Festa di San Geminiano

san-geminiano.jpgSan Zemian con la neva in man. (San Geminiano con la neve in mano.)

Quanta verità in antichi detti popolari. Sarà che la festa per il santo patrono di Modena, cade proprio nei giorni della merla, ma anche quest’anno San Geminiano “ha messo la barba”, e in città ha nevicato.
Ma come anche l’anno scorso, sono sicura che i modenesi non perderanno l’occasione per festeggiare il santo patrono in un misto di sacro e profano.
La celebrazione religiosa prevede l’apertura del sepolcro posto nella cripta del Duomo, per permettere ai fedeli di venerare le reliquie del santo. Alla Messa è presente una delegazione con gonfalone della città di Pontremoli, di cui il santo modenese è ugualmente patrono (come vi avevo già raccontato l’anno scorso).
Nel corso della mattina sfila anche il Corteo Storico con i Valletti comunali in livrea giallo blu che andranno in processione dal Municipio verso il Duomo portando grandi ceri, indossando abiti e parrucche rinascimentali. L’antichissima tradizione ha visto spesso anche la partecipazione del Sindaco e degli Assessori, con l’obiettivo di portare in offerta i ceri e l’olio per la lampada che nella Cripta del Duomo arde perennemente davanti al sepolcro del patrono.
E poi il momento che tutti aspettiamo: dalle 8.30 alle 20 nel centro di Modena ci sarà la tradizionale Fiera degli ambulanti, e potremo aggirarci tra le bancarelle, attenti a non scivolare sul ghiaccio, fra odori e sapori della terra emiliana, oppure cercando l’affare fra le bancarelle di abbigliamento, accessori per la casa e prodotti di artigianato.
Inoltre nella giornata di domani è previsto l’ingresso gratuito a mostre e musei, e sarà possibile visitare anche l’Acetaia comunale (all’ultimo piano del palazzo comunale) con visite guidate dai maestri della Consorteria di Spilamberto.
Senza dimenticare che nel giorno del Patrono si tiene anche la 37esima edizione della Corrida di San Geminiano, una gara podistica internazionale di corsa su strada su un percorso di 13.350 km che va da Modena a Cognento e ritorno. Per chi invece vuole cimentarsi della corsa ma senza competizione, contemporaneamente partono dallo stesso luogo due gare aperte a tutti: la MiniCorrida sulla distanza di di 3 km. e la CorriSanGeminiano, uguale per percorso e distanza alla Corrida.
Quest’anno però passo la mano e non potrò essere la vostra cronista. Lascio lo spazio commenti a vostra disposizione per raccontarmi(ci) della festa di San Geminiano.

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Visita guidata alla Galleria Estense

palazzo dei musei.jpgSi può essere turisti nella propria città? Si può vivere in una città per anni, si può attraversare tutte le mattine le sue strade e poi accorgersi di non conoscerla affatto.
Ecco perché non bisogna perdere l’iniziativa promossa dall’Associazione culturale Arianna, che Domenica 30 Gennaio propone una visita guidata alla Galleria Estense.
Le splendide raccolte dei duchi d’Este si trovano al quarto piano del Palazzo dei Musei. Si tratta di un patrimonio museale d’importanza internazionale.  La Galleria, ristrutturata dall’architetto Pancaldi nel 1975, offre ai visitatori una ricca raccolta di dipinti, sculture, bronzetti , ceramiche ed oggetti preziosi provenienti, secolo,dal Palazzo Ducale di Modena sul finire del XIX secolo.
La galleria illustra una importante panoramica sulla vicenda figurativa regionale dal Trecento alla fine del Settecento. Fra busti, statue e terrecotte dei modenesi Mazzoni e Begarelli, si susseguono centinaia di capolavori pittorici, tra le quali spiccano opere importanti. Dal trittico di Tommaso da Modena, attraverso le tavole quattrocentesche dei modenesi Erri e Bianchi Ferrari, si approda al Cinquecento emiliano con gli affreschi di Lelio Orsi e Nicolò dell’Abate, alle rocche di Scandiano e Novellara e alla famosa Madonna “Campori” del Correggio. La Ferrara del Rinascimento rivive nel Sant’Antonio di Cosmè Tura e nei dipinti di Dossi, di Garofalo e Girolamo da Carpi. La scuola emiliana espone saggi dei Carracci, di Schedoni, Guercino, Tiarini, Bononi, Scarsellino e un Crocifisso di Guido Reni. La scuola veneta è rappresentata dalla Pietà di Cima da Conegliano, Madonna con Bambino e Santi del Tintoretto, un trittico di El Greco, ed opere di Paolo Veronese e del Bassano. Il grande Seicento appare nei “quadri da stanza” della scuola di Caravaggio, nelle nature morte del Cittadini, nei paesaggi del Rosa, nelle pale del Procaccini e del Cerano.
A parole è difficile da rendere l’aria di grandezza che si respira ammirando queste opere.
Se sono riuscita a convincervi, il luogo dell’incontro è al piano terra del Palazzo dei Musei, presso il Book Shop, durata prevista: 1 ora e 30 minuti circa. La prenotazione è obbligatoria. Per maggiori info: http://turismo.comune.modena.it.

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Il Giorno della Memoria

Jerusalem-vashem.jpgIl Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano, che in questo modo ha aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio “giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati”.
Nella nostra città l’avvenimento forse più importante e carico di significato, è stata la restituzione a tempo di record Domenica 23 Gennaio, della stele dedicata alle persone uccise nei campi di sterminio nazisti, danneggiata da un atto vandalico nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio nel parco Vittime dell’Olocausto.
Tra le tante iniziative organizzate in occasione del Giorno della Memoria, una delle più suggestive è certamente “Un treno per Auschwitz“, un viaggio che, da 7 anni a questa parte, porta alcune centinaia di giovani studenti delle scuole superiori modenesi sullo stesso tragitto effettuato tanti anni fa dai deportati che partivano dal campo di concentramento di Fossoli, vicino a Carpi, per raggiungere Auschwitz e gli altri lager nazisti.
Molte le iniziative organizzate a Modena e in provincia, per ricordare ma soprattutto per non dimenticare. In particolare quest’anno si vuole ricordare le figure dei “Giusti fra le nazioni”, coloro cioè che pur non essendo ebrei, hanno messo in pericolo la loro vita per salvarne. Sono otto i modenesi che hanno ottenuto il riconoscimento di “Giusti” dallo Yad Vashem, l’Istituto per la rimembranza dei martiri e degli eroi dell’Olocausto dello Stato di Israele:
giornata_della_memoria10.jpgdon Arrigo Beccari, Odoardo Focherini, Alberta e Sisto Gianaroli, Antonio Lorenzini, Giuseppe Moreali, don Benedetto Richeldi e don Dante Sala. Per ogni “Giusto tra le nazioni” viene piantato un albero, poiché tale pratica nella tradizione ebraica indica il desiderio di ricordo eterno per una persona cara. In memoria di ogni “Giusto tra le nazioni” modenese, è prevista la messa a dimora di una pianta di ulivo alle ore 12 del 27 gennaio in otto scuole della provincia, con cerimonie rivolte agli studenti delle classi prime, alla presenza delle autorità e dei rappresentanti delle Comunità ebraiche.
Nel pomeriggio del 27 gennaio, alle ore 15, verrà inaugurata inoltre una targa commemorativa con i nomi degli otto “Giusti” modenesi nell’atrio del Palazzo della Provincia, in viale Martiri della libertà 34 a Modena. “Intendiamo così creare un luogo simbolico della memoria” (Demos Malavasi, presidente del Consiglio provinciale).
Nella speranza che basti per evitare che si compiano ancora atti così crudeli nei confronti di altri essere umani, discriminati solo in base alla razza.

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Il mistero buffo di Dario Fo (p.s.: nell’umile versione pop)

taetro storchi.jpg«A Dario Fo… che nella tradizione dei giullari medievali fustiga il potere e riabilita la dignità degli umiliati…» (Motivazione dell’Accademia di Svezia per il conferimento del premio Nobel per la Letteratura a Dario Fo nel 1997).

Paolo Rossi lo vediamo spesso in città, e anche con lo spettacolo di sabato 22 gennaio al Teatro Storchi non ha deluso le aspettative.
“Il Mistero buffo di Dario Fo (p.s. nell’umile versione pop)” è la rivisitazione dello spettacolo del 1969 che a Dario Fo, nella versione originale, è valso un Premio Nobel, e che a Paolo Rossi offre il pretesto per continuare nella sua ricerca sul teatro popolare.
Nella versione originale “Il Mistero buffo” è un insieme di monologhi che descrivono alcuni episodi ad argomento biblico, ispirateatromodena.jpgti ad alcuni brani dei vangeli apocrifi o a racconti popolari sulla vita di Gesù. Nell’interpretazione dei misteri, l’attore comico popolare del Medioevo, cioè il giullare, non ridicolizzava o dissacrava la religione, ma smascherava, denunciava le azioni dei potenti e prepotenti, che utilizzavano la religione e il sacro per mantenere privilegi e tutelare i propri interessi. Battendo la strada spianata da Dario Fo, anche Paolo Rossi si trasforma in un moderno giullare, coinvolgendo il pubblico nella rappresentazione, mescolando dialetti e gestualità per dare vita ad uno spettacolo che fa divertire con intelligenza e fa ridere con un retrogusto amaro.
Prima dello spettacolo due rappresentanti dell’ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione, hanno letto un comunicato in cui hanno denunciato la difficoltà da parte della fondazione di mantenere aperti tutti i teatri della regione e garantire le serate e la ricerca culturale portata avanti negli ultimi dieci anni, a causa dei tagli operati dall’attuale governo. Discorso ripreso d
a Paolo Rossi alla fine dello spettacolo, che ha proposto come azione non lo sciopero “del lunedì” ma l’ingresso gratuito ai teatri, perché sarà anche vero che con la cultura non si mangia, ma aiuta ad apprezzare meglio quello che infiliamo in bocca.

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Colleziosa, Expo Elettronica e Photo-Cine-Video

expo_modena.jpgAbituata a cambiare casa e latitudini spesso, rimanere abbastanza a lungo nello stesso luogo mi sta regalando la sicurezza della ciclicità del tempo e delle stagioni, simili a se stesse, ma mai uguali. Iniziare poi a scrivere su questo blog della città di Modena, mi ha permesso di riflettere su quanto sia piacevole poter raccontare di cose belle che accadono in città, e che a distanza di un anno tornano. E io sono ancora qua, ad aspettarle, e a raccontarle. E soprattutto a partecipare.
Sabato 22 e Domenica 23 gennaio a ModenaFiere (Viale Virgilio) torna l’appuntamento con gli appassionati di elettronica, informatica, collezionismo, fotografia e videoriprese. Con un unico biglietto si possono visitare 3 mostre mercato: Expo Elettronica, manifestazione dedicata agli esperti di elettronica e informatica, Colleziosa, l’evento che si occupa di collezionismo, curiosità e modellismo, e infine Photo Cine Video, che propone apparecchiature ed accessori per la fotografia e le videoriprese.
L’anno scorso ad Expo Elettronica l’oggetto dei desideri erano gli elicotteri radiocomandati, di tutte le misure e per tutte le tasche. E poi ho trovato la borsa per il mio mac dopo due mesi di (inutile) ricerca. A Colleziosa invece abbiamo rivolto tutta la nostra attenzione ai vecchi numeri di Dylan Dog, che il numero 1 ha bisogno di buona compagnia.
La novità quest’anno sarà visitare l’area Photo Cine Video, la mostra mercato dedicata agli appassionati di fotografia e di videoriprese, dove poter acquistare e permutare macchine e attrezzature nuove, usate e da collezione, digitali e tradizionali. Tra gli accessori è possibile trovare fitri per ogni tipo di effetto speciale, grandangoli, custodie di ogni foggia e dimensione. Leggo da programma che accanto all’esposizione commerciale vengono allestite due sale pose con modelle, una ad accesso gratuito e aperta a tutti ed una Photoglamour per foto di nudo artistico, riservata ai maggiorenni, a pagamento e su prenotazione. Entrambi i set permetteranno ai fotografi di mettere alla prova la propria creatività, con a disposizione modelle, set ed impianti luci professionali.
L’accesso al pubblico è dalle 9 alle 18. Il biglietto intero di ingresso costa 9 euro, sul sito di Blunautilus (www.blunautilus.it) è possibile scaricare un coupon per l’ingresso ridotto.
Alle ore 21 di sabato 22 gennaio al Teatro Storchi i fortunati possessori di un biglietto (anche se in piccionaia), potranno vedere lo spettacolo di Paolo Rossi “Il mistero buffo di Dario Fo”…poi ve lo racconto.

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Una montagna di balle

balle.jpgGomorra è stato uno di quei libri che una volta letta l’ultima pagina e chiusa la quarta di copertina, mi ha lasciato dentro un senso di colpevolezza mista a collaborazionismo. Analizzando il mio comportamento ho preso coscienza di quanto del mio stile di vita aiuti la malavita organizzata, e di quanto sia difficile poter fare qualcosa per evitare di essere complici di un sistema, di “quel sistema” (e chi ha letto Saviano sa di cosa sto parlando).
Per chi si fosse perso la puntata di “Vieni via con me” in cui Saviano ha raccontato dell’emergenza rifiuti attraverso la sua esperienza e le sue ricerche, ed è interessato ad approfondire l’argomento, giovedì 20 gennaio alle 21.30 sarà proiettato alla Tenda di Viale Molza il docufilm di Nicola Angrisano “Una montagna di balle”, autoprodotto da InsuTv (telestreet no-profit creata dai movimenti napoletani), con la voce narrante di Ascanio Celestini.
Per sei anni un gruppo di videomakers ha documentato l’emergenza rifiuti in Campania al fine di svelare ingranaggi e individuare responsabilità di quindici anni di gestione straordinaria.
Sarà l’occasione per raccontare dell’assalto ai fondi pubblici, del boicottaggio della raccolta differenziata, delle collusioni con le ecomafie, sarà l’occasione per riflettere insieme a chi si interroga seriamente sulla possibilità di proporre delle alternative che facciano bene alla Campania, ma in realtà a tutto il paese, perché troppo spesso c’è chi si dimentica che anche quella è Italia.
La visione del documentario è aperta a tutti ed è gratuita. Nel frattempo vi lascio con il trailer del docufilm. Buona visione.

 


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Fiera di Sant’Antonio Abate a Modena

santantonio.jpgCome da tradizione 15 giorni prima dei festeggiamenti del santo Patrono, a Modena si festeggia Sant’Antonio Abate, il protettore degli animali domestici. E oggi 17 gennaio Modena renderà omaggio a questo Santo con le consuete usanze fra sacro e profano.
Come avevo raccontato l’anno scorso, probabilmente l’abitudine di rendere grazie a questo Santo deriva dalle radici contadine di questa terra. Sant’Antonio è considerato il protettore degli animali domestici, tanto da essere solitamente raffigurato con accanto un maiale che reca al collo una campanella. La tradizione deriva dal fatto che l’ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali all’interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere gli ammalati colpiti dal fuoco di Sant’Antonio. I maiali erano nutriti a spese della comunità e circolavano liberamente nel paese con al collo una campanella.
Il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del santo. A Modena la benedizione degli animali domestici avviene nella chiesa della Beata Vergine delle Grazie, in via Sant’Agostino, all’altare vengono portati cani, gatti, carini nelle loro gabbie, conigli.
Immancabile la fiera di Sant’Antonio con le sue bancarelle che occuperanno dalle 8.30 alle 20.00 piazza Sant’Agostino, piazzale Erri, piazza Grande, via Emilia centro, piazza Muratori, piazza Matteotti, piazza Mazzini, corso Canalchiaro, corso Duomo, corso Canalgrande, via Università, via Castellaro, via Scudari, via Canalino, piazzale San Francesco e calle di Luca.
La cosa che trovo curiosa è che in questa città San Geminiano sarà anche il Santo Patrono, a cui è intitolata anche la cattedrale, ma è in buona compagnia con Sant’Antonio Abate e il suo compatrono Sant’Omobono.

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“Mòdna in dal còr” e “Libertà l’è morta”

laghirlandina.jpgSono affascinata dai dialetti, le lingue di transizione fra il latino e l’italiano. Li definirei quasi un’anomalia, e lo sparire dei dialetti solo il naturale processo di disuso, dovuto al loro minore utilizzo.
Ma ai nostri dialetti siamo affezionati, e li trattiamo come patrimoni da recuperare, salvare e tramandare. A Modena, fra le altre, abbiamo la corale “La Ghirlandèina” che sta cercando di recuperare quei canti che vanno scomparendo ma che sono un’importante testimonianza culturale del nostro passato. Il repertorio del coro attinge al folklore italiano, in particolare quello dialettale modenese. La corale è nata nel 1982 nell’ambito delle attività socio culturali dei Comitati Anziani S. Agnese/Buon Pastore, prendendo il nome dalla torre campanaria della città di Modena. Da un numero iniziale di pochi elementi si è passati agli attuali 35 coristi, misto a voci maschili e femminili, ed il loro repertorio è disponibile anche in CD, il primo pubblicato nel 2003 porta il nome del gruppo, il secondo pubblicato nel 2009 si chiama “Mòdna in dal còr”.
L’occasione per poterli ascoltare dal vivo è Sabato 15 gennaio 2010 quando terranno il loro tradizionale concerto dedicato agli ospiti dell’Istituto Charitas e alle loro famiglie, aperto a tutta la cittadinanza. Il concerto si terrà presso l’Istituto della Charitas (Strada Panni 199) alle ore 16.Benozzo.jpg
Vi ricordo anche che presso La Tenda alle ore 21.30, sarà di scena l’arpista e cantautore modenese Francesco Benozzo, finalista al Premio Tenco 2009, che farà ascoltare il nuovo concerto di canti libertari di fine ‘800. Il recital, intitolato “Libertà l’è morta”, ripercorre momenti significativi della vena anarchica del canto popolare italiano. Tra i brani arrangiati per arpa e voce solista ci sono classici della tradizione anarchica (da “Addio a Lugano” di Pietro Gori al ciclo epico-narrativo su Sante Caserio), canti meno noti (“L’inglesa”, “Ratto al ballo” e altri) e un paio di brani d’autore tratti dagli ultimi lavori discografici del cantautore.
Un fine settimana all’insegna della buona musica alternativa.

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Non adatto ai deboli di stomaco

stomaco.jpg– Ma io non voglio essere digerito!- urlò Pinocchio, ricominciando a piangere.
 -Neppure io vorrei essere digerito! – soggiunse il Tonno – ma io sono abbastanza filosofo e mi consolo pensando che, quando si nasce Tonni, c’è più dignità a morir sott’acqua che sott’olio?…- – Scioccherie! – gridò Pinocchio. -La mia è un’opinione – replicò il Tonno – e le opinioni, come dicono i Tonni politici, vanno rispettate! – – Insomma… io voglio andarmene di qui…Io voglio fuggire… -
Fuggi, se ti riesce! –

Carlo Collodi – Pinocchio

A Modena l’assessorato alle Politiche Giovanili del Comune ha dedicato un posto ai giovani, lo ha chiamato “la Tenda” e dal 1999 organizza eventi culturali rivolti essenzialmente a loro.
All’inizio era un vero e proprio tendone, dal 2002 è diventato uno spazio stabile, al Novi Sad, all’incrocio fra Viale Monte Kosika e Viale Molza. Spesso ne ho parlato in queste pagine, perché credo che sia uno di quei posti dove si può respirare creatività ed arte fuori dagli schemi. E anche questo nuovo anno La Tenda apre con un programma che intende accompagnare il giovane pubblico in un percorso di riflessione tra memoria storica e problematiche di attualità.
Gli appuntamenti del 2011, tutti gratuiti, iniziano giovedì 13 gennaio (ore 21.30) con la proiezione della pellicola cinematografica di Matteo Garrone “Primo amore”, storia di un amore morboso che si trasforma in un gioco al massacro per Sonia, alle prese con disturbi alimentari, e Vittorio che vorrebbe modellare il suo corpo come fa con l’oro.
Venerdì 14 gennaio alle 21.30 protagonista della serata “crampidistomaco letture” saranno Vincenzo Malara e Luca Lolli che firmano l’appuntamento di reading, vision, music and acting dedicato al testo “Persi nel vuoto”. A metà tra horror e thriller, fantascienza e mystery, “Persi nel vuoto” era stato originariamente pensato come libro formato da cinque racconti ambientati in un’America cupa e desolata; poi Malara sceglie di fondere i racconti in una storia unica, con una tecnica quasi cinematografica. La serata vedrà anche de Lord al piano e Tiziano Salgarelli al flauto, le immagini di Luca Lolli e Francesca Pradella e la performance di Giuliana Grenzi e gli attori “No Face”.
Sabato 15 gennaio alle ore 21.30, sarà di scena l’arpista e cantautore modenese Francesco Benozzo, finalista al Premio Tenco 2009, che porta alla Tenda il nuovo concerto di canti libertari di fine ‘800. Il recital, intitolato “Libertà l’è morta”, ripercorre momenti significativi della vena anarchica del canto popolare italiano. Tra i brani arrangiati per arpa e voce solista ci sono classici della tradizione anarchica (da “Addio a Lugano” di Pietro Gori al ciclo epico-narrativo su Sante Caserio), canti meno noti (“L’inglesa”, “Ratto al ballo” e altri) e un paio di brani d’autore tratti dagli ultimi lavori discografici del cantautore.
Direi che è un ottimo inizio.

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Imparare a scrivere un soggetto per il cinema

uomo_fiammifero_11.jpgSe si digita su un qualsiasi motore di ricerca “come si scrive un soggetto per il cinema” vengono visualizzate centinaia di pagine con consigli pratici, e anche pagine scritte da persone del mestiere che svelano trucchi e metodi.
Quali ingredienti servono per fare un soggetto? Quanto deve essere lungo un soggetto? In quale tempo verbale si scrive un soggetto? Chi fa narrativa non è un buon scrittore di soggetti cinematografici. Chi scrive per il cinema pensa per immagini, deve mostrare, non raccontare.
A Modena sabato 5, sabato 12 e sabato 19 febbraio 2011 presso “Fusorari cibi & Viaggi” in Piazzale Torti, si terrà un workshop di 20 ore di lezione per imparare a scrivere una sceneggiatura “Scrivere un soggetto per il cinema”.
Dal sito: “Ogni storia è potenzialmente una storia di successo, basta conoscere la miscela delle emozioni. Qualunque film di successo tiene viva l’attenzione dello spettatore per almeno novanta minuti senza perdere colpi. Qualunque storia di successo è frutto di un sapiente dosaggio delle emozioni. Esistono dei metodi, che costringono l’attenzione del pubblico a restare accesa, rendendo il racconto appassionante. Il segreto sta nella struttura del racconto, sia esso per immagini o letterario. Da Via col vento a Pulp Fiction, dai 400 colpi ad Avatar tutti contengono una struttura che emoziona e appassiona durante il corso della storia. Il corso che proponiamo mira a svelare i segreti della struttura e a studiarli in modo da renderne padroni i partecipanti. Attraverso l’analisi dei maggiori film di successo, e dei metodi di scrittura che li hanno generati, scopriremo quando e come devono essere introdotti gli elementi essenziali del racconto, fino ad arrivare a scrivere una storia che potrà diventare un soggetto per il cinema.
Il corso, dunque, intende fornire le basi per la costruzione e la scrittura di un soggetto per il cinema. I soggetti prodotti nell’ambito del corso saranno sottoposti ad editor di case di produzione.” Termine per le iscrizioni 29 gennaio 2011.
Per maggiori informazioni www.fusorari.it.

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