Nonantola film festival

manifesto.jpg“4 giorni di corto” è il titolo della gara aperta a tutti gli amanti del video, dilettanti e semiprofessionisti che dal 28 aprile al 2 maggio trasforma la città di Nonantola in un set cinematografico a cielo aperto.
La cittadina di Nonantola viene invasa da troupe di cineamatori che devono realizzare sul campo il corto che viene poi consegnato il 2 maggio alla giuria.
Lo scopo del concorso è la promozione del territorio e i corti devono contenere storie, paesaggi e personaggi di Nonantola. Tutto il paese fa da coreografia, gli abitanti da attori, perchè l’elemento obbligatorio, Nonantola, deve essere chiaramente riconoscibile in almeno una scena di ciascun cortometraggio realizzato.
In questi giorni sembra di essere capitati nel bel mezzo di Cinecittà.
Si respira aria di cinema, ed è divertente pensare di poter fare parte di una vera produzione anche solo passeggiando per le strade del paese.
Il programma del Nonantola film festival ovviamente non comprende solo questo evento.
La manifestazione prevede tutte le sere anche una rassegna di proiezioni ed incontri con gli autori. Tra gli appuntamenti, domenica 2 maggio alle 21 si proietta l’ultimo film di Ken Loach intitolato “Il mio amico Eric”, presentato a Cannes nel 2009, mentre lunedì 3 maggio è possibile vedere “L’uomo che verrà”, film sulla strage di Marzabotto del regista Giorgio Diritti, con la presenza dello sceneggiatore Giovanni Galavotti. Mercoledì 5 maggio è il turno del film di animazione Valzer con Bashir scritto e diretto dal regista israeliano Ari Folman, sulla guerra in Libano del 1982 e il massacro di Sabra e Shatila. Giovedì 6 maggio viene proiettato invece Milk, il bellissimo film diretto da Gus Van Sant, sulla vita di Harvey Milk, primo gay dichiarato ad essere eletto ad una carica politica negli Stati Uniti, assassinato nel 1978.
Tutti gli eventi della rassegna sono a partecipazione ed ingresso gratuito.
Chi l’ha detto che “qui non è Hollywood”? [cit.]

Cronache dell’occupazione nazi-fascista di Modena

1_citta_aperta_invito.jpgPer permettere alla commemorazione del 25 aprile di non essere solo un giorno dedicato alla memoria di eventi che pochi ricordano e che i giovani non conoscono, fino al 2 giugno presso l’ex-caserma Santa Chiara sarà possibile visitare la mostra fotografica “Modena città aperta”.
Una mostra che propone immagini storiche degli effetti devastanti della guerra sul patrimonio storico-artistico e sul tessuto urbano modenese. 47 foto in mostra che ritraggono i principali luoghi di memoria e di identità storica, civile e religiosa della città all’indomani dei quattro massicci bombardamenti del 1944-1945.
Ce lo racconta bene Adamo Pedrazzi, nato a Modena nel 1880 Scrivano distributore della Biblioteca Poletti dal giugno 1904 e Bibliotecario nel 1924. Nei 48 anni di servizio che Adamo Pedrazzi svolse presso il Comune di Modena divenne, di fatto, il referente per tutti i diversi istituti culturali comunali cui si riferirono i diversi sindaci e podestà che si alternarono nella conduzione della città.
AdamoPedrazzi_frontale.jpg
Ce lo racconta nella sua “Cronaca dell’occupazione nazi-fascista di Modena”, che scrisse fra l’8 settembre 1943 e il 30 aprile 1945. Il testo dedica grande attenzione al tema dei bombardamenti soffermandosi spesso sui danni subiti dal patrimonio storico-artistico cittadino, descritto dettagliatamente.
Scrive che “vi sono persone che lodevolmente si sono preoccupate della incolumità del nostro patrimonio artistico ed edilizio e si sono adunate per fare voti che la città, almeno nel suo nucleo centrale, sia resa estranea alla contesa”.
Tra queste, oltre a Giulio Carlo Argan che si occupò della predisposizione del Piano di protezione delle opere d’arte in caso di bombardamento aereo fino dal 1935, dirigenti e funzionari pubblici meno conosciuti, si trovarono ad affrontare una situazione drammatica, non esitando a mettere a repentaglio la loro vita.
I bombardamenti non cessarono, Modena non divenne “città aperta”, e queste foto sono rimaste a testimonianza dei bombardamenti subiti dalla città.

Ex Caserma Santa Chiara – Via Adelardi, 4

Metti che piova…

multifiera_di_modena.jpgVenerdì 23 aprile pioveva. Perché non so se avete notato: durante la settimana, quando si va di fretta per non arrivare tardi al lavoro, quando si rimane chiusi fra quattro mura tutto il giorno, e la sera ci si deve dividere fra spesa, cena e “a letto presto altrimenti domani non ce la faccio ad alzarmi” c’è il sole. Arriva il fine settimana e il dio del cielo manda giù acqua  e fa tirare fuori ombrello, stivali e un po’ di maledizioni al suo indirizzo.
E i programmi del venerdì sera svaniscono. Avevo deciso di fare un salto all’Emilialcolica. Finalmente un incontro fra blogger proprio a due passi da casa (due passi metaforici, ma abbastanza vicino da non poter proprio dire di no). Finalmente anche a Modena la possibilità di passare una serata con persone che sanno cos’è un post, un flame e un barcamp (anche se spero che quando si sta tutti insieme si parli d’altro).
E invece la pioggia, l’impossibilità di avvicinarmi al pub come se in realtà passassi di lì per caso, il dover per forza entrare all’interno del locale invece che starmene all’aperto ad aspettare che mi passasse la voglia di scappare via e invece trovare il coraggio per scambiare due parole con qualcuno…la pioggia ha lavato via tutti i miei progetti che invece di portarmi al centro di Modena, mi hanno portato in periferia, in zona Fiera, alla Fiera Campionaria.
Tutti gli anni andiamo alla Fiera, e quest’anno abbiamo anche approfittato dell’ingresso gratuito. Causa pioggia non ho potuto vedere l’esposizione giardino, e lo spettacolo serale è stato annullato. Ci siamo “accontentati” di un intero padiglione dedicato all’esposizione del settore casa, e chiesto qualche preventivo ottenuto con anche lo “sconto fiera”.
Il secondo padiglione era invece un misto di bancarelle di piccoli artigiani (dove ho comprato il gatto profuma-armadio che vedete nella foto), una parte dedicata alla cultura con esposizioni di quadri, foto e auto d’epoca. E poi ho fatto un giro nell’area dedicata alle case editrici modenesi. Sapete che fra Modena e provincia ci sono ben 14 piccole case editrici, ogn’una di loro pubblica in un settore diverso: saggi, favole, romanzi. Ovviamente ho preso nota (che non si sa mai). Immancabili gli stand gastronomici dove abbiamo potuto mangiare un’ottima spianata bolognese accompagnata dal lambrusco, e finire la serata con un pezzo di strudel di mele con salsa di frutti di bosco calda.
Pentita di non aver avuto abbastanza coraggio per la serata fra blogger, contenta di aver lo stesso sistemato un piovoso venerdì sera.

Modena città aperta

logo_25aprile.jpgL’unico motivo per cui negli ultimi mesi sento nominare il 25 aprile da amici e colleghi è solo per sottolineare che cade di domenica e non si starà a casa da lavoro. Fatto ancora più grave quest’anno non cade in un giorno comodo da fare il ponte, e lasciare la città per una gita fuori porta. Si è talmente snaturata l’importanza di questa celebrazione che sembra difficile anche ricordare cosa si festeggia in questa data. Noto confusione, dimenticanza e le scuse più inverosimili per giustificare la lacuna.
A prescindere da come la si possa pensare, in Italia il 25 aprile si festeggia la fine della seconda guerra mondiale, con la sconfitta e la cacciata definitiva del governo e dell’esercito che in quella guerra ci aveva trascinati a fianco di chi, la suddetta guerra, l’ha persa. Modena conserva le cicatrici di quella guerra, si voleva dichiararla “città aperta”, cioè senza attrezzature militari e postazioni difensive e quindi, per consenso dei belligeranti, sia risparmiata dai bombardamenti e da altre operazioni militari. L’iniziativa, purtroppo, non andò mai in porto e i bombardamenti continueranno cruenti fino a due giorni prima della liberazione, avvenuta il 22 aprile con l’ingresso dei partigiani in città.
Ed è a loro che è dedicato il Sacrario della Ghirlandina: CITTA’ PARTIGIANA, CUORE DI PROVINCIA PARTIGIANA, AL COCENTE DOLORE E ALL’UMILIAZIONE DELLA TIRANNIDE, REAGIVA PRONTAMENTE RINNOVANDO LE SUPERBE E FIERE TRADIZIONI E LA FEDE INCROLLABILE, ARDENTE, NEI DESTINI DELLA PATRIA, ALLE BARBARIE E ALLA FEROCIA NAZI FASCISTA CHE TENTAVA DI CONCULCARE L’ORGOGLIO E DOMARE IL VALORE DELEL SUE GENTI CON VESSAZIONI ATROCI, CAPESTRO E DISTRUZIONE, OPPONEVA LA TENACIA INVINCIBILE DELL’AMORE ALLE LIBERE ISTITUZIONI, IN 20 MESI DI TITANICA LOTTA PROFONDA IL SANGUE GENEROSO DEI SUOI EROICI PARTIGIANI E CITTADINI D’OGNI LEMBO DELLA PROVINCIA IN SUBLIME GARA E SI ERGEVA DAL SERVAGGIO QUALE FARO SPLENDENTE DELLA REDENZIONE D’ITALIA INFRANGENDO PER SEMPRE LA TRACOTANZA NEMICA. (8/12/1947 Modena medaglia d’oro, lapide in Municipio).
Le iniziative sono veramente tante, oltre a quelle collegate o affiancate alle celebrazioni istituzionali, venerdì 23 alla Sala Truffaut alle 16.30 le proiezioni di film con interviste e dibattito: “L’uomo che verrà” per la regia di Giorgio Diritti, (replica della sola proiezione domenica 25, ore 20.30 e 22.30) e alla Tenda, sempre venerdì alle 21.30, “Sopra le nuvole” film di Sabrina Guigli e Riccardo Stefani.
Per la musica, vi segnalo alla Tenda venerdì 23 alle 21.30 una “Staffetta Rock tra racconti partigiani e musica resistente” condotta da Cecco Signa e il Concerto per R/esistere di Massimo Bubola e Eccher Band in piazza XX settembre domenica 25 alle ore 18.00.

Torna la Fiera Campionaria

fiera-campionariax.jpgNovità per l’inaugurazione della fiera che si terrà a Modena dal 21 al 25 aprile in zona Cittanova: quella che negli ultimi anni era diventata la Multifiera, torna ad essere la Fiera Campionaria, quella che accompagna i modenesi negli ultimi 72 anni.
E poi stasera sarà inaugurata alle 21 dalla Famiglia Pavironica al completo, la famiglia tradizionale modenese a cui la fiera è da sempre rivolta.
Ultimo, e non per importanza, si è deciso che in barba alla crisi, o forse proprio a causa sua, l’ingresso alla Fiera Campionaria sarà gratuito per tutti.
Sono anni che non manco all’appuntamento. Giretto nel padiglione arredamento a caccia di una buona scusa per cambiare qualcosa a casa, qui è possibile trovare le ultime novità e le soluzioni per ristrutturare, abbellire, migliorare la propria abitazione, dall’ingresso alla sala da pranzo, dalla camera da letto alle camerette dei bambini, dalla cucina al bagno, senza dimenticare il terrazzo e le parti esterne. Presenti agenzie immobiliari, ditte che si occupano di ristrutturazioni e restauri, risparmio energetico, fonti alternative, sicurezza, illuminazione, tessuti, materiali per l’edilizia, pavimenti in legno e ceramica.
Porto sempre a casa una busta di cataloghi dove scegliere la vacanza estiva, e passeggiare nel cortile dove c’è l’esposizione dell’arredamento da giardino, florovivavismo, attrezzature da giardino, macchine per l’agricoltura, piscine, barbecues mi ispira sempre l’acquisto di qualche nuova piantina da sistemare sul mio balcone, chè il giardino purtroppo non è ancora nelle mie possibilità.
Solo per attentare alla mia linea, il padiglione che preferisco è quello enogastronomico dove si possono trovare prodotti tipici provenienti da tutta Italia, con un occhio di riguardo ai prodotti tipici modenesi, con salumifici, prosciuttifici, caseifici, spacci, forni, pasticcerie, distillerie, cantine, acetifici, conserve alimentari. Sarà presente, come l’anno scorso, anche un’area degustazionii: n quest’area tutti i giorni è possibile effettuare assaggi di prodotti di eccellenza del territorio modenese e non solo. Sabato 24 aprile è poi prevista la premiazione della 5^ edizione del Palio della Ghirlandina Città di Modena, la gara di qualità tra Aceti Balsamici Tradizionali di Modena realizzati dalle famiglie.
E’ presente anche una ricca sezione dedicata alla cultura, con un’area libri gestita dall’Associazione Editori Modenesi (ho anche l’invito da parte della Damster) e uno spazio espositivo per mostre d’arte, dove si tengono incontri con autori per la presentazione dei loro ultimi libri, una rassegna d’arte moderna e contemporanea di importanti artisti modenesi e non, e mostre fotografiche, e poi uno spazio giochi per bambini e spettacoli come la selezione provinciale per Miss Italia.
Servono ancora altri motivi per convincervi a non mancare?

Bere Bene

berebene.jpg“Berebene s’inserisce in una direttrice politica chiara: contrastare gli eccessi, tutelare i giovani, educare al sapore. Assaporare contro tracannare, valorizzare contro abusare”, spiega l’assessore alle Politiche economiche Graziano Pini, ideatore dell’iniziativa.
Non solo ordinanze che vietano il consumo di bevande alcoliche per strada, fuori ai locali, ma anche una specie di corso sponsorizzato dal Comune per insegnare a consumare responsabilmente bevande alcoliche sotto la guida di esperti sommellier.
E’ ciò che propone l’iniziativa “Bere bene, prima il sapere poi il piacere”, rivolta a un pubblico di soli maggiorenni, che si svolgerà in tre serate tematiche al Baluardo della Cittadella di piazza Tien an Men a Modena, lunedì 12, martedì 20 e lunedì 26 aprile, sempre dalle 21 alle 22.30.
Tre serate dedicate a tre tipi di bevande: birra (che si è già svolta), vini rissi e vini bianchi frizzanti.
Martedì 20 aprile è la volta dei vini rossi frizzanti: Sorbara Premium Chiarli, Grasparossa di Castelvetro, e di quelli rossi fermi come il Malbo Gentile.
Ovviamente a stomaco vuoto bere fa male e sale direttamente alla testa, e cosa c’è di meglio che accompagnare del buon vino rosso con le specialità della nostra zona? In tutte le serate ai partecipanti oltre al bicchiere sarà servito un piattino “d’ordinanza”: prosciutto di Modena, Parmigiano Reggiano, grissini.
Per la serata del 26 aprile degustazioni di bollicine bianche e rosè: Spumante di Pignoletto Chiarli, Villa di Corlo metodo classico Lisanda, Rosè Curtis in Lama. Sicuramente la mia serata preferita.
Cheers.

Alla scoperta del tempo perduto

Ingranaggi.01.jpgLa “XII Settimana della Cultura” è una iniziativa del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che apre gratuitamente per dieci giorni dal 16 al 25 Aprile tutti i luoghi statali d’arte: monumenti, musei, aree archeologiche, archivi, biblioteche con dei grandi eventi su tutto il territorio.
L’iniziativa coinvolge non solo la città di Modena, ma anche le strutture culturali che si trovano sparse per la provincia: dalla Galleria Ferrari di Maranello al Museo Naturalistico di Pavullo; dal Museo della Bilancia di Campogalliano al civico archeologico di Modena al rinascimentale Palazzo dei Pio di Carpi; dal Museo della Figurina al Fotomuseo Panini di Modena.
Già dal nome scelto si può capire che tipo di percorso magico e suggestivo hanno preparato per noi curiosi del nostro passato: “Alla scoperta del tempo perduto”.Musei_da_gustare_Modena.jpg
Il tempo è l’unità di misura in cui cerchiamo di catalogare e dividere la nostra vita, che altrimenti fluirebbe come un fiume fino al mare dell’oblio. Attraverso un programma ricco e talmente articolato che è impossibile per me riassumere, si avrà l’opportunità di scoprire oggetti appartenuti al passato, ma che sono in realtà gli avi degli oggetti di uso quotidiano, si riuscirà a sperimentare e percepire cosa significa lasciare traccia del proprio passaggio, si cercherà di interpretare lo scorrere del tempo attraverso la letteratura, la storia e la scienza, perchè da sempre artisti e scienziati si sono confrontati con l’interrogativo esistenziale posto dallo scorrere del tempo.
Alcune iniziative sono rivolte esclusivamente ai bambini, come sabato 17 aprile dalle ore 15 al Museo Archeologico di Modena andrà in scena “Gli etruschi e il mistero delle urne parlanti”, un’esperienza ricca di suggestioni dove i bambini e le evocazioni di personaggi avvolti nelle tenebre sono veri protagonisti, mentre dalle 17 arriva la “Storia dei Dinosauri”.
Incontri, conferenze, spettacoli, conversazioni letterarie, eventi espositivi, unitamente a laboratori e attività per le famiglie, ad ingresso gratuito o ridotto nelle sedi museali. Come recita il programma (che potete trovare cliccando qui): “Un tema intrigante, un concetto nodale della nostra società: noi creiamo il tempo, ce ne serviamo, oppure esso esiste a priori? Ci plasma e sottomette? Siamo padroni, custodi o viaggiatori del tempo? Il tempo è fisico, sociale, psicologico, ma sappiamo dire cos’è? Abbiamo sempre la sensazione che sia “perduto”: cosa è presente e cosa è già futuro, in quale tempo stiamo vivendo?”

Un salto alle Terme

terme salvarola.jpgSembra che fra una giornata di pioggia ed una di caldo sahariano la primavera stia declinando decisamente verso il caldo.
Questo inverno però mi sta lasciando strascichi di piccoli dolori e tanta voglia di coccole e caldo. E ho pensato che un salto alle terme sarebbe stato un buon modo per dare un addio definitivo al freddo e all’umido accumulato negli ultimi mesi.
Eppure quando l’ho detto alle mia amiche, mi hanno guardata un po’ strano, come se avessi comunicato loro che avevo deciso di chiedere l’elemosina su di una panchina fuori la stazione, e solo perchè ho deciso di andare alla Salvarola.
Dovete sapere che la Salvarola è una località a soli 20 minuti da Modena, posta sulle colline appena fuori Sassuolo.
Già conosciuta in epoca romana per le benefiche proprietà delle sue acque, accanto alle terme, inserito in uno splendido giardino, si trova il Centro Benessere Balnea che comprende più piscine termali a diverse temperature con idromassaggi, e un attrezzato centro estetico dove poter godere di benefici e rilassanti massaggi.
Le prime terme nacquero in luoghi dove era possibile sfruttare le sorgenti naturali di acque calde o dotate di particolari doti curative, e la tradizioine delle Terme della Salvarola è antichissima. Sono note fin dall’epoca romana, come confermano gli scavi effettuati nel secolo scorso.terme della salvarola ciliegia.jpg
Le terme romane erano edifici pubblici, uno dei principali luoghi di ritrovo, di socializzazione, di sviluppo di attività sportive. Per la serie non abbiamo inventato niente i romani per lavarsi usavano la pietra pomice e la cenere di faggio, che però avevano qualche cointroindicazione, come ad esempio l’inaridamento della pelle. Ecco perché, dopo il lavaggio, i cittadini si spostavano e sostavano nella sala adibita ai massaggi, che effettuavano con oli profumati e unguenti speciali, importati per lo più dall’ Oriente e dall’Egitto, tra i quali si ricordano la mirra e l’olio di mandorle [*] Esistevano due classi di terme: una più povera destinata al popolo ed una destinata ai ricchi, che erano dei veri e propri monumenti e piccole città all’interno della città. Nonostante la differenza di classe e di possibilità economiche nessuno rinunciava, oltre che all’igiene, anche a sentirsi meglio.
E perché dovrei rinunciare io? E soprattutto: perché andare alle terme in Trentino (va di moda salire fin lassù) invece che qui vicino. Anche se le mie amiche mi hanno guardata scandalizzate. Secondo me alla Salvarola tutti tedeschi.

Storie di (Stra)Ordinaria Scrittura

off_logo3.jpgPiù che per la “50 special”, Cesare Cremonini lo ricordo per “Qualcosa di grande”, canzone romantica e con cui ho riposto in memoria un amore finito con colonna sonora.
Martedì 13 aprile si avrà l’opportunità di ascoltare Cesare Cremonini all’OFF di Modena, il centro musica del Comune.
Dalle 21 in poi Pierluigi Senatore intervisterà il cantautore bolognese che fa tappa a Modena per presentare il suo libro d’esordio “Le ali sotto i piedi”. Un libro autobiografico in cui racconta della sua adolescenza e la strada che ha percorso per realizzare i suoi sogni.
L’incontro con Cremonini si inserisce nella rassegna “Storie di (stra)Ordinaria Scrittura” rassegna dedicata alle contaminazioni tra parola e musica, organizzata dall’associazione Culturale Friction, con la collaborazione oltre che del Comune di Modena, anche quelli di Spilamberto, Carpi e Nonantola.
Il Centro Musica oggi è una struttura che si occupa di promozione della creatività musicale, soprattutto giov
off.jpganile. A fianco delle sale prova di Mr.Muzik c’è una sala concerti a disposizione di gruppi musicali, associazioni, privati, enti, realizzata dal Comune di Modena con un contributo della Regione Emilia Romagna.
Il complesso Mr.Muzik
è uno spazio per musica live completamente arredato, su una superficie complessiva di 270 mq comprensivi di sala, camerini, punto bar, e ha come scopo quello di mettere a disposizione spazi a costi ragionevoli, sostenendo la produzione delle band modenesi e l’attività di realtà che operano in questo settore.
La gestione, curata dal Centro Musica, prevede turni differenziati (5 ore, 8 ore, intera giornata), possibilità di registrazione dei concerti in presa diretta, personale di custodia e tecnici audio/luci.
Il Mr Muzik OFF, invece, nasce il 10 febbraio 2006 a seguito dell’esigenza di realizzare uno spazio cittadino polifunzionale in cui si incontrano musica, cultura e divertimento; il Mr Muzik OFF si trova in via Morandi 71 a Modena, la serata è ad ingresso gratuito e sarà aperta dal giovanissimo artista modenese Kheyre, che ha debuttato poche settimane fa con il cd “Pecore Nere”.

Fine settimana fra polemiche e

divieti.jpgNon sono giorni sereni per i modenesi che vogliono prepararsi a vivere la città in questo fine settimana di aprile. Il sindaco ha “rispolverato” l’ordinanza per cui non è possibile entrare in bar e ristoranti se si ha un cane al guinzaglio. Ed è subito polemica, gruppo su Facebook e ci si prepara alla manifestazione.
C’è chi invece la protesta l’ha già messa in scena contro l’ordinanza che vieta per negozi e alimentari di vendere alcolici, nonchè di consumarne e trasportare con sè fuori dagli spazi di pertinenza dei locali autorizzati. Da modenese adottata ho sempre notato una sorta di “coprifuoco” che scatta intorno alle 20 nelle strade nella città, e credo che queste limitazioni non faranno altro che peggiorare il vuoto desolante delle strade, rendendole ancora più pericolose.
Almeno torna Expo elettronica sabato 10 e domenica 11 aprile a Modena Fiere, la mostra mercato dedicata agli appassionati di elettronica ed informatica.
La fiera si è già svolta nel mese di gennaio, e avevo già avuto modo di segnalarla. E nonostante abbia già fatto acquisti, anche questa volta non me la perdo. Adoro passeggiare fra le bancarelle a caccia di “stranezze” tecnologiche.
In questa occasione Expo Elettronica ospita anche l’annuale Symposium della sezione modenese dell’Associzione Radioamatori Italiani. Sorta nel 1946, questa sezione è intitolata al radioamatore modenese Egeo Wolmer Malpighi e conta circa 180 soci. Il tema trattato nelle due giornate del Symposium riguarda il “Software Defined Radio”, in sigla SDR, una tecnologia in via di sviluppo che permette di costruire ricevitori radio non più hardware ma completamente a livello software e multistandard (UMTS, GSM, Wimax, Satellitare…). (L’ingresso alla fiera e al Symposium è gratuito per tutti i radioamatori in possesso di regolare licenza.)Expo_web.jpg
Starò solo attenta di non ripetere l’errore di gennaio: abbiamo passeggiato fra le bancarelle osservando e appuntando le cose da comprare al miglior prezzo con calma, dando per scontato di avere del tempo (siamo arrivati intorno alle 16). Peccato invece che la fiera chiuda alle 18. Quindi questa volta si arriva presto e occhio all’orologio.
Soprattutto: cani a casa e niente spritz seduti all’aperto, magari in Piazza Grande.