Scatti d’autore

modenaisabella.jpgLe sue fotografie mi hanno letteralmente folgorata, la città viene restituita nel suo aspetto più antico e romantico. E quando ho scoperto che era modenese ho fatto di tutto per poterla conoscere.
Isabella Colucci è una modenese di adozione, e del sud da cui proviene continua a portare dentro la cultura e il sole, che sicuramente continua ad ispirarla.
Mi racconta che nella vita svolge un lavoro che si sarebbe detto “da uomo”, e la fotografia è un hobby che coltiva nel tempo libero.
“La fotografia, a fasi intermittenti, mi ha sempre accompagnato nelle mie esplorazioni e nella ricerca di modelli di comunicazione. Più stabilmente negli ultimi anni, dove la consapevolezza del mezzo e l’approccio al digitale hanno eletto la fotografia a mio hobby primo e vitale. Amo fotografare soprattutto la gente, conosciuta o sconosciuta, alla ricerca di anime e pensieri intimi. Perciò per strada giro sempre con la Nina, che è la mia macchina fotografica, anche perché dopo un po’ che lo fai ti rendi conto che la fotografia crea dipendenza.”
E in realtà gira con Nina nelle strade di Modena. “Fotografare la città mi aiuta a conoscerla, attraverso i suoi angoli e la sua gente. Quello che voglio proporre non è solo il mio punto di vista ma quello di ognuno che magari non sa di avere.” modenaisabella2.jpg
Scorrendo le sue fotografie scopriamo che non è solo la città la sue fonte di ispirazione, ma “tra i miei modelli preferiti ci sono i miei due figli: è come se volessi fermare ogni attimo della loro vita, per me ma anche per loro. Adesso un po’ subiscono questa mamma che li fotografa in continuazione ma credo che da grandi capiranno e apprezzeranno.”

Le chiedo come mai la scelta del bianco e nero. “Non è solo una scelta formale, anzi non lo è per nulla. E’ una visione della vita, un modo di essere, di raccontarsi e raccontare – io lo chiamo bianconero narrante – e tecnicamente è un’evoluzione e una ricerca continua. Il colore, non sono io a dirlo ma faccio mia un’idea in cui credo, può esserci solo se dà valore aggiunto all’immagine altrimenti è semplice distrazione.”
E alla fine annota: “dimenticavo, sono autodidatta. Il mio bagaglio culturale fotografico, lontanissimo dall’essere pieno, si costruisce tutti i giorni con la lettura e la visione di immagini, manuali alla mano e tanta pratica, tante dritte degli amici, tantissimo confronto e dialogo.” segno che oltre che brava, Isabella è anche una persona modesta e disponibile.
Per chi vuole ammirare le sue fotografie, sarà a Molinella in provincia di Bologna con una mostra (una “mostriciattola” come la chiama lei) il 19-20 e il 26-27 marzo.

Oppure qui c’è tutta la sua galleria fotografica www.flickr.com

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Artigianato in fiera

artigiana7.jpgAnche questo fine settimana i padiglioni di ModenaFiere in via Virgilio a Modena, ospitano una manifestazione interessante. Da venerdì 25 a domenica 27 febbraio “Artigiana Italiana” permette agli espositori di incontrare un pubblico di addetti ai lavori e appassionati di alto livello ed ai visitatori di osservare ed acquistare alcune delle eccellenze del prezioso comparto artigianale italiano.
Il percorso espositivo è un lungo ed emozionante viaggio all’interno della cultura manifatturiera italiana, di alcune tipicità gastronomiche, e delle innovazioni che nascono dal valore creativo dei maestri artigiani. Le imprese si mettono in vetrina per mostrare al visitatore il meglio della loro produzione ispirata a forme, sapori, modelli, decori, stili e tecniche d’assoluta unicità ed interesse
In oltre 15 mila metri quadrati di esposizione sono circa 150 le botteghe e gli artigiani selezionati. Il gruppo storico è costituito dagli artigiani dell’associazione ArtigianArt di Modena, circa 50 tra i migliori artigiani locali, ceramisti, carpentieri, vetrai, stampatori, liutai, fabbri, falegnami, restauratori di mobili, cornici, biciclette, stampatori, sarti, pellettieri e artigiani del prodotto tipico da gustare, dall’aceto balsamico alla pasticceria.
Una fiera all’insegna della tradizione, ma a cui partecipano anche artisti e artigiani impegnati nella creazione di forme nuove e su progetti originali.
Presente anche lo spazio didattico-espositivo Ecodesign, dedicato a oggetti progettati e realizzati con materiali e sistemi ecologici, dai prodotti in legno certificato, che assicurano la gestione sostenibile delle foreste, all’uso dei materiali di riciclo, dalle fibre naturali nell’arredamento, fino al vasto mondo dei prodotti della “chimica verde”, ottenuti da materie prime vegetali e rinnovabili in alternativa ai materiali derivati dal petrolio: vernici e coloranti, colle, solventi, malte e pannelli per il restauro e per la bioedilizia.
Per visitare Artigiana Italiana l’orario di apertura è venerdì 25 e sabato 26 febbraio dalle 15 alle 23, domenica 27 dalle 10 alle 20. Il biglietto di ingresso intero costa 6 euro, il ridotto 4 euro, venerdì 25 febbraio entrata gratuita. Collegandosi al sito della manifestazione http://www.artigianaitaliana.it è possibile ricevere nella propria casella di posta elettronica un biglietto ridotto per l’ingresso.

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I monologhi della vagina

V-DAY 2010_ 10709.jpgCirca 70 le donne tra i 20 e i 60 anni impegnate sui palchi modenesi per mettere in scena la quinta edizione della manifestazione ispirata a “I Monologhi della vagina” di Eve Ensler.
Nel 2011 la manifestazione diventa provinciale con ben tre spettacoli: il primo appuntamento è previsto per il 25 febbraio alle ore 21.00 al Teatro La Venere di Savignano sul Panaro. L’11 marzo, sempre alle 21.00, sarà la volta del Teatro Dadà di Castelfranco Emilia. La rassegna si conclude il 22 marzo alle 21.00 al Teatro Storchi di Modena.
Uno spettacolo che quest’anno, alla luce della manifestazione “Se non ora quando”, acquista ancora più importanza. Di violenza e ingiustizia e discriminazione verso la donna è pieno il mondo, qui in Italia non siamo un’eccezione, e anche se ci sembra che quello che le donne stanno subendo nel nostro paese sia il “meno peggio”, assistere a questo spettacolo fa prendere maggiore consapevolezza. Lo spettacolo si muove tra scene esilaranti e momenti drammatici, confessioni intime sulla scoperta della propria sessualità e informazioni sulle tragedie che coinvolgono le donne nel mondo: tra i monologhi ci sono infatti “Il seminario della vagina” e “La mia vagina arrabbiata”, ma anche “La mia vagina era il mio villaggio”, basato sulla testimonianza di donne bosniache vittime di stupri etnici, “Battezzata”, che racconta di un episodio drammatico della guerra in Congo, o “Fatto non felice”, sui paesi in cui sono praticate le mutilazioni genitali. Accanto alla riflessione ci sarà spazio anche per il sorriso, con monologhi dedicati al parto, agli orgasmi, ai peli, al ciclo mestruale e ad altri argomenti a volte tabù legati alla sessualità femminile.
Il V-Day 2011 è promosso dalle associazioni Centro documentazione donna, Donne nel mondo, Donne e giustizia, Differenza maternità,  Casa delle Donne contro la Violenza, Unione donne in Italia e Cgil, coordinamento donne. Aderiscono Aidos – Associazione italiana donne per lo sviluppo, Uil coordinamento donne, Amnesty international – Gruppo Italia 64, con il patrocinio dei Comuni di Modena, Castelfranco Emilia e Savignano sul Panaro.
Per informazioni sul V-Day 2011 a Modena è possibile consultare il sito web www.cddonna.it
Per informazioni sul movimento V-Day nel mondo è possibile consultare www.vday.org.

Altre info  “I monologhi della vagina 2010” e “V-day 2011 cerca donne”

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Qualche buon motivo per essere al BUK

bukmodena.jpgIl BUK a Modena si tiene in un posto troppo piccolo. Il Foro Boario di grande ha solo il parcheggio, ma poi se ti piace una conferenza e la vuoi seguire, e quella conferenza piace a più di 20 persone non c’è da sedere, nemmeno alzandosi sulle punte si riesce a vedere qualcosa, non si sente niente.
Al BUK di Modena partecipano un centinaio di piccoli editori provenienti da tutta Italia. I loro banchetti propongono pochi titoli, accuratamente selezionati fra tutta la roba che viene sottoposta al loro giudizio. Bisogna camminare fra i loro banchetti senza fretta. I titoli, gli autori, non sono fra quelli più conosciuti, ma non è detto che non ce ne siano di bravi. Quindi con calma bisogna capire l’editore in che settore è specializzato (thriller, narrativa, new age), scegliere il proprio genere preferito, leggere la quarta di copertina di ogni singolo libro e trovare quello che nessuna pubblicità martellante ti ha convinto che è un buon libro, comprando seguendo solo il tuo istinto.editoriadigitale.jpg
Al BUK di Modena si possono incontrare gli autori. Ma non dietro un tavolo, con giornalisti o altre persone al fianco, che parlano parlano parlano, e poi un autografo e via. Gli autori sono lì, dietro al banchetto, e chiacchierano volentieri con chi è interessato alla sua opera. Al BUK di Modena capita di ritrovarsi ad  un reading improvvisato. Un poeta mi ha chiesto di avvicinarmi al banchetto – che non mordo mica…mordo solo l’anima – -appunto!- gli ho riposto. Ma poi ha declamato una poesia ad alta voce abbracciandomi quasi, e la poesia era bellissima, e sembrava l’avesse scelta apposta per me. O forse è stata solo una coincidenza, ma è stato un attimo emozionante.
Il BUK di Modena è anche conferenze e approfondimento sulle tematiche legate all’editoria, ma ammetto di non averne seguita nessuna, troppo presa ad aggirarmi fra titoli, copertine, odore di carta.
Se quest’anno vi siete persi il BUK a Modena, spero che queste poche parole vi spingano a prendere nota e non mancare all’appuntamento l’anno prossimo.

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BUK 2011 – il Festival della piccola editoria

logo-BUK.jpgQuale migliore occasione per accaniti lettori o aspiranti scrittori che un festival dedicato alla media e piccola editoria: torna per la quarta volta a  Modena BUK,  il 19 e il 20 febbraio, al Foro Boario, con un programma ricco di spunti di riflessione.
Apro con la curiosità con cui ho chiuso il post dell’anno scorso: l’evento si chiama BUK dal suono della parola libro in inglese, in versione italianizzata, e per un intero fine settimana si parlerà di libri, lettura, di e-book e futuro della carta stampata.
Partecipano un centinaio di editori italiani, fra cui una decina di editori modenesi.
Tante le proposte in programma: incontri, concerti, letture e dibattiti. Tra i libri presentati segnalo Questo mondo un po’ sgualcito di Andrea Camilleri (che sarà in collegamento telefonico sabato 19 febbraio alle ore 18, sala Alda Merini), scritto con Francesco De Filippo e Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo (sempre al Foro Boario, sala Alda Merini, alle ore 16).
Attesa la premiazione per il concorso letterario “Parole digitali” organizzato dai Net garage e le Biblioteche del Comune di Modena, segnalato qui, e che si terrà sabato 19 febbraio alle 14 presso la Sala Elvira Sellerio.Reading.jpg
L’evento collaterale più atteso è sicuramente “-Spr+Eco” in programma sabato 20 febbraio 2011 dalle 19.00 alle 21.00 all’Auditorium Marco Biagi. Si tratta di una conferenza scenica con Andrea Segrè, preside della facoltà di Agraria all’Università di Bologna, Massimo Cirri, conduttore della trasmissione di Radio Rai “Caterpillar” e con le immagini di Altan, ad ingresso libero, una “lezione” che ruota attorno ai termini spreco e sufficienza. Lo spreco da atto negativo può diventare occasione positiva, da cui l’elogio, per uscire dalla crisi e dalle paure che animano il nostro tempo. Per supportare la formula del titolo, il professore Segrè, riporta una serie di immagini, esperienze, letture interdisciplinari, giochi di parole che conducono sulla via della cooperazione e dello sviluppo, dell’economia del dono, della sobrietà e della semplicità. L’Elogio dello “-spr+eco” vuole essere una guida per l’economia della sufficienza, uno stile di vita alla portata di tutti.
La mia presenza è quasi d’obbligo, e soprattutto scontata. L’anno scorso avevo portato con me qualcosina che avevo scritto nella speranza di avere il coraggio di tirarlo fuori dalla borsa e di metterlo nelle mani di qualche editore, cosa che puntualmente non è successa. Quest’anno ci andrò in compagnia di Frenci, Laura, Nadia, Sara e Titti, cioè le Geek Girls di Modena, per seguire la tavola rotonda sull’ editoria digitale, e la presentazione del libro “Facebook – The social network”, il primo libro in Italia dedicato al film di David Fincher su facebook, in cui l’autore oltre ad analizzare il film, ricerca le dinamiche e la storia del celebre social network…insomma, roba da geek.

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Festa del miracolo

San_Geminiano_di_Modena.jpgA soli 15 giorni dai festeggiamenti in onore del nostro Santo Patrono San Geminiano, iniziano i festeggiamenti per i 500 anni del miracolo del Santo, avvenuto il 18 febbraio 1511. Le figure dei santi sono un misto di storia e leggenda, e la leggenda legata a San Geminiano racconta che che nel secolo delle invasioni barbariche,precisamente nel 451, salvò Modena dagli Unni guidati da Attila, nascondendola agli invasori coprendola con una fitta coltre di nebbia. Ma non è questo il miracolo a cui si fa riferimento: nella “Historia dell’antichissima Città di Modena”, si racconta come durante le guerre d’Italia tra Francia e Spagna, il Vicerè di Francia Charles d’Amboise, al comando delle sue truppe, assediava Modena. La notte tra il 17 e 18 febbraio 1511 proprio quando la città stava per essere saccheggiata, San Geminiano gli apparve “in sembianza di vecchio” persuadendo il francese a ritirarsi, e anche in questo caso Modena fu salvata.
Intorno alla figura del Santo è nata la Confraternita di San Geminiano, che è una fra le più antiche e conosciute Confraternite dell’Italia settentrionale, di origine quasi millenaria. Si tratta di un’Associazione di fedeli laici che anticamente presentavano ogni anno in Duomo i ceri e l’olio per la lampada votiva (devozione poi trasferita nel sec. XVI dagli Este alla Comunità con apposito Decreto).rigorighetti.jpg
Le iniziative promosse dalla Confraternita per celebrare i 500 anni dal miracolo del 1511 iniziano con il ciclo di incontri “Tre sere per un miracolo”, in programma presso la chiesa di San Barnaba alle 21 e si concludono domenica 20 febbraio a partire dalle 16.30, presso il teatro Sacro Cuore, si svolge la replica dello spettacolo teatrale dedicato al Patrono protettore di Modena mentre, al termine della rappresentazione, il rocker Antonio “Rigo” Righetti” esegue dal vivo il pezzo scritto da lui.
Il musicista modenese, cantante e bassista già al fianco di Ligabue per diversi anni, presenta il cd “San Geminiano 2011”, da lui composto, il cui ricavato verrà devoluto in beneficenza. Ne parla in un incontro aperto oggi mercoledì 16 febbraio, raccontando come si è cimentato in questa sfida, attingendo al suo personale rapporto con il Patrono.
Tra le altre iniziative venerdì 18 febbraio dalle 9 alle 14 in Municipio è in programma l’annullo filatelico , dalle 16.30 si svolge la processione dei confratelli che, dalla Chiesa delle Grazie si recano in Duomo per rendere omaggio al sepolcro del Patrono. La Messa sarà accompagnata dalla corale “Lorenzo Perosi” di Campogalliano, diretta dal Maestro Paolo Zoboli, che eseguirà la Messa popolare “Del Miracolo” in La minore per Coro e organo. Al termine della celebrazione “Rigo” Righetti canterà dal vivo il brano dedicato a San Geminiano da lui composto.
Sabato 19, presso il teatro Sacro Cuore a partire dalle 21 viene rappresentata la pièce in quattro tempi, scritta nella lingua modenese del ‘500, “Modena 18 febbraio 1511: un miracolo di San Geminiano”, di Gian Carlo Montanari, con la regia di Claudio Calafiore, con il racconto di quell’avvenimento a cura di attori che interpretano personaggi realmente esistiti nell’epoca.
Per ricordare questo anniversario si potranno ammirare i medaglioni pettorali commissionati dalla Confraternita ad artisti modenesi fino alla fine di marzo presso ilCentro Studi Muratori – in via Castel Maraldo 19 – nell’ambito della mostra “San Geminiano nel cuore”. Mentre per ricordo sarà possibile acquistare il cd “San Geminiano 2011”, prodotto dall’etichetta Videoradio, in tutti i negozi di musica del centro di Modena, oppure in distribuzione digitale su iTunes e Amazon.

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Se non ora quando

manifestazione2.jpg“Se non ora quando?” lo slogan che ha unito le piazze italiane invase da gruppi pacifici di donne. In Italia la maggioranza delle donne lavora, crea ricchezza, studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari. Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. Anche a Modena si è scelto di manifestare contro questa immagine della donna, e in Piazza Matteotti se ne sono contate un migliaio per manifestare e far sentire la propria voce.
La città si è animata, invasa da donne e palloncini rosa, in maniera spontanea e con la voglia di gridare “basta” alla deriva maschiocentrica (che è sempre esistita) ma che ora sta superando ogni limite di decenza.
L’impressione è che la manifestazione, nonostante la presenza di alcune sigle sindacali, sia poco politicizzata così come richiesto, tranne che per i discorsi dal palco, tenuti da donne delle istituzioni.manifestazione1.jpg
Ma per constatare che a manifestare non è un gruppo elitario o solo quella parte di Italia inserita nelle istituzioni è bastato camminare fra via Emilia e la piazza per vedere mamme con le loro bambine, nonne con le nipoti, insomma un pomeriggio per dimostrare che non ci facciamo abbindolare dalla televisione e dai suoi messaggi che ci vogliono solo belle e senza cervello. Molto silenzio, pochi slogan e la sensazione che le persone fossero lì per passare una domenica pomeriggio in compagnia, per vedersi, per guardarsi in faccia e dimostrare di esistere, forse prima di tutto a se stesse.
Non ho niente contro la manifestazione in sé, anzi credo che manifestare, anche se non cambierà le cose, almeno ha dimostrato che esiste ancora una coscienza critica.
Eppure riflettendo sulla questione, mi fa uno strano effetto constatare che dal ’68 ad oggi non è cambiato nulla. Noi donne non abbiamo conquistato quasi nulla, e quel poco ce lo stanno tirando via giorno dopo giorno, attraverso i messaggi distorti che provengono da programmi televisivi di basso livello, che fanno credere alle nuove generazioni di donne che si possono raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici. Per questo noi donne abbiamo sentito il dovere di far sentire la nostra voce: nella speranza che la sentano forte anche le generazioni future.

 

 

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le foto sono di isabella colucci

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Unica Fine Art Expo 2011

unicafineartexpo2011.jpgQuando ho accettato di aggiornare questo blog parlando della città dove vivo, non ho pensato a tutto quello che il mettersi in un mucchietto di parole e una foto riesce a far accadere. Soprattutto oltre a raccontare qualcosa della città dove vivo, racconta sempre qualcosa di me. E racconta di quanto gli appuntamenti al quartiere fieristico siano la mia insana passione. Aggirarmi fra i padiglioni della fiera, fra gli espositori e la loro merce, è un’appuntamento a cui cerco di non mancare mai.
Questa volta da sabato 12 a domenica 20 febbraio ai padiglioni fieristici di Modena Fiere in via Virgilio a Modena ci trovate Unica Fine Art Expo, una manifestazione internazionale di alto antiquariato che comprende tre saloni.
Modenantiquaria è interamente dedicato all’antiquariato tradizionale, una selezione di arredi e suppellettili provenienti da oltre un centinaio delle migliori gallerie italiane ed europee. Tra gli oggetti esposti vi sono gioielli, orologi, mobili, tappeti, porcellane, vetri, maioliche, sculture, argenti, bronzi, dipinti, disegni, stampe, arazzi e cornici. Gli stili vanno dal barocco al déco, dall’arte precolombiana a quella rinascimentale, non manca l’antiquariato extraeuropeo, orientale e africano.
Petra è il Salone di Antiquariato per parchi e giardini. Nel giardino indoor è possibile ammirare ed acquistare il migliore antiquariato per esterni, con oggetti esclusivi e nuove idee per l’allestimento delle aree verdi e la ristrutturazione di dimore di pregio.
Excelsior è invece una rassegna di pittura italiana dell’Ottocento e del primo Novecento. In tremila metri quadrati di esposizione sono riunite oltre una ventina di gallerie specializzate che propongono le migliori espressioni dell’arte pittorica italiana del XIX secolo. Presenti le opere dei maggiori autori delle varie scuole regionali italiane, dai macchiaioli toscani alla pittura napoletana, dai veneti alla scapigliatura lombarda senza tralasciare gli autori emiliani e meridionali.
La novità di quest’anno si chiama “Wunderkammer”, letteralmente “Curiosità”: ogni antiquario espositore esporrà un capolavoro assoluto, un opera di ingegno di incomparabile bellezza, un ritrovamento che non ha eguali, quel pezzo unico e irripetibile che solo una volta nella vita capita di incrociare lungo il proprio cammino.
Che siate intenditori o solo alla ricerca di un pezzo antico per arredare la vostra casa, questa esposizione è quello che fa per voi.

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I Giovedì Gastronomici

giovedì-gastronomici.jpgTornano i “Giovedì gastronomici”, tutti i giovedì dal 10 febbraio al 7 aprile 2011.
23 giovedì, 23 ristoranti, 23 menù di degustazione, 23 serate a spasso fra Modena e la sua provincia
– San Possidonio, Carpi, Nonantola, Formigine, Vignola, Guiglia – 23 serate in cui poter finalmente appendere il grembiule al gancio della cucina, e non dover pensare a cosa cucinare per cena.
La versione invernale dei “Giovedì gastronomici” predilige la cucina modenese più tradizionale. Sbirciando nei menù dei vari ristoranti coinvolti nell’iniziativa si può scegliere fra quelli più tradizionali che propongono i tortelloni di zucca, tortellini in brodo, gnocco e tigelle con salumi DOP, a piatti più ricercati come il risotto pere e taleggio o lo zampone con zabaione caldo. Sempre sul filo della tradizione, i veri protagonisti dei menù proposti sono quelli classici della cucina modenese come il Parmigiano Reggiano, il Lambrusco, l’Aceto Balsamico Tradizionale e il Prosciutto di Modena.
E tutto a prezzi che variano dai 22 ai 35 euro, con la possibilità di cenare nella classica trattoria o nel ristorante più rinomato e celebrato dalle guide gastronomiche.
Ad accompagnare gli appassionati che seguono l’iniziativa, e più in generale gli amanti della buona tavola, ci sarà la Fidelity Card dei “Giovedì Gastronomici”: la tessera si ritira direttamente nei ristoranti aderenti, un timbro per ogni ristorante visitato e raggiunti il numero timbri necessario si può ritirare il premio scelto presso la sede di Opera 02 Cà Montanari. Con 4 timbri si riceveranno 6 bottiglie di Lambrusco di Modena DOP secco o amabile a scelta, con 5 timbri 6 bottiglie di Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP secco, con 7 timbri 6 bottiglie di Lambrusco di Modena DOP secco, con 9 timbri si riceverà  un pernottamento per n. 2 persone presso l’agriturismo Opera02, con colazione e possibilità di usufruire della piscina esterna e della zona relax con sauna e bagno turco.
In distribuzione gratuita presso tutte le sedi di Confesercenti Modena, i ristoranti e i punti informativi dei maggiori comuni della provincia, un comodo libretto tascabile contenente tutti i riferimenti dei ristoranti, la descrizione dei menù offerti ed i relativi prezzi.
Per informazioni più dettagliate http://www.confesercentimodena.it/

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Galileo Galilei: la curiosità e la scoperta

marcopaolini.jpg1800 chilometri al minuto. E’ la velocità alla quale gira la terra, quella velocità che noi non percepiamo mentre compie il giro di rivoluzione intorno al sole. E’ con questa premessa che Marco Paolini inizia il suo spettacolo “ITIS Galilei” venerdì 4 febbraio al Teatro Storchi di Modena: due ore in completa solitudine sul palco, a raccontarci di scienza, fisica, astronomia e astrologia senza mai farci annoiare, mantenendo altissima l’attenzione, nonostante l’argomento non sia dei più digeribili.
“Viviamo in un tempo in cui la magia è tornata a governare il futuro. Sarà perché le leggi dell’economia non sono leggi matematiche e contengono una componente di caso molto rilevante, sta di fatto che il nostro mondo cerca consolazione negli astri. E mi stupisce che, 400 anni dopo la consacrazione dell’universo post-rivoluzione copernicana, tutti i giorni molti tra noi consultino le previsioni dell’oroscopo che utilizzano le stelle fisse di Tolomeo. Alla fine non importa se il cielo non è così, perché quello che conta è che ci piace. 
Galileo è usato spesso come simbolo della scienza libera contro la fede integralista, ma in realtà è uno che per campare fa anche oroscopi. Eppure ha la forza di guardare oltre.” [Marco Paolini]Dottor_Stranamore.jpg
Ci racconta del ‘600 Marco Paolini, popolato da uomini come Galilei, Keplero, Campanella, Shakespeare. Galieo è il protagonista di una storia dove la fa da padrone l’ansia di conoscenza e la curiosità di un uomo che ha fatto tante scoperte, ma per paura di morire come Giordano Bruno, ha anche messo in discussione tutta la sua vita e sconfessato le sue idee. Si ride amaramente quando ci si rende conto che a distanza di secoli poche cose sono cambiate in alcuni ambiti della nostra vita: il mondo accademico chiuso nella sua casta che non permette ai giovani di emergere facilmente, il mondo cattolico chiuso nelle sue certezze che impedisce la ricerca e il rinnovamento scientifico.
Marco Paolini è sempre riuscito ad incantarmi con la sua dialettica, con la sua capacità di raccontare cose all’apparenza futili, ma che fanno riflettere, o come in questo spettacolo, cose difficili e anche un po’ complicate in maniera “leggera”. E’ riuscito a trasformare un passo del “Dialogo sopra i massimi sistemi” in una citazione esilarante, declamandolo in “lingua madre”, ma la sua, in veneto.
Mette dentro un sacco di cose in questo spettacolo, da Galileo ad Einstein alla bomba atomica, con quel finale a cavalcioni di una mina, che ha tanto il sapore di un omaggio al Dottor Stranamore di Kubrik.

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