Francesco Guccini a Modena

fra-la-via-emilia-e-il-west-live.jpgIn città non si parla d’altro. Piazza Grande è stata chiusa ieri per permettere ai tecnici l’allestimento del palco e la predisposizione delle paratie per recintare tutta la piazza. Stasera 30 Giugno per il primo concerto di Francesco Guccini a Modena sono previste 5000 persone, solo posti in piedi, divieto di sedie e sgabelli, e sono seriamente preoccupata di non riuscire a vedere nulla. Mi accontenterò di ascoltare la voce inconfondibile del cantautore emiliano che, leggo da altre fonti, ha anticipato qualcosina di quello che proporrà in questa serata modenese: “Si apre, come sempre, con ‘Canzone per un’amica’ – anticipa Guccini – e si chiude, come sempre, con ‘La locomotiva’, così il pubblico capisce che è finita, non ci saranno bis, e io andrò al meritato riposo. In mezzo – prosegue il cantautore – non potranno mancare ‘Auschwitz’ e ‘Il vecchio e il bambino’. E volete che non faccia ‘Eskimo’? Il resto lo vedremo con i musicisti. Mi chiedono ‘Piccola città’ ma non so se la farò“.francescoguccini.jpg
Lascio anche qui qualche informazione di servizio pubblicata sul sito del comune di Modena: la piazza sarà sgomberata e chiusa solo nell’imminenza dell’evento, a partire dalle 18.45, e il pubblico potrà accedere per assistere al concerto a partire dalle 19.45.
La biglietteria per il ritiro degli accrediti e degli ingressi già prenotati e pagati sarà allestita all’incrocio tra corso Canalchiaro e corso Duomo e aprirà alle ore 18.30. Gli ingressi saranno collocati, oltre che alla biglietteria, in via Selmi, via XX settembre, via Castellaro. Nessun ingresso è previsto da via Emilia centro e piazza Torre.
Nota a margine: i tre grandi sponsor della serata offriranno da uno stand in piazza assaggi gratuiti di salumi, vino e parmigiano – reggiano.
Io sarò là, in Piazza Grande, che un evento del genere (come ho già avuto modo di scrivere) è una di quelle cose che passano una volta sola accanto e che bisogna afferrare al volo. Uscirò prima da lavoro, mi vestirò comoda, e mi troverete in punta di piedi a cantare senza nessun rispetto per l’intonazione e il bel canto canzoni come l’avvelenata e cirano e cristoforo colombo e farewell e ….

La Plenga

piazza.jpgIn Piazza XX Settembre si continua a parlare in dialetto modenese. Stasera lunedì 28 giugno va in scena “La Plenga”, un piccolo capolavoro di modenesità scritto da Ugo Preti.
La parola “plenga” in dialetto modenese significa altalena; utilizzata per indicare e simboleggiare con efficacia gli alti e bassi della vita, col suo andare su e giù, col suo andare avanti e indietro e in basso e in alto. Rappresenta la vita, con le sue fortune e le sue gioie, ma anche con i suoi rovesci e disgrazie. E’ la storia di un impiegato di banca la cui tranquillità viene scardinata da una vincita al Totocalcio: un bel pretesto per narrare scene di vita locale con arguzia e ironia.
“La commedia teatrale “La Plenga” fu scritta diretta e interpretata da Preti a Modena – sta scritto nella locandina pubblicata dalla Società del Sandrone –  per la prima volta nel teatro del Tempio nel 1962; fu replicata nello stesso anno svariate volte in diversi teatri della provincia. Nel novembre del 1972 la compagnia di Ugo Preti “I Matòz” portò “La Plenga” al teatro comunale di Modena, dove ottenne un successo lusinghiero di critica e pubblico, tanto da essere replicata per ben tre sere di seguito. Poi la compagnia si sciolse e de “La Plenga” non si seppe più niente…
Nel 2009, a venti anni dalla scomparsa dell’autore, venne riproposta in chiave moderna e rivisitata dalla compagnia dialettale “I Zemian”.
E stasera si avrà l’opportunità di rivederla in piazza in tutta la sua forza narrativa per chi il modenese lo parla da sempre, e per chi ha la curiosità di trasformare il modenese in una lingua più “familiare”.

Mi piacerebbe anche raccontarvi dell’autore, di Ugo Preti, ma non vorrei annoiarvi. Allora metto un post-it sul mio desktop e prometto che vi racconto di questo autore modenese un’altra volta. Promesso.

Giardini d’Estate

giardinidestate.jpgTornano “I Giardini d’estate” a Modena, che non è un gruppo musicale ma la rassegna promossa dal Comune di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, sostenuta da Hera e prodotta da S.F.I.D.A. che quest’anno si terrà dal 25 giugno al 14 agosto presso i Giardini Ducali di Modena ( in Corso Canalgrande, proprio alle spalle dell’Accademia Militare).
Aumenta la durata dell’evento ma non cambia la fortunata formula: nei weekend d’estate (venerdì e sabato), un incontro letterario o di attualità all’ora dell’aperitivo a cura di Radio Bruno, uno spettacolo serale, uno spazio dedicato ai più piccoli gestito dal CSI di Modena e un’area ristorazione, quest’anno curata da Perlage, fino alle 23.30.
Il parco si anima a partire dalle 18.30 con i laboratori per i bambini e l’area tatami, che si trasformerà in spazio baby-sitting per tutta la durata degli spettacoli. Previsto anche un mini maneggio che regalerà ai più piccoli la gioia della prima cavalcata.
Stasera Venerdì 25 giugno l’inaugurazione prevede alle ore 19.00, nello Spazio Radio Bruno, la presentazione del libro “Don Vito” di Massimo Ciancimino e Francesco La Licata con l’intervento di Anna Petrozzi (Antimafiaduemila) e la conduzione di Silvia Resta (La7).
Quarant’anni di relazioni segrete, occulte e inconfessabili, tra politica e criminalità mafiosa, tra Stato e Cosa Nostra. Perno della narrazione è la vicenda di Vito Ciancimino, “don Vito da Corleone”, con un testimone d’eccezione: Massimo, il penultimo dei suoi cinque figli.
Alle ore 21.30 in Zelig ai Giardini la musica e l’ironia di Sergio Sgrilli, la comicità amara della Signora Varagnolo interpretata da Claudia Penoni, e Maurizio Lastrico nelle vesti del “sommo poeta”.
Stesso posto, stessa ora ma di Sabato 26 giugno nello Spazio Radio Bruno, Luciano Garofano presenta Il processo imperfetto. La verità sul caso Cogne (Rizzoli), un thriller “a sangue freddo” sul delitto più controverso degli ultimi anni, scritto dall’investigatore che ha avuto un ruolo decisivo nelle indagini e nel processo.
Alle ore 21.30 l’autrice di Quo vadis, baby? Grazia Verasani si esibisce in un progetto musical letterario con Arturo Stalteri, musicista e voce storica di Rai Radio 3. “Sotto un cielo blu diluvio” canzoni che parlano soprattutto d’amore, permeate dall’intensità del cielo in tempesta.
Per il programma completo www.giardinidestate.com, oppure passate da me ogni fine settimana che vi racconto cosa c’è di bello da fare in città.

Palazzo Ducale a porte aperte

DSCF6120.JPGContinuano, nei mesi di Giugno e Luglio, le visite al Palazzo Ducale di Modena, attualmente sede dell’Accademia Militare.
Il Palazzo Ducale in origine era un castello, apparteneva agli Estensi, e serviva a controllare le vie di comunicazione con Ferrara, il Po e l’Adriatico. Fu però distrutto quando nel 1306 una rivolta popolare cacciò il signore d’Este. Solo nel 1340, con il ritorno degli Estensi, fu decisa la costruzione di una nuova roccaforte, che quando la famiglia fu cacciata da Ferrara nel 1598 ne fece la sua residenza ufficiale. Successivamente però il palazzo fu sede di governi, amministrazioni ed enti pubblici. Dal 1947 è sede dell’Accademia militare, quindi è una bella occasione poter avere l’accesso alle sale interne.
Il Palazzo Ducale così come lo conosciamo oggi è opera dell’Avanzini, che ha creato un illustre esempio di architettura civile settecentesca e uno dei più grandi palazzi barocchi d’Italia.
L’elegante facciata si presenta con tre piante di finestre affiancate, coronate da balaustre con statue. La parte centrale e quelle laterali sono sopraelevate. Il cortile d’onore, con elegante loggiato a due piani, è ritenuto un capolavoro dell’architettura barocca. Da qui si accede allo scalone d’onore, ornato da statue romane, che porta alle numerose sale della Residenza Estense. In particolare si segnalano: la Sala del Trono, il Salottino d’Oro, il Salone d’Onore e la sala dello Stringa.
Il percorso guidato inizia dal Cortile d’onore e prevede la visita del Museo dell’Accademia(ex appartamenti dei Duchi estensi) e delle sale dell’Appartamento di Stato.
La prenotazione è obbligatoria, e saranno accettate fino ad esaurimento dei posti disponibili (max 50 persone per gruppo). Il costo del biglietto è sempre di 7€ a persona escluso i bambini minori di 12 anni.
Il pagamento del biglietto dovrà essere fatto presso lo IAT , in Via Scudari n° 8/10 prima della visita, dopodiché il gruppo sarà accompagnato dalla guida direttamente da Via Scudari verso il Palazzo Ducale.
Avete l’occasione di vedere l’interno del Palazzo Ducale ancora domenica 27 Giugno, domenica 4, giovedì 8, venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 luglio.

La canzone modenese in piazza

« Il dialetto è come i nostri sogni, qualcosa di remoto e di rivelatore;
il dialetto è la testimonianza più viva della nostra storia,
è l’espressione della fantasia. » Federico Fellini

Ho studiato i dialetti italiani tanto tempo fa e posso assicurarvi che questa frase di Federico Fellini corrisponde molto al vero. zeta~36.jpgIl dialetto era la terra di mezzo fra il latino, parlato dagli eruditi e dai colti, e l’italiano, quella che poi sarebbe diventata la nostra lingua. Era l’accomodamento dei semplici alla lingua dei potenti, divenuta nel tempo prima la lingua degli ignoranti, poi patrimonio storico da riscoprire e preservare.
Per una come me vissuta in ben tre regioni diverse, l’italiano è il solo idioma da cui dipende tutta la mia comunicazione verbale. L’unico modo per esprimermi e cercare di farmi capire.
Anche se di ogni regione conservo la conoscenza del dialetto del luogo. Impronunciabili e non utilizzati, li capisco. Così posso godermi anche spettacoli come quello di stasera, 21 giugno 2010, nella splendida cornice di Piazza Grande.
Il “Festival della Canzone dialettale modenese”, giunto ormai alla sua dodicesima edizione, è diventato un appuntamento fisso dell’estate modenese.
All’evento parteciperanno 13 artisti, tra i volti più noti della scena dialettale:Andrea_Ferrari_-_Festival_della_Canzone_Dialettale_modenese.jpg
Roberto Severi, Antonio Candeli, Johnny e Adelmo, Davide Turci, Alice, Marino Brusiani, Gianni Molinari, Giorgio Bertolani, Roberto Zanni e Dam Acustic trio, Morena Vellani, Henry King, Marika Benatti, Gaudio Catellani, che si esibiranno in pezzi inediti, rigorosamente in dialetto modenese.
La serata sarà condotta dall’ideatore del festival, il comico e cabarettista Graziano Grazioli.
Promesso, ma non rivelato, anche quest’anno ci sarà una “special guest”, un cantante famoso, che parteciperà come ospite d’onore alla rassegna.
Al termine dell’evento sarà disponibile un cd che raccoglie tutte le 13 nuove canzoni
inedite di questa edizione, incise appositamente per il festival.

Festival dell’Artigianato Italiano

festival_artigianato.jpgCon l’arrivo dell’estate in città si moltiplicano le occasioni di svago per chi non può scappare al mare. O forse si organizzano belle manifestazioni per invogliare i modenesi a rimanere in città. Sabato 19 e Domenica 20 giugno in centro città si svolgerà il Festival dell’Artigianato Italiano. Organizzato da Modenamoremio, società di promozione del centro storico, e da ArtigianArt, associazione cittadina di laboratori artigiani, la manifestazione vedrà la presenza di oltre venti botteghe provenienti da tutta Italia che faranno conoscere i propri prodotti, tecniche di lavorazione tipiche, aprendo uno spaccato sulla tradizione popolare e la cultura del nostro paese. L’Italia è sempre stata una terra ricca di varietà e forme artigianali: dalla ceramica al vetro, dai lavori in legno ai metalli, dalla tessitura alla cestineria, ai gioielli, etc. L’artigianato è un prodotto di cultura, la testimonianza di un modo di essere, di lavorare e di creare oggetti legato a luoghi e tradizioni storiche. E in fondo è anche la filosofia che permea il nostro marchio (ri)conosciuto in tutto il mondo del Made in Italy. Il Festival dell’Artigianato Italiano nasce a Modena con l’intento di raccogliere le eccellenze del nostro Paese come occasione per scoprire e conoscere le diverse realtà produttive e artistiche del territorio.
Durante il Festival, Piazza Matteotti si trasformerà in un grande laboratorio dove poter ammirare gli artigiani al lavoro e acquistare i loro prodotti.

Il Festival dell’Artigianato italiano lo trovi in Piazza Matteotti nel cuore della città: Sabato 19 giugno dalle ore 16.30 alle ore 22.00 e Domenica 20 giugno, la mattina dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e il pomeriggio dalle ore 16.30 alle ore 22.00

Libro vecchio fa…buon lettore!

vecchi_libri.jpgI libri non dovrebbero mai essere buttati via. Li conservo tutti, anche quelli che non mi è piaciuto leggere. Li tratto come oggetti di valore, e non me ne separo mai, e dopo qualche tentativo ho anche smesso di prestarli. Nonostante promesse e rassicurazioni i libri prestati non sono mai tornati indietro, e credo proprio di sentirne ancora la mancanza.
Quando ne inizio a leggere uno, annoto subito in alto a sinistra nella pagina con il titolo luogo in cui mi trovo, e data in cui lo inizio a leggere. E durante la lettura sottolineo i passaggi che mi hanno colpita, appunto spunti di riflessioni che poi approfondisco, o annoto giudizi di stile. L’ho sempre fatto. Sembra quasi di instaurare un colloquio con lo scrittore, e quando lo ripongo nella libreria so che quando mi ricapiterà fra le mani non solo potrò trovare le frasi che mi sono piaciute di più, o le citazioni migliori, ma fra quelle parole sottolineate e quelle appuntate a margine capire anche chi ero.
Eppure capita che a volte bisogna fare delle scelte. E svuotare una cantina o un solaio da troppi libri accumulati che non si sa dove mettere.
A Modena la biblioteca Delfini – e tutte le altre presenti in città – sarà felice di accettare donazioni di libri, CD musicali e film su DVD, purchè in buono stato.
Libri di più recente edizione donati alla collettività possono sostituire copie usurate oppure essere venduti in Bancarella. I punti Bancarella
sono dei punti vendita all’interno della biblioteca Delfini, Villaggio Giardino, Crocetta e Rotonda dove libri e riviste posseduti in più copie, invecchiati o destinati al macero, si trovano in vendita a prezzo d’occasione. Si tratta di tutti quei testi che la biblioteca elimina dopo controlli accurati e in coerenza con le sue politiche di acquisto (es. testi sostituiti con edizioni più aggiornate o comunque reperibili in altre biblioteche cittadine). Il ricavato sarà destinato all’acquisto di nuovi libri.
Per info più dettagliate rivolgiti alla biblioteca a te più vicina.

Io sarò fra quelli che comprano però, che i miei libri non potrei mai e poi mai darli via.

ContaStorie: l’alfabeto dei racconti

contastorie.jpgSecoli fa era grazie al cantastorie che, spostandosi nelle piazze e raccontando con il canto una storia riferita a fatti e avvenimenti a lui contemporanei, che le storie viaggiavano da un posto all’altro, ed entravano a far parte del bagaglio culturale collettivo di una comunità locale. La tradizione arriva da molto lontano: gli aedi e i rapsodi greci, menestrelli e trovatori nel Medioevo, e troviamo figure simili nella scuola poetica siciliana.
Nella tradizione romagnola il cantastorie è il fulesta, cioè il raccontatore di fole, di favole della tradizione orale o di storie, sia tratte dal repertorio epico-popolare o di ambientazione contemporanea.
Può essere considerato un fulesta Guido Mascagni, animatore e docente universitario bolognese, più che altro conosciuto per la sua attività di dantista divulgatore che da tempo lo porta a trattare dell’opera del Sommo Poeta davanti ai pubblici più svariati e un po’ dappertutto, piazze, biblioteche, teatri, reti TV.
Da lunedì 14 giugno alle 21 in Piazza della Pomposa e per sei incontri Guido Mascagni terrà un ciclo di letture serali all’aperto “ContaStorie: l’alfabeto dei racconti”. Obiettivo della rassegna è intrattenere in un luogo dove ognuno possa sentirsi a proprio agio ascoltando, stando assieme e interagendo con il pubblico e il conduttore delle serate, che leggerà racconti di autori e periodi diversi organizzati in ordine alfabetico. La serata di martedì 14 sarà dedicata alle prime tre lettere: A come arcidiavolo, B come bidone, bontà, Bologna, C come cane e chat.
“Quel che conta è ritrovarsi, condividere – precisa Guido Mascagni – divertendosi in modo intelligente nel segno di una parola chiave sempre più irrinunciabile: insieme. Al di là di ogni schermo e di ogni monitor, insomma. Oltre la solitudine e l’incasellamento odierni, in una via di fuga di qualità come la letteratura. Conferenze o teatro? Né le une ne l’altro. O forse entrambe le cose, ma di sicuro con la volontà di presentare la cultura con leggerezza e alla portata di tutti. I testi prescelti sono infatti di tipi e autori diversi, ma la precedenza l’hanno quelli più ironici o meno conosciuti. Molto Benni e Campanile, per dire. Ma anche Straparola, Masuccio Salernitano, Basile e, va da sé, Boccaccio”.
“Cantastorie” proseguirà con cadenza bisettimanale, il lunedì e il giovedì sempre alle 21; i prossimi appuntamenti, tutti gratuiti, saranno il 17, il 21, il 24, il 28 giugno e il primo luglio. Per ulteriori informazioni si può contattare la Circoscrizione 1 (tel. 059 2033480, cstorico@comune.modena.it).

Domeniche al parco di Villa Sorra

Villa-Sorra.jpgChi abita in città conosce benissimo Villa Sorra, una delle più importanti ville storiche del territorio modenese. Il nome della villa è ancora quello della nobile famiglia che la edificò, anche se dal 1972 è di proprietà dei Comuni di Modena, Castelfranco Emilia, Nonantola e San Cesario sul Panaro. Questo rende l’idea di dove si trova e di quanto sia estesa. Nel suo parco troviamo quello che è considerato l’esempio più rappresentativo di giardino “romantico” dell’ottocento estense. Il complesso è formato dalla villa vera e propria, edifici rustici, serra, parco storico, rovine romantiche, vie d’acqua, giardino. E’ un ottimo luogo dove fuggire dalla cappa umida e calda della città, non troppo lontano, e ci si può arrivare anche con i mezzi pubblici.

In questa suggestiva cornice già da diversi anni vengono organizzato eventi e spettacoli, non per attrarre visitatori, ma solo per rendere più piacevole la permanenza all’interno dell’intero complesso.

Anche per quest’anno fino al 26 settembre tutte le domeniche e i festivi le tantissime persone che amano frequentare Villa Sorra affascinate dalle sue innegabili qualità ambientali, storiche e architettoniche, hanno un motivo in più per trascorrere una giornata all’aria aperta: ogni domenica la permanenza all’interno della villa viene allietata da piccoli intrattenimenti, come spettacoli di burattini, esibizioni di clown e giocolieri, e tante altre iniziative.Logo-Sorra.gif

Le “Domeniche al Parco” dalle ore 15,30 di domenica 13 giugno propone “A che Gioco Giochiamo? Alla scoperta dei giochi di una volta” a cura di Uisp, lega sport e giochi tradizionali.
Il tiro alla fune, il braccio di ferro, il lancio del ferro di cavallo, così come la pista delle biglie o le freccette, possono essere l’anello di congiunzione tra lo sport popolare e lo sport per tutti, tra le generazioni più mature e quelle più giovani. Il gioco di strada, povero, fatto di oggetti riciclati di uso quotidiano, può essere un modo per scoprire e valorizzare le tradizioni popolari e le culture seminascoste dei mille campanili della nostra penisola.
La Lega sport e giochi tradizionali UISP si propone di riscoprire i giochi antichi, quelli tramandati oralmente dagli anziani ai bambini e, insieme, aiutare a inventarne di nuovi.

Inoltre tutte le domeniche e i giorni festivi, in primavera e in estate, le guide turistiche sono a disposizione di coloro che desiderano visitarlo e avere informazioni sul patrimonio storico, paesaggistico ed architettonico della villa e del parco. Per i gruppi le visite possono essere effettuate tutto l’anno e anche durante la settimana, previa prenotazione.

Un salto per conoscere meglio questa meraviglia a pochi chilometri da Modena ve lo consiglio, se volete qualche informazione in più www.villasorra.it.

 

Mondiali al fresco

1_apertura_giugno.jpgRicordo l’estate di un anno che non ha importanza. Era caldo in quell’anno in cui l’aria condizionata non era a portata del consumo familiare e l’unica fonte di fresco era il ventilatore a stelo, quello bianco e azzurro, sistemato in un angolo della sala nella speranza che rinfrescasse l’intera stanza.
Ricordo il silenzio irreale. Non in casa, dove ogni tanto si sentiva qualche imprecazione o qualche frase di esortazione inviata all’indirizzo della televisione. Il silenzio era generale, erano silenziose le strade, era silenziosa la strada su cui si affacciava il cortile dove stavo giocando. E all’improvviso scoppi di grida. Tutti riversati in strada a suonare clacson e a festeggiare la vittoria dell’Italia ai Mondiali.
Non capivo allora e ancora non capisco la passione per il calcio. Ma quando gioca la Nazionale Italiana mi lascio trascinare. Mi trasformo e mi agito. Soffro insieme ai calciatori, e se le cose si mettono male non riesco a guardare, mi alzo, guardo cosa c’è nel frigorifero. Quando segnano un gol mi piacerebbe essere con loro per correre e abbracciarli tutti.
Per gli appassionati di calcio, e della Nazionale Italiana, un appuntamento imperdibile al Centro Commerciale Grandemilia: dall’11 giugno al 10 luglio sarà possibile seguire tutte le partite Fifa World Cup 2010 nella “Piazzetta Mondiali”.
Per l’occasione verrà allestita un’area accogliente, attrezzata con 3 maxi-tv e comode sedie, nello spazio antistante Media World. L’area sarà a disposizione della clientela tutti i giorni, dalle ore 9 fino alla chiusura, per vivere in diretta le emozioni delle partite dei Mondiali South Africa 2010.
Per promemoria, lascio i primi appuntamenti della nostra Nazionale:

14 giugno (Città del Capo, 20.30): Italia-Paraguay
20 giugno (Nelspruit, 16.00): Italia-Nuova Zelanda
24 giugno (Johannesburg, 16.00): Slovacchia-Italia

…e speriamo ce ne siano degli altri.