Ciro Menotti: un eroe tutto modenese

Ciro menotti.jpgAlzi la mano chi sa che a Modena è vissuto e morto, inseguendo i suoi ideali di libertà, Ciro Menotti. Il patibolo sul quale fu impiccato si trova in Piazzale 1º Maggio, nei pressi della stazione delle corriere, ed è stato restaurato nell’autunno del 2007.
Possiamo ammirarlo in Piazza degli Estensi, dove a ricordarlo c’è una statua che ci rimanda l’immagine di un giovane di bell’aspetto, dallo sguardo fiero. Realizzato dallo scultore modenese Cesare Sighinolfi ed eretto nel 1879 proprio di fronte all’ingresso del palazzo Ducale, con lo sguardo rivolto verso la stanza dove venne firmata la sua condanna a morte, che era, al tempo dei duchi, il centro del potere.
Quel giovane e bellissimo uomo è stato un  rivoluzionario, un Che Guevara ante litteram, un eroe tutto italiano, che combattè la tirannia nel nostro momento più forte dal punto di vista della rivendicazione nazionale, culturale e democratica.
Siamo tra il 1820 e il 1831, l’Europa è in fermento. In Spagna, in Portogallo, in Francia e soprattutto in Italia, da sempre terra di conquista, scoppiano moti rivoluzionari.ciro_menotti_1.jpg
Come accade spesso le insurrezioni sono organizzate da giovani mossi da furenti ideali di giustizia, attraverso la fondazione di società segrete, che in Italia prende il nome di Carboneria. In quel periodo si lottava per ottenere dai sovrani la concessione di una Costituzione. Ciro Menotti, nato a Carpi il 22 gennaio del 1878, si affilia alla nascente Carboneria a 17 anni, affascinato dal nuovo corso del re di Francia, Luigi Filippo D’Orleans, si tiene in contatto con i liberali francesi: sogna di cambiare il mondo. Vuole liberare il ducato di Modena dal giogo austriaco. Il 3 febbraio 1831 Ciro Menotti, dopo aver radunato una quarantina di congiurati nella propria casa per organizzare l’insurrezione, venne arrestato dalle guardie del Duca Francesco IV, che inizialmente sembrava appoggiasse la rivolta contro gli austriaci. Fu condannato a morte mediante impiccagione e giustiziato il 26 maggio 1831. La sentenza fu pubblicamente letta solo dopo l’esecuzione per evitare disordini in città.
Nell’ambito delle celebrazioni per l’Unità d’Italia, la nostra città ricorda questo eroe del Risorgimento: il 3 febbraio 2011 l’Associazione Dimore Storiche Italiane aprirà Palazzo Menotti, già casa di Ciro Menotti: sarà possibile visitare il cortile, lo scalone, il piano nobile e vicolo Cesis. Le visite guidate sono gratuite, e si svolgeranno ogni mezzora, dalle ore 18 alle 20. Introduzione storica a cura di Arianna, l’associazione guide turistiche.

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Ciro Menotti: un eroe tutto modeneseultima modifica: 2011-02-02T08:30:00+00:00da admin
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2 pensieri su “Ciro Menotti: un eroe tutto modenese

  1. Ai miei concittadini patrioti. Siete tutti invitati domenica 26 maggio 2013, in piazza 1°Maggio, alle 11,30, alla cerimonia di commemorazione del 182° anniversario del martirio di Ciro Menotti e Vincenzo Borelli, impiccati sugli spalti della Cittadella il 26 maggio 1831. La cerimonia è promossa dall’Istituto per la Storia del Risorgimento – Comitato di Modena, presieduto dal prof Giorgio Montecchi, docente di Biblioteconomia e Bibliografia all’Università Statale di Milano. La manifestazione è stata organizzata in collaborazione con l’Associazione Mazziniana di Modena e l’ANVRG Federazione Emilia – Romagna. Nell’occasione sarà deposta una corona d’alloro col Tricolore in ricordo del martirio di un eroe non solo tutto modenese, ma anche e soprattutto di un eroe tutto italiano che ha sacrificato la vita ai suoi ideali di Giustizia e di Libertà. Senza Giustizia e Libertà la vita non ha senso. Ci vediamo il 26 maggio 2013 in piazza 1° Maggio. Viva la Libertà, la Giustizia, l’Uguaglianza e l’Italia unita. Arrivederci amici compatrioti. Una patriota

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