Pive nel sacco

pivari foto piccola 2.jpgUltimo appuntamento in Piazza della Pomposa con”Tradizioni in Pomposa: canti, balli e musiche tradizionali del modenese”.
Martedì 31 Agosto chiude la rassegna il gruppo “Pive nel sacco”, un gruppo folk che propone musiche antiche e di tradizione popolare al suono della piva.
Dimenticata per decenni, la piva emiliana è stata ora riscoperta e ricollocata all’interno della grande famiglia europea delle cornamuse. Dalla Scozia alla Galizia, dai paesi dell’Est fino al nostro Appennino, la cornamusa è uno degli strumenti più diffusi in tutto il continente e conosciuta con svariati nomi e differenti forme.
Nel canto popolare emiliano si sentono varie influenze derivate dai canti più diffusi nell’Italia settentrionale, del tipo corale, lirico, a ballo, e da quelli comuni invece nelle regioni centrali e meridionali, legati alle forme dello strambotto e dello stornello. 
Secondo la relativa diffusione dei diversi tipi di canto si possono tracciare due grandi categorie: la sezione montanara, dove emerge il genere di canzoni a ballo in tono maggiore, e la sezione della pianura dove al contrario è vivo il culto per le malinconiche e ariose cante in coro, in tono minore.
Circa l’evoluzione storica di questi canti popolari, si riconosce fin dal primo periodo una prevalenza per le canzoni storiche, romanzesche e domestiche, canzoni religiose, canti alla boara, stornelli e romanelle.
Il genere strumentale conta pure parecchi tipi di danza su melodia di gusto settecentesco.
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Ho dato uno sguardo al blog delle Pive nel sacco (che potete trovare all’indirizzo http://pivenelsacco.blogspot.com/) e ho letto che sono due i filoni che guidano la composizione del repertorio: da un lato i balli staccati (gighe, manfrine) e i canti della tradizione emiliana, dall’altro brani del periodo rinascimentale e barocco adattati alle sonorità e alle potenzialità della piva. Il gruppo può arricchire la proposta basata sull’uso delle sole pive inserendo altri strumenti della tradizione popolare emiliana, organetto diatonico, ocarina, chitarra, piffero, flauti.
Pivenelsacco nasce nell’ambito della scuola di Musica Popolare di Nonantola diretta da Fabio Bonvicini e dall’interesse degli allievi e di alcuni amatori della piva Emiliana.
Quattro appuntamenti in questo mese di agosto 2010 per mi hanno aiutato a conoscere meglio le tradizioni emiliane.

Fine settimana a Ponte Alto

dario-vergassola.jpgCon la Festa del PD in programma fino al 20 settembre le occasioni di svago serale non mancheranno di sicuro. E questo fine settimana inizia nel modo migliore.
Stasera venerdì 27 agosto in programma il concerto di Eugenio Finardi. Per i nostalgici, ma anche per chi vuole ascoltare un vero cantautore.
Eugenio Finardi “Il Ribelle”. Fa sorridere oggi questo stereotipo di trent’anni fa.
Eppure, a ben vedere, è ancora l’aggettivo più calzante per questo Artista eternamente controcorrente, imprevedibile, insofferente alle banalità e ai luoghi comuni.
Dai suoi Classici degli inizi ad “Anima Blues” che tante soddisfazioni gli ha dato, dal trascendente “Il Silenzio & lo Spirito” alla struggente melodia del Fado, senza dimenticare le sue toccanti interpretazioni di Battisti, Battiato, De Andrè. Ascoltando le sue canzoni si scopre come Finardi sia stato sempre, nei fatti e pagando di persona, veramente ribelle alle regole dell’industria come a quelle dell’alternativa istituzionalizzata per seguire una visione musicale e una cifra stilistica che ne fanno un vero caposcuola della canzone rock d’autore italiana.finardi2.JPG
Spirito profondamente libero nelle idee e perciò isolato in un paese di cordate, clan e circoli di potere, Eugenio ha sempre avuto come unica bussola l’amore per la Musica che per lui, non credente, è l’accesso privilegiato dell’Uomo all’Assoluto, il modo per sentire emotivamente, fino alla commozione e perfino alla trascendenza, le leggi matematiche che regolano il Cosmo.(fonte)
Sabato 28 agosto niente musica, alle 21 all’Arena del Lago a Ponte Alto va in scena lo spettacolo di Dario Vergassola “Sparla con me”. Dopo i successi televisivi di “Parla con Me”, l’irriverente comico di La Spezia (città dove, a suo dire, “l’unico locale aperto di notte è il bancomat”) racconterà i momenti più esilaranti dei suoi tanti incontri, per raccontare di sé e delle donne e di tanti altri aspetti della vita, in un gioco teatrale all’insegna del divertimento e della spensieratezza. Il personaggio dello sfigato che ammalia con la parola lo ricordo già dal Maurizio Costanzo Show, e anche se a volte ammetto di essermi addormentata, a “Parla con me”, il programma di RAI3, aspettavo sempre le sue interviste impossibili ai malcapitati seduti sul divano rosso. Divano rosso su cui mi farei intervistare anche io molto volentieri (ma questo l’ho già raccontato).

“L’uguaglianza fa la differenza”: Festa del PD 2010

Festa_PD.jpgUna bolognese qualche giorno fa mi ha detto che “noi” modenesi abbiamo solo la Festa dell’Unità di cui vantarci, perché è l’unica cosa che c’è in città. Nonostante non sia modenese la sua affermazione mi ha dato fastidio e mi sono sentita in dovere di difendere la città e anche la sua Festa dell’Unità, che si chiama ancora Festa del PD, e che ogni anno torna puntuale a chiudere l’estate modenese.
Quest’anno in zona Ponte Alto si può ritrovare la rodata formula politica+gastronomia+cultura+spettacolo dal 26 agosto al 20 settembre.
Slogan scelto quest’anno “L’uguaglianza fa la differenza” e mi sono chiesta a cosa dovremmo assomigliare per essere diversi da chi?
Una certezza è il programma che propone spettacoli musicali e teatrali completamente gratuiti, tranne il concerto di Carmen Consoli la sera di mercoledì 8 settembre (al costo di € 15). Sempre a proposito di musica il 27 agosto salirà sul palco Eugenio Finardi. Giovedì 10 settembre i Deus. Il 10 settembre i Modena City Ramblers. L’11 settembre Goran Bregovic e la sua orchestra per i matrimoni e i funerali. Mercoledì 15 settembre la BandaBardò.
Come in tutte le edizioni della Festa del Pd (che fatica chiamarla così) gli spettacoli teatrali sono di puro intrattenimento comico. Ci saranno Dario Vergassola sabato 28 agosto, il 4 settembre Giobbe Covatta, Paolo Villaggio il 7 settembre, Teo Teocoli giovedì 16 settembre.
Spettacolo di fuochi d’artificio in apertura e in chiusura festa.
Del calendario politico segnalo l’incontro con Pier Luigi Bersani il 18 settembre. Chiude Dario Franceschini, ospite l’ultima sera, il 20 settembre.
Per il centro destra, il 14 settembre è atteso il ministro agli Affari generali Raffaele Fitto in un confronto con il presidente regionale Vasco Errani.
E poi i ristoranti con il menù tradizionale, la piadina, le crepes con la nutella e i waffel. I baracconi, lo zucchero filato, i giochi per i bimbi e le occasioni di svago e di shopping.
Il programma completo lo potete trovare all’indirizzo http://festa.pdmodena.it/ e a differenza dell’anno scorso, non continuerò la polemica sul nome che non c’è più. Tanto io continuerò a chiamarla “Festa dell’Unità”.

Va in scena il crimine

festivalnoir.jpgIl genere noir (dalla parola francese nero) rappresenta il lato oscuro della realtà.
Particolarmente calzante la definizione data da Giorgio Gosetti, giornalista, critico cinematografico, patron del Noir in Festival di Courmayeur: “Il noir non è un genere. È un colore, uno stato d’animo, una sensazione. Il noir più che indicare un genere specifico designa un tono generale, una serie di motivi, un insieme di sottogeneri”.
Il noir nel cinema raggruppa tutti quei film in cui il protagonista principale non è il cadavere, ma il delitto, racconta della psicologia criminale e la figura chiave è il detective, spesso una figura cinica disposta ad usare gli stessi mezzi dei criminali per raggiungere i propri scopi.
Quattro giorni da brivido dal 26 al 29 agosto per gli appassionati del genere noir a Finale Emilia (solo una trentina di chilometri da Modena), dove va in scena la quarta edizione del “Festival Noir” fra cinema, letteratura e musica.
Si apre la sera di giovedì 26 agosto alle 21 presso il Giardino di Villa Finetti con la proiezione dei due film di Dario Argento “L’uccello dalle piume di cristallo” (1970) e “Il gatto a nove code” (1971).
Il festival prosegue venerdì 27 agosto alle 18.30 con l’inaugurazione presso i Sotteranei del Castello delle Rocche della mostra di pittura “Arte Nera”, a cura del “Club delle Arti”.
Alle 21 presso il Giardino di Villa Finetti intervengono i primi due scrittori, Barbara Baraldi e Francesco Barbi.
La seconda giornata del festival si conclude alle 22.15 presso il Cortile ex scuola materna, dove va in scena la “serata con delitto”, uno spettacolo teatrale in due atti intitolato “La banca della morte”, a cura della Compagnia “Quelli che il delitto”. La partecipazione all’evento è gratuita ma l’iscrizione è obbligatoria (tel. 0535.788179).
Sabato 28 agosto la Notte è Nera e tutta al femminile. Si inizia alle 19.30 presso il Cortile dell’ex scuola materna con un aperitivo letterario in compagnia delle scrittrici emergenti Arianna e Selena Mannella, gemelle autrici a quattro mani dei romanzi “Il gioco beffardo del destino” e in precedenza “Tra di noi, il mare”, vincitore del Booktrailers Fest 2009.
Segue alle 21 la presentazione dell’antologia “Alle signore piace il nero”, con l’intervento di Donatella Diamanti, Daniela Losini e Licia Giaquinto, ovvero 3 delle 14 autrici che hanno partecipato a questa pubblicazione dedicata a storie di delitti, crimini e misfatti al femminile.
La Notte Nera prosegue alle 22.30 con il concerto intitolato “Anima femminile in musica”, in cui Alessandra Gelfini al pianoforte e Michaela Bilikova Bozzato al violino eseguono brani di Clara Wieck Schumann, Lili Boulanger, Cecile Chaminade e Germaine Tailleferre.
La Notte Nera si conclude a mezzanotte al castello con un omaggio alla grande poetessa e scrittrice milanese Alda Merini, recentemente scomparsa. In programma lo spettacolo “Poesia spartita”, interpretato da Mara Redeghieri, ex cantante del gruppo rock alternativo Ustmamò scioltosi nel 2003, con accompagnamento musicale di Nicola Bonacini al contrabbasso. Al termine è prevista una “colazione” a lume di candela.
L’ultima giornata del festival, domenica 29 agosto, si apre alle 18.30 presso il Giardino di Villa Finetti con la presentazione dell’ultima fatica letteraria di Raul Montanari, il romanzo “Strane cose, domani”, definito dallo stesso autore un “post noir”.
Gli ultimi due appuntamenti del festival focalizzano l’attenzione sull’Emilia Romagna e i suoi misteri. Alle 21 presso il Cortile dell’ex scuola materna intervengono gli autori Claudio Bartolini e Ruggero Adamovit per presentare il libro “Il gotico padano. Dialogo con Pupi Avati.” (Le Mani Editore), con la partecipazione dell’attore Lino Capolicchio. Il volume indaga sulla cinematografia del regista bolognese, in particolare su quella serie di film che caratterizzano questo filone “gotico padano”, così come definito dagli stessi autori, ovvero “La casa dalle finestre che ridono” (1976), “Zeder” (1983), “L’arcano incantatore” (1996) e il recente “Il nascondiglio” (2007), in cui Avati trasfigura i propri luoghi d’infanzia fino a renderli fabbriche di terrore, contenitori di ossessioni e raccapriccianti segreti.
Il festival Noir 2010 si conclude alle 22.30 presso i Sotterranei del Castello con la presentazione del libro “Emilia Romagna misteriosa” (Castelvecchi Editore), alla presenza dell’autore Matteo Bortolotti e con accompagnamento musicale a cura di Ian Zulli alla chitarra. Tra luoghi consacrati al culto del maligno e monumenti esoterici, Emilia Romagna Misteriosa racconta storie di luoghi infestati da fantasmi, narra le vicende degli amanti del Castello Estense, le avventure della fata Bema di Montechiarugolo e spiega i misteri dei 666 archi di Bologna. Si tratta di una guida anomala fatta di racconti sorprendenti, spesso sconosciuti agli stessi abitanti della nostra regione.

I ludi di San Bartolomeo

castelloformigine.jpgChe la città di Modena non me ne voglia a male se per questo fine settimana segnalo un evento che non si svolge nelle vie della città degli Estensi, ma in quelle più strette, ma non meno antiche, del paese in provincia di Modena, a Formigine.
Il 24 agosto festeggia il Santo Patrono San Bartolomeo, ma il programma dei Ludi inizia domenica 22 agosto in mattinata con l’apertura del mercato medievale, delle arti e degli antichi mestieri. Novità di quest’anno è l’esposizione di antiche macchine da tortura. Nel pomeriggio si svolge il Palio delle Contrade e alle 19 apre la Taverna del Gufo con menù medievale. Alle 21 va in scena la commedia dialettale dal titolo “A val dam nueter al medioevo”, a cura dell’associazione di storia locale Ezechiello Zanni. La commedia, in 4 atti intervallati da “zirudeli”*, descrive la fondazione delle chiese di San Bartolomeo e di San Rocco, la storica battaglia di Sanguineto, le armi al castello e infine il corteo nuziale di Marco Pio, Signore di Formigine, sposatosi nel 1587 con la bellissima Clelia Farnese.ludi_sanbartolomeo.jpg
Lunedì 23 agosto, alle 19, riapre la Taverna del Gufo e dalle 21 sono in programma danze medievali e rinascimentali per ricordare il matrimonio di Marco Pio.
Martedì 24, giorno di San Bartolomeo, in mattinata viene allestito di nuovo il mercato medievale, delle arti e degli antichi mestieri. Alle 10 è prevista la celebrazione della Santa Messa nella chiesa parrocchiale. La Taverna del Gufo resta aperta sia per il pranzo, sia per la cena. Nel pomeriggio si svolgono cortei in costume, lotte di armati, dimostrazioni di arcieri, giocolieri e artisti di strada. Alle 21 si esibiscono trampolieri e mangiafuoco con la Compagnia del Ramino e poi alle 23 la conclusione dei Ludi di San Bartolomeo con l’assalto e l’incendio del castello, uno spettacolo pirotecnico con fuochi d’artificio, frecce incendiarie e accompagnamento musicale, nella splendida cornice del maniero medievale.

*prendono il nome di “zirudeli” le poesie tipiche della zona emiliano-romagnola, il cui tema principale è strettamente legato alla Romagna, al suo territorio, alle sue tradizioni o alle curiosità che la caratterizzano.

Ancora abbandoni

image.do.gifNemmeno le campagne di sensibilizzazione che si vedono affisse ai lati della strada o che passano in televisione riescono a dissuadere le persone a maltrattare o ad abbandonare gli animali. L’anno scorso, sempre nel mese di agosto, anche io avevo dato il mio piccolo contributo scrivendo la storia di gatto Eddie, adottato al gattile, che da 8 anni fa parte della mia vita. Anche quest’anno mi tocca leggere sulle cronache della città, che a Modena sono stati salvati 5 gattini gettati in un secchio nell’immondizia (vergogna).
Eppure a Modena ci sono ben due rifugi per il gatto pronti ad accogliere i felini più sfortunati, di cui avevo parlato l’anno scorso. E in via Pederzona a Magreta trovate anche il  canile e gattile intercomunale, promosso dai comuni di Fiorano, Formigine, Maranello e Sassuolo, “Punto e Virgola”. DSCF8050.JPG

Su Facebook si possono trovare le foto dei cani e dei gatti in cerca di una casa e di un po’ di coccole, oppure le foto degli animali adottati che attraverso le parole dei loro nuovi padroni, ringraziano di tutto i volontari che lavorano all’interno della struttura. Se volete dare un’occhiata cliccate sul link seguente http://www.facebook.com/group.php?gid=97568527263 oppure nel periodo estivo (dal 1 maggio al 31 ottobre) potete trovare i volontari il lunedì, martedì, mercoledì e venerdì: 16.30/18.30
sabato: 9.30/12.30 e 16.00/19.00, la domenica: 9.30/12.30.
Nel periodo invernale (dal 1 novembre al 30 aprile) il lunedì, martedì, mercoledì e venerdì: 14.30/17.30, sabato: 9.30/12.30 e 14.30/17.30, domenica: 9.30/12.30.
Il sabato pomeriggio sono ben accetti persone volenterose che vogliono dare una mano.
Per info e per segnalare casi di abbandono o maltrattamenti
Tel. 059 512807 – Fax 059 5139267
Solo per animali vaganti feriti o incidentati: 331 4813434.

Mondine di Novi in piazza della Pomposa

mondine.jpgSe vi è piaciuto il film “Di madre in figlia” proiettato a gennaio a Modena, o peggio, se ve lo siete perso, non potete perdere la possibilità di ascoltare il coro delle “Mondine di Novi”.
Martedì 17 Agosto nell’ambito della rassegna “Tradizioni in Pomposa: canti, balli e musiche del modenese”, dalle 21 in Piazza della Pomposa il coro delle mondine porta in piazza una tradizione tutta modenese, con il suo dialetto e il suo passato recente.
Nel post scritto nel mese di gennaio, in occasione della proiezione del documentario di cui sono protagoniste, avevo citato anche il famoso film di De Santis “Riso amaro”, un film che le mondine di Novi le fa arrabbiare solo se lo nomini. Perché, come racconta nel documentario Diva, “non è vero che noi dopo si andava a ballare, come fa la Mangano. Noi non si spendeva nulla di quello che ci dava il padrone. Portavamo a casa la campagna intera”. La campagna, era la paga. Per sopportare questo, le mondine cantavano. Ma a Sanremo non ci sarebbero andate, “per andare a Sanremo bisogna dar via la frittola”, come diceva una di loro con una voce bellissima.
Basta ascoltarle per provare come suona oggi la parola “padrone” se uno la canta. E per rivedere un mondo: le biciclette, i campi in fiore, gli uomini gobbi che loro non avevano voglia di sposare. Forse anche un po’ di quella rabbia utile con cui hanno vissuto e cantato cinquant’anni fa. Utile perché il diritto di lavorare otto ore, non di più, non se lo sono conquistato gli operai di Friburgo ma le mondine delle risaie. Per loro è stato fatto il primo contratto di lavoro per otto ore e basta. “Se otto ore / vi sembran poche / provate voi a lavorar / E troverete / la differenza / di lavorare e di comandar”. Non è un caso se la loro canzone più conosciuta dice proprio così.

Gran Festa Popolare di Ferragosto

festapopolareferragosto.jpgContiamoci. Quanti di noi in questo fine settimana di Ferragosto rimane in città?
“Sono sempre più numerosi i modenesi che rimangono in città nel mese di agosto e la festa offre loro una serata piacevole all’insegna della musica, dell’intrattenimento e delle tradizioni del nostro territorio”, commenta l’assessore comunale alla Cultura Roberto Alperoli. La festa è stata organizzata ai Giardini Ducali. Dalle 20 inizia la “Gran Festa Popolare di Ferragosto”, non sarà come una festa sulla spiaggia, e i gavettoni sono vietati, i falò non sono permessi, ma per chi è rimasto in città bisogna anche accontentarsi.
Si parte alle 20 con la cena gratuita offerta da Casa Modena a base di gnocco fritto e cotechino (bevande e cocomero si potranno acquistare a prezzi popolari). La serata proseguirà alle 21.15 con immagini, parole e musiche in compagnia del fotografo Beppe Zagaglia e dei suoi amici. Con Zagaglia “alla regia”, si alterneranno sul palco Jolanda Battini, Benedetto Benedetti, Franco Bisi, Claudio Camola, Giuseppe Di Genova, Dino Fiorini, Giancarlo Montanari e Vanna Panciroli, che proporranno canzoni, sonetti, scenette e storie popolari in italiano e dialetto modenese. Sarà anche l’occasione per ricordare Riccardo Pellati, giornalista e poeta dialettale scomparso. A intervallare al pianoforte i contributi e ad accompagnare la proiezione delle fotografie di Beppe Zagaglia, sarà il maestro Pippo Casarini, autore della celebre canzone “44 gatti”, premiata allo Zecchino d’oro nel 1968.
Dalle 23.15 la festa continuerà con il Claudio Messori jazz quartet, frutto dell’incontro di quattro tra i più significativi musicisti italiani impegnati in un repertorio jazz, che spazia dal lirismo intimista di Bill Evans alla bossa nova di Jobim da Coltrane fino a brani di loro composizione. A guidare il quartetto il saxofonista Claudio Messori che, dopo essersi diplomato in clarinetto ha intrapreso lo studio dell’armonia e della composizione per poi dedicarsi totalmente al jazz tra attività concertistica e didattica. Sarà accompagnato da Gian Marco Gualandi al pianoforte, arrangiatore di fama nazionale che collabora da anni con la Rai e con prestigiose istituzioni musicali, Enrico Lazzarini al contrabbasso, strumentista che ha suonato con grandi personaggi del panorama jazzistico italiano, e Gian Luca Nanni, batterista, che vanta collaborazioni con i maggiori jazzisti italiani e stranieri.
E non dimenticate di fare un salto alla pasticceria Dondi che anche quest’anno sfornerà il “Panettone di Ferragosto”.

Via Emilia Centro

posta(3).jpgChe l’ufficio postale di Via Emilia Centro si sposterà più all’interno, nei locali che per anni sono stati occupati dal cinema Splendor, è cosa nota da un po’ di tempo. La sua destinazione finale è però una sorpresa anche per me. Pare che la palazzina di tre piani e mezzo, quella di fronte ai portici del collegio, sarà trasformata in un centro commerciale “non alimentare”.
Una parte è già stata acquistata da una nota catena di abbigliamento (che a Modena e provincia manca completamente), mentre gli altri locali verranno ceduti a vari negozianti. Sembra che per consentire allo stabile di trasformarsi in un centro commerciale di tre piani il comune ha dovuto variare il regolamento urbanistico, che in centro vietava la costruzione di fabbricati adibiti a commercio alti più di un piano. In realtà sono già presenti in centro un paio di negozi con un secondo piano. Niente di paragonabile ad un vero e proprio centro commerciale, ma qualcosina di più grande di un “semplice” negozio a piano terra a Modena esiste di già.
Come tutte le novità potrebbe questa scelta potrebbe essere guardata con sospetto dagli altri negozianti del centro, preoccupati dall’arrivo di una nuova concorrenza. Invece io credo che potrebbe essere il campanello della sveglia di un centro sonnacchioso e con pochi stimoli. Nulla di quello che si trova in centro è esclusivo, o attraente oltre ogni limite, da far venire voglia di tornare. Quello che dovrebbe fare più paura è la concorrenza dei negozi che lontani dal centro, mirando ad un target ben definito, riescono a fidelizzare la clientela, anche solo con commesse più gentili e sorridenti. L’ultima mercoledì: sono uscita con una mia amica, non eravamo in vena di shopping ma siamo entrate in un negozio di scarpe con saldi da urlo. Il tempo di varcare la soglia e di guardarci intorno, facendoci strada fra le molte clienti, che una delle commesse (o la proprietaria, non fa differenza) ci ha apostrofato in maniera poco cortese che c’era molto da aspettare perché era pieno. Non avevamo detto nulla, non avevamo chiesto nulla, avevamo solo espresso il nostro giudizio positivo su di un paio di sandali. E purtroppo non è la prima volta che inciampo in questo genere di persone.
Comunque per una shopaolic come me, che a fine mese guarda con ansia le transazioni bancomat sperando che il plafond non sia esaurito, la notizia di nuovi negozi in centro è una nota positiva. Spero così di potermi rivolgere più spesso alla mia città per soddisfare la mia mania di acquisti, e che aiuti Modena a diventare punto di riferimento anche per chi abita nelle città vicine.

Tradizioni in Pomposa: i Viulan

Viulan.jpgPiazza della Pomposa a Modena prende il nome dalla chiesa dedicata a Santa Maria della Pomposa,  un tempo dipendenza della più nota Abbazia di Pomposa, presso Comacchio, fondata nel IX secolo.
Fu prevosto dell’abbazia Ludovico Antonio Muratori, che dimorò nell’attigua canonica della chiesa modenese dal 1716 al 1750 e fece ricostruire la Chiesa completamente nel 1717.
La piazza si presenta ancora con l’aspetto che aveva nel secolo XVIII, anche se c’è stato un periodo recente in cui la piazza era stata abbandonata e regnava il degrado tipico urbano che spesso invade gli spazi cittadini. Negli ultimi anni gli spazi urbani limitrofi sono stati rivalorizzati e spesso ospitano eventi ed attività di intrattenimento di grande interesse.
Come quello che partirà martedì 10 agosto e che continuerà tutti i martedì fino alla fine di Agosto: “Tradizioni in Pomposa: canti, balli e musiche tradizionali del modenese”.
Quattro appuntamenti dedicati alla musica tradizionale modenese, tutti ad ingresso gratuito, dalle 21 in poi.
Iniziano i Viulan, gli unici testimoni della musica dell’Appennino Tosco Emiliano. L’amore per la propria terra, i suoi colori, i suoi valori, i suoi dialetti, la sua musica, sono il motore di questo gruppo che suona insieme da più di 30 anni. L’ entusiasmo, l’ironia, l’allegria spumeggiante che pervade le storie ed aneddoti raccontati con la mimica dei personaggi che si rappresentano, il godimento nell’affiatamento, il virtuosismo di assoluto livello, il gioco della sfida nel cantare e nel suonare, rendono coinvolgente ed entusiasmante le performances del gruppo, che si spinge in arrangiamenti strumentali e vocali frutto di metissage decisamente originali e senza senza preconcetti. Oltre al recupero musicale, anche quello del dialetto e’ al centro dell’attivita’ dei Viulan. Con la consapevolezza di chi ha sempre respirato le parlate delle varie localita’ dell’Appennino Tosco Emiliano, i Viulan attualizzano le storie, le lingue i luoghi dove sono nate nella consapevolezza del loro valore storico, sociale e culturale.
Si esibiscono nei più importanti Festival di musica etnica, jazz, e classica come il Festival di Edinburgo, FolkEst, “Suoni delle Dolomiti”, accanto ad interpreti come i Kronos Quartet, Tatiana Gridenko, Mario Brunello, Ralph Towner, dimostrando tutta la loro attualità. Con il disco “Luna” hanno ricevuto il Disco d’argento della casa discografica EMI per la ricerca etnomusicologica, sono stati insigniti del Premio “Quartetto Cetra”, accanto alla Nuova Compagnia di Canto Popolare, sono stati gruppo spalla dei Jethro Tull, ed hanno avuto 4 stelle della critica dal quotidiano di riferimento “The Scotsman” al festival d’Edinburgo. Hanno all’attivo numerose registrazioni e partecipazioni a trasmissioni di Rai, BBC ed altre emittenti nazionali ed internazionali.