoscerle tutte vi rimando al sito ufficiale del Play www.play-modena.it, dove è possibile scaricare anche il coupon per l’ingresso ridotto.
Vi ricordo inoltre, che oggi è possibile vincere l’ultimo ingresso gratuito, messo a disposizione grazie alla collaborazione di ModenaFiere e del Club TreEmme, con il gruppo delle Geek Girl di Modena. In questi giorni ne abbiamo già regalati 4 attraverso un gioco proposto su Twitter, entrando così nello spirito del festival. Noi saremo presenti all’interno dei padiglioni e i vincitori potranno cercarci per ritirare la nostra pins ufficiale GGDModena. Per sapere come partecipare www.girlgeekdinnersmodena.com.
E dopo un’intera giornata nei padiglioni del Play, sabato 26 marzo mi aspetta un’altra novità: sarò presente al live tribute “Mamma mia” che la compagnia teatrale delle Mo.Re. terrà a Finale Emilia al Teatro Sociale alle ore 21.00. Ma questa è una cosa che vi racconto lunedì. Per maggiori informazioni www.comunefinale.net.

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Servi. Il Paese sommerso dei clandestini al lavoro

il-razzismo-e-una-brutta-storia_articleimage.jpgRicordate i fatti di Rosarno? E’ passato poco più di un anno da quando, a Gennaio del 2010, scene di guerriglia urbana hanno invaso la cronaca nazionale. Centinaia di auto distrutte, cassonetti divelti e svuotati sull’asfalto, ringhiere di abitazioni danneggiate. Armati di spranghe e bastoni, un gruppo di extracomunitari in larga parte provenienti dall’Africa hanno invaso la strada statale che attraversa Rosarno mettendo a ferro e fuoco alcune delle vie principali, solo con l’intervento di polizia e carabinieri in assetto antisommossa, è riuscita a sedare la rivolta, ma non senza feriti e contusi.
Dopo il clamore suscitato dai fatti, come tante cose in questa Italia, adesso alle prese con problemi internazionali più importanti, la faccenda è stata riposta e, per ora, dimenticata.
Ma stasera 23 marzo alle 18 alla libreria Feltrinelli di via Cesare Battisti, 17 a Modena ci sarà un incontro con Marco Rovelli per parlare di ‘Servi. Il Paese sommerso dei clandestini del lavoro’.
Appuntamento inserito all’interno della rassegna ‘Una brutta storia: il razzismo’, organizzata da Arci Comitato Provinciale con la collaborazione del Circolo Vibra, Emilia Romagna Teatro Fondazone, Feltrinelli, Istituto d’Arte “Venturi” e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, l’autore ci racconterà l’universo dell’illegalità nel lavoro. Dalle campagne siciliane e del foggiano, fino ai cantieri edilizi e agli ortomercati del Nord, il libro-dossier realizzato dopo essersi unito ai clandestini, bevendo té con loro e facendosi raccontare storie fino ad ora ignorate, cerca di far luce sulla dorsale nascosta di un’Italia fatta di violenze e soprusi, dove caporali e datori di lavoro sfruttano la forza lavoro clandestina con la collaborazione attiva della malavita. Non mancherà un accenno alla condizione degli immigrati a Rosarno che, sfruttati e senza diritti, sono stati vittime della “caccia al nero” e degli attacchi che hanno portato alla violenta protesta del gennaio 2010.  
L’ingresso è libero. Per ulteriori informazioni contattare: 059 29 24 764.

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I monologhi della vagina al Teatro Storchi

V-DAY 2010_ 10709.jpgDopo il successo di Savignano sul Panaro e il tutto esaurito al Dadà di Castelfranco, arriva a Modena l’ultimo appuntamento con i “Monologhi della Vagina” messo in scena da donne e ragazze modenesi non professionisti. Da cinque anni Modena si è unita alla manifestazione mondiale ottenendo sempre un grande successo di pubblico, e quest’anno andrà in scena della prestigiosa cornice del teatro Storchi, e sono sicura che anche l’appuntamento del 22 marzo alle 21.00 sarà un tutto esaurito. La manifestazione è organizzata con lo scopo di raccogliere fondi per i progetti provinciali di contrasto alla violenza sulle donne. Inoltre, quest’anno è dedicata alle mogli, madri, figlie di Haiti, l’isola caraibica distrutta da un catastrofico sisma nel 2010.
“La funzione fondamentale di iniziative come questa, voluta fortemente dalle associazioni femminili modenesi – dice Vittorina Maestroni, Direttore del Centro documentazione donna – è quella di alimentare in positivo una cultura del rispetto delle donne e della loro sessualità, fondata sull’uguaglianza, sulla dignità e sulla libertà. La mercificazione del corpo femminile, lo sfruttamento pubblicitario, la violenza e la volgarità  -sui giornali, in Tv o al cinema-  non fanno che alimentare, invece, la cultura che considerando il corpo delle donne un oggetto del piacere maschile ne giustifica aggressioni, abusi sessuali perfino nell’intimità familiare”.V-DAY 2010_ 10743.jpg
Dal 1° febbraio al 30 aprile di ogni anno, Eve Ensler concede la possibilità di portare in scena gratuitamente il suo libro per autofinanziare le iniziative a sostegno della lotta alla violenza contro le donne. Rigorosamente non professioniste, sono oltre 50 le donne e ragazze tra i 20 e i 60 anni che hanno deciso di prestare la propria voce e il proprio corpo a “I Monologhi della Vagina” per i due appuntamenti di Modena e Castelfranco Emilia
Il V-Day 2011 è promosso dalle associazioni Centro documentazione donna, Donne nel mondo, Donne e giustizia, Differenza maternità,  Casa delle Donne contro la Violenza, Unione donne in Italia e Cgil, coordinamento donne. Aderiscono Aidos – Associazione italiana donne per lo sviluppo, Uil coordinamento donne, Amnesty international – Gruppo Italia 64, con il patrocinio dei Comuni di Modena, Castelfranco Emilia e Savignano sul Panaro.
Dello spettacolo sapete ormai tutto, perchè ne avevo scritto già in questo post www.modenavirgilio.it, per informazioni e prenotazioni è possibile consultare il sito web www.cddonna.it
Per informazioni sul movimento V-Day nel mondo è possibile consultare www.vday.org.

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Knowcamp: secondo barcamp a Modena

knowcamp.JPGL’augurio con cui avevo chiuso il post in cui raccontavo dell’Eavicamp, il primo barcamp tenutosi a Modena, a quanto pare ha portato bene. Stasera 18 marzo alle ore 18, nella sede della Camera di Commercio (via Ganaceto 134) per tutti quelli che non sono partiti per il ponte regalato dal compleanno della nostra Italia, prende il via il Knowcamp, una 3 giorni dedicata al tema del Sapere e del Web.
“Sapere inteso come tutto ciò che conosciamo (ed abbiamo conosciuto) attraverso l’esperienza, l’informazione e le relazioni interpersonali. Ciò che sappiamo è ciò che ci distingue: guida le nostre scelte e determina le nostre opinioni.
In che modo Internet – e le nuove tecnologie- influenzano la creazione del sapere?
Come può il Web, come fonte di informazione e strumento di partecipazione, renderci più responsabili e consapevoli nella creazione e nella diffusione di notizie ed opinioni?”
Per rispondere a queste domande, fino al 20 marzo 2011 Modena ospiterà numerosi interventi di esperti, curiosi ed appassionati che, attraverso la formula del barcamp, cioè un raduno aperto a tutti, proporranno il loro punto di vista su come la Rete possa contribuire alla creazione di un sapere condiviso e costruttivo, attraverso il quale rinnovare, migliorare ed ampliare le modalità di relazione interpersonale.
Attesa e di sicuro interesse la tavola rotonda che chiuderà il barcamp domenica 20 marzo “Prospettive digitali per l’Italia” con Marco Zamperini (tra gli ideatori e promotore di Agenda Digitale), Stefano Epifani (Prof. Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Roma La Sapienza), Enrico Pagliarini (Radio 24), Gianluca Diegoli ([m]inimarketing), Alessandra Farabegoli (Web Strategist), Domitilla Ferrari (Social Media Strategist), con la moderazione di Alessio Jacona (Giornalista, blogger e consulente di comunicazione).
Se ve lo state chiedendo, ci sarò anche io. Questa volta però non sarò sola (come per l’Eavicamp) a presentare lo speech, ma in compagnia delle ragazze con cui abbiamo fondato il gruppo delle Geek Girl Dinners a Modena. Abbiamo scelto di partecipare al KnowCamp per presentare ufficialmente il gruppo alla città, e lo faremo con un evento a sorpresa per tutti quelli che saranno presenti al FromTheFront di venerdì sera. Sabato alle 11 terremo uno speech dal titolo  “Quando Internet ha trasformato le donne in cittadini” dove, affrontando il tema della rivoluzione egiziana, focalizzeremo l’attenzione sul ruolo giocato da Internet e dai Social media nell’esercizio della cittadinanza attiva e nella diffusione delle informazioni fuori e dentro il paese.
Se volete iscrivervi, o semplicemente saperne di più, www.knowcamp.it

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150° dell’Unità d’Italia: i festeggiamenti a Modena

tricolore-150-anni-unita-nazionale-italia_400296.jpgNessuna retorica, nessun giudizio, nessuna polemica. Giovedì si celebrano i 150 anni dell’unità di Italia, e non ha importanza come la pensiate o come la raccontano: il 17 marzo 1861 il parlamento subalpino proclamò Vittorio Emanuele II non re degli italiani ma «re d’Italia, per grazia di Dio e volontà della nazione».
Per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia tutti i comuni modenesi hanno organizzato numerosi eventi a carattere culturale, didattico ed istituzionale, tra incontri, spettacoli, proiezioni, iniziative per le scuole e riunioni straordinarie dei Consigli comunali.
A Modena, dopo la giornata dedicata all’eroe del Risorgimento modenese Ciro Menotti, e un salto ai set per costruire il gigantesco tricolore lungo 27 metri e alto un metro e mezzo, che verrà esposto lungo tutte le 11 arcate del portico del Palazzo comunale in piazza Grande a partire dall’angolo di fronte alla Ghirlandina, in mostra dal 22 aprile, giornata della Liberazione di Modena (che proprio in quella data, nel 1945, salutò l’ingresso degli alleati e dei partigiani in città), fino al 2 giugno (festa della Repubblica), giovedì 17 marzo alle 11 si inaugura presso la sede espositiva del Foro Boario la mostra “ItalianiModenesi”, un viaggio nella storia, lungo un percorso che va dai tempi del sogno nazionale di Ludovico Antonio Muratori alle speranze e lotte del Risorgimento, dalle difficoltà del primo decennio post-unitario al compimento dell’unificazione dopo la Grande Guerra, dal Ventennio fascista alla fine della Seconda guerra mondiale e alla Costituzione repubblicana, dagli anni del “Miracolo economico” all’attuale condizione di area tra le più avanzate d’Europa per qualità e tenore di vita, per ricchezza prodotta e per integrazione sociale e interculturale. Si tratta di una multiforme esperienza interattiva d’immagini, oggetti, voci, suoni, con una sezione speciale dedicata al tema del lavoro e una specifica attenzione posta sulle prospettive future dei Modenesi. La mostra è visitabile fino a sabato 9 giugno con orario d’apertura dal mercoledì alla domenica ore 10.30-19. Lunedì 25 aprile è prevista l’apertura straordinaria. L’ingresso è gratuito.
E state attenti, che i festeggiamenti continueranno fino a giugno.

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Una brutta storia: il razzismo

il-razzismo-e-una-brutta-storia_articleimage.jpg“Una brutta storia: il razzismo” è il titolo della rassegna di eventi e spettacoli promossa da Arci Comitato Provinciale con la collaborazione del Circolo Vibra, Emilia Romagna Teatro Fondazone, Feltrinelli, Istituto d’Arte “Venturi” e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Spettacoli, proiezioni, letture e concerti, tanti eventi legati da un unico filo conduttore: la lotta alla discriminazione razziale.
All’interno del mese dedicato a questo tema, si inaugura domani 15 marzo alle 18.30 nel foyer del Teatro delle Passioni di Modena (via Carlo Sigonio, 382) la mostra “Nostra Patria è il mondo intero”, vignette e le illustrazioni realizzate da Altan, Elle Kappa, Staino, Vauro e Alfonso Lopez.
I ventiquattro pannelli raccontano storie brevissime e profonde, come solo le vignette satiriche sanno fare, che vertono sul tema dell’antirazzismo, della migrazione e dell’accoglienza e mirano a rivelare le difficoltà a cui molte persone straniere vanno incontro vivendo nel nostro Paese. Così una figlia che chiede al padre se gli italiani siano razzisti si sente rispondere: “Con il governo giusto, alla grande!”. E un cittadino extracomunitario che domanda di diventare cittadino italiano si sente apostrofare dal burocrate di turno che è “un amante del rischio”.
La mostra, ideata da Arci Nazionale e Feltrinelli editore, è stata presentata in anteprima al Meeting Antirazzista che si è svolto a Cecina, in provincia di Livorno, a luglio 2010, e ha già toccato decine di circoli Arci presenti in tutta Italia.
La mostra è ad ingresso gratuito.

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Sotto un’unica bandiera

ilfreccetricolori.jpgVerde la speranza rosso il sangue di frontiera Neve biancaneve i cuori abbraccerà Tre colori come i fiori Non son per caso (Tricarico)

Si intitola “U.U.U. Una Unica Unità” l’idea dell’artista Alberta Pellacani per festeggiare i 150 anni dell’unità dell’Italia.
Le foto di tutti i modenesi che vorranno fare parte dell’istallazione, diventeranno un gigantesco tricolore lungo 27 metri e alto un metro e mezzo, esteso per le luci di 11 arcate del portico del Palazzo comunale in piazza Grande a partire dall’angolo di fronte alla Ghirlandina, in mostra dal 22 aprile, giornata della Liberazione di Modena (che proprio in quella data, nel 1945, salutò l’ingresso degli alleati e dei partigiani in città), fino al 2 giugno (festa della Repubblica).
Il tricolore, ce lo insegnano alle scuole elementari, nasce a pochi chilometri da noi, a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta “che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti”.
Ma perché proprio questi tre colori? Chiaramente ispirate al modello francese del 1790 le tre fasce di uguali dimensioni, adottate dalle numerose repubbliche di ispirazione giacobina che avevano soppiantato gli antichi Stati assoluti. I colori provengono dai vessilli reggimentali della Legione Lombarda che presentavano, appunto, i colori bianco, rosso e verde, fortemente radicati nel patrimonio collettivo di quella regione: il bianco e il rosso, infatti, comparivano nell’antichissimo stemma comunale di Milano (croce rossa su campo bianco), mentre verdi erano, fin dal 1782, le uniformi della Guardia civica milanese. Gli stessi colori, poi, furono adottati anche negli stendardi della Legione Italiana, che raccoglieva i soldati delle terre dell’Emilia e della Romagna, e fu probabilmente questo il motivo che spinse la Repubblica Cispadana a confermarli nella propria bandiera.
Il 17 marzo 1861 venne proclamato il Regno d’Italia e la sua bandiera continuò ad essere, per consuetudine, quella della prima guerra d’indipendenza. Dopo la nascita della Repubblica, un decreto legislativo presidenziale del 19 giugno 1946 stabilì la foggia provvisoria della nuova bandiera, confermata dall’Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947 e inserita all’articolo 12 della nostra Carta Costituzionale. E perfino dall’arido linguaggio del verbale possiamo cogliere tutta l’emozione di quel momento. PRESIDENTE [Ruini] – Pongo ai voti la nuova formula proposta dalla Commissione: “La bandiera della repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a bande verticali e di eguali dimensioni”. (E’ approvata. L’Assemblea e il pubblico delle tribune si levano in piedi. Vivissimi, generali, prolungati applausi.)
Per rivivere un po’ di quel fervore patriottico tutti i modenesi potranno partecipare ai diversi set fotografici dove potranno (gratuitamente) farsi ritrarre tenendo in mano un oggetto da loro scelto e portato da casa, un oggetto possibilmente di colore o verde o bianco o rosso. Tutte le fotografie andranno a comporre il gigantesco tricolore, saranno elaborate in bianco e nero, tranne il particolare dell’oggetto che sarà virato in uno dei colori della bandiera italiana.
“Immagine dopo immagine, come in un mosaico, si comporrà una unica unità di persone, lunga tanto quanto la partecipazione e l’adesione a un ideale che rispecchia un’azione concreta”, spiega l’autrice del progetto, Alberta Pellacani.
I primi set fotografici sono stati programmati per sabato 12 marzo, dalle 10 alle 12.30 sotto i portici del Municipio nella Galleria Europa, per mercoledì 16 marzo dalle 14 alle 18 nel chiostro della biblioteca Delfini in corso Canalgrande e, infine lunedì 21 marzo dalle 14 alle 18 di nuovo nella Galleria Europa sotto i portici del Municipio.
E per chi vorrà conservare il ricordo della propria partecipazione, su richiesta, si potrà ritirare il proprio ritratto durante una cerimonia che si svolgerà in Consiglio comunale nel pomeriggio di sabato 4 giugno.

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L’Italia che non si vede

pestecopertina.jpgDal 2 Marzo a Modena il Teatro dei Segni, in collaborazione con Arci-Ucca, Circoli del Manifesto, Nidil – Cgil, Anpi, Associazione Cinemanetwork, ci raccontano attraverso film, documentari, cortometraggi e libri l’Italia vera, quella che è sparita dalla televisione, e che a pochi piace raccontare. Autorità e libertà violate, precarizzazione del lavoro e Costituzione, diritti umani. E poi, ancora, cinema italiano e mercato internazionale, lo sviluppo sostenibile, il connubio tra politica e mafia, il lavoro e i suoi diritti, questi i temi trattati all’interno della rassegna “L’Italia che non si vede”.
Mercoledì 9 marzo alle 21 Tommaso Sodano, consigliere provinciale a Napoli, ci racconterà del connubio tra politica e mafia attraverso la presentazione del libro ‘La Peste. La mia battaglia contro i rifiuti delle politica italiana’, al Teatro dei Segni (via via San Giovanni Bosco, 150).
Partendo dal libro di cui è coautore col giornalista Nello Trocchia, Tommaso Sodano ci racconterà quindici anni di scandali, sprechi pubblici e devastazione del territorio, mettendo in luce le connivenze tra camorra e forze politiche nella gestione dello smaltimento dei rifiuti a Napoli.
Eletto al Senato, Sodano è stato presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali e ha fatto parte della commissione d’inchiesta sulle Ecomafie. Le denunce da cui sono partite le inchieste sui vertici della Impregilo e sul governatore Bassolino gli sono valse intimidazioni e minacce. Da allora, Sodano vive sotto scorta, ma persiste nella denuncia al sistema corrosivo italiano, per restituire dignità a un Paese oppresso dal malaffare.
Se Gomorra vi ha indignato, e Saviano emozionato, credo che valga la pena di ascoltare anche questa voce che proviene dalla stessa terra.
L’ingresso è libero e gratuito.

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