Artigiana italiana

artigiana.jpgLa città di Modena ha aderito al blocco totale del traffico promosso dal sindaco di Torino e presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani Sergio Chiamparino e dal sindaco di Milano Letizia Moratti, per la giornata di domenica 28 febbraio. L’area interessata è sempre la stessa (per chi non la conoscesse cliccate qui), e va dalle 8.30 alle 18.30.
Ed è subito polemica perché oggi 26 febbraio fino a domenica 28 in zona Modena Fiere si terrà la terza edizione del Salone della Qualità Artigiana Italiana.
Si tratta di una mostra mercato dove è possibile vedere ed acquistare gli oggetti più rappresentativi della produzione manifatturiera nazionale. Artigiana Italiana è la fiera del “made in Italy”, la vetrina di maestri artigiani custodi di tradizioni antiche, abili creatori di prodotti unici e originali, apprezzati in tutto il mondo, il meglio di un lifestyle del fare “su misura”.
Sarà allestita divisa per tre grandi aree tematiche. L’eccellenza artigiana nell’ambito delle produzioni di ceramica, porcellana, decorazioni, oreficeria, scultura, stampa su tela, tappezzeria, vetrate artistiche, cornici d’arte, mobili, cuoio, scarpe e prodotti di pelletteria, abiti, accessori, falegnameria, ferro battuto, strumenti musicali, arti grafiche, restauro.
L’enogastronomia d’autore con le migliori produzioni del territorio modenese, come l’aceto balsamico, il Parmigiano Reggiano, il prosciutto e il lambrusco.
Ingiardino dedicata all’allestimento e alla cura di giardini e terrazzi, con la presenza di botteghe artigiane specializzate nella progettazione e nella realizzazione di prodotti per gli spazi verdi.
Per visitare Artigiana Italiana l’orario di apertura è venerdì 26 e sabato 27 febbraio dalle 15 alle 23, domenica 28 dalle 10 alle 20. Il biglietto di ingresso intero costa 5 euro, il ridotto 3 euro, oggi si entra gratis. Compilando un form sul sito della manifestazione è possibile poi ricevere nella propria casella di posta elettronica un biglietto ridotto per l’ingresso.
Credo proprio che Domenica me ne uscirò a piedi godendomi la città senza macchine, e approfitterò della chiusura in “notturna” e dell’ingresso gratuito per fare un giro alla fiera  oggi, dopo lavoro. All’ultima fiera ho fatto
un ottimo acquisto, spero di riuscire nuovamente nell’impresa.

Mutina oltre le mura

corteo_marino.JPGChe Modena sia una città antica lo testimoniano le prime notizie di insediamenti umani nell’area modenese che risalgono al Paleolitico (all’incirca 10.000 anni fa), ritrovamenti conservati presso il Museo Civico. Lo si deduce dal nome: Mutina, l’antico nome latino della città, sembra derivare da Mut, termine etrusco che stava ad indicare un piccolo rialzo del terreno. Altri studiosi fanno invece risalire l’origine del nome della città al termine celtico Mouden, dal significato molto simile a quello etrusco, che pure fa riferimento alla posizione della città ai piedi delle colline. E i ritrovamenti degli ultimi anni non sono altro che la prova di quello che si sapeva già, quello che la memoria aveva conservato ma che il tempo aveva sepolto sotto cumuli di terra e asfalto.
Fino a Giugno 2010 presso i Musei Civici in Piazza Sant’Agostino è possibile ammirare la mostra Mutina oltre le mura. Recenti scoperte sulla via Emilia, un’esposizione dedicata ai più recenti rinvenimenti effettuati lungo la grande arteria consolare romana, dagli scavi del santuario preromano di Cittanova, che hanno restituito venti splendide antefisse in terracotta con teste femminili, a quelli della tangenziale Pasternak, della BMW e della zona di Fossalta, da dove proviene il leone in pietra rinvenuto agli inizi del 2009.
Fulcro dell’esposizione è l’imponente fregio con corteo marino che decorava in origine un grande monumento funerario rinvenuto nel 2007 sulla via Emilia Est a breve distanza dal monumento di Vetilia. Si tratta di una testimonianza di straordinaria importanza dell’arte figurativa romana della prima età imperiale (fine I secolo a.C.). E’ composto da quattro blocchi di pietra e ha uno sviluppo sulla parte frontale di quasi cinque metri. Presenta un corteo in cui si alternano mostri marini, ippocampi e pesci aggiogati a carri o cavalcati da Nereidi e Amorini. Del monumento originario, smantellato in età tardoantica, sono stati recuperati nel corso dello scavo numerosi frammenti: colonne scanalate, capitelli corinzi, elementi di architravi, cornici e porzioni della copertura a cuspide.
Se siete stanchi di ammirare solo la copia dell’ara romana, e non riuscite ad aspettare che si decida delle sorti dei ritrovamenti del Novi Sad, direi che è proprio una mostra imperdibile.

Happy Hours tra cose strane e bizzarre

Copenhagen sirenetta 250x169.jpgSoprattutto in una certa fascia di età l’idea legata al museo è quella di un posto noioso, polveroso, silenzioso (fate caso? tutte cose che finiscono in -oso). Eppure a volte, semplicemente, basterebbe conoscere l’aneddoto giusto e saperlo raccontare mentre si percorrono i corridoi e tutti quegli oggetti, come per incanto, prendono vita e si trasformano in interessanti compagni di viaggio.
A Modena il Museo Civico d’Arte nasce nel 1962 a seguito della suddivisione dell’ottocentesco Museo Civico in due settori distinti: archeologico-etnologico e storico-artistico. L’istituto, fondato dopo l’unità d’Italia, trae la sua vocazione primaria dall’essere luogo destinato alla conservazione delle “patrie memorie” e all’affermazione dell’identità civica. All’interno si possono osservare oggetti che documentano aspetti della storia e della cultura modenese dal XII al XX secolo.
Sabato 27 febbraio alle ore 17.30 viene proposto un insolito tour fra gli oggetti più singolari dei Musei Civici, alla scoperta di antichi rituali, composizioni improbabili e storie affascinanti.
Tra le stranezze di questo viaggio nel tempo ricco di inaspettate sorprese vi sono la spada di un guerriero dell’età del bronzo, recuperata perfettamente integra nei pressi di un rogo rituale; un’inquietante “sirena”, donata al Museo alla fine dell’Ottocento dopo che nei decenni precedenti erano apparse sui giornali notizie di avvistamenti e recuperi di esseri simili nel nord della Cina e nel mar di Marmara.
Il percorso prosegue alla scoperta di un piccolo organo portatile utilizzato per insegnare il canto ai canarini per il quale anche Wolfgang Amadeus Mozart scrisse divertimenti musicali, mettendolo poi nelle mani di Papageno nel “flauto magico”.
Altre sorprendenti curiosità attendono i visitatori in questo suggestivo percorso segnato dal piacere della scoperta.
La visita in questo mondo strano ed incantato dura circa un’ora, l’ingresso è gratuito, la prenotazione non obbligatoria e alla fine … aperitivo per tutti.
Fatevi sorprendere.

Certe notti … a teatro.

manifesto_4.jpgPer chi si fosse perso lo spettacolo del 17 gennaio a Modena ha ancora un’occasione per vedere “Certe notti” senza andare troppo lontano.
Sabato 21 febbraio al Teatro Comunale di Carpi va in scena lo spettacolo di danza con la musica di Luciano Ligabue, le coreografie di Mauro Bigonzetti e le video installazioni di Angelo Davoli.
Musica e parole si fondono con il corpo dei ballerini per una esperienza emozionante e coinvolgente.
“La notte trasforma, la notte ridisegna, la notte traveste i contorni del mondo ed è lì, in quella zona indefinita e posticcia, transitoria e un po’ irreale, che si rivelano le nostre passioni più segrete, quei desideri che non sbocciano alla luce del sole e che trovano invece il loro humus ideale nell’oscurità più intima e silenziosa.
La notte è anche il tempo del non detto, della libertà, delle possibilità infinite, degli ampi respiri.”
In questo allestimento affascinante ed inconsueto, Mauro Bigonzetti, ormai rodato coreografo di Aterballetto, ha scelto di evocare atmosfere poetiche servendosi di tre diversi linguaggi: quello del corpo, della musica e dell’immagine. E spiega : “Questa notte dovrà essere come un treno preso al volo senza conoscere la fermata in cui si scenderà, dovrà essere il luogo delle nostre solitudini e contemporaneamente delle nostre condivisioni, dovrà, insomma, rivelarsi come grande metafora di un palcoscenico…”.
Dall’incontro del celebre artista con uno dei musicisti italiani più amati e popolari è nata una collaborazione che è sfociata in uno spettacolo magico, in cui le esperienze comuni si sono amalgamate e hanno saputo dar vita ad una serie di momenti in grado di comunicare emozioni private e profonde.
Unico problema dello spettacolo: reggere un paio di ore senza trasformarmi in una carampana cantando a squarciagola tutte le canzoni…si cercherà di resistere.

Giornata internazionale della Guida Turistica

giornata-guida-turistica.jpgA cercare qualcosa di interessante da raccontare mi sono imbattuta in una curiosità: il 21 febbraio di ogni anno si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Guida Turistica. L’appuntamento consente alle guide turistiche abilitate di farsi conoscere a livello territoriale, offrendo gratuitamente le proprie prestazioni per accrescere nel pubblico l’attenzione e la consapevolezza dell’importante ruolo svolto nel diffondere della conoscenza del patrimonio culturale, storico, artistico, economico e sociale delle realtà in cui operano. L’iniziativa è promossa a livello mondiale dalla World Federation of Tourist Guide Associations (WFTGA) e a livello italiano dall’Associazione Nazionale delle Guide Turistiche (ANGT).
In tutta Italia si propongono itinerari e promuovono progetti. A Modena la giornata è organizzata dall’Associazione di Guide, Accompagnatori ed Interpreti Abilitati di Modena e provincia (G.A.I.A.M.), che propone nelle domeniche 21 e 28 febbraio 2010 visite guidate a piedi e gratuite, alla scoperta delle meraviglie dei centri storici delle città di Carpi, Mirandola, Modena, Nonantola, Sassuolo e Vignola.
Per partecipare è possibile telefonare o inviare un SMS ai numeri 349.1931875 e 338.3415671, inviare un’email a gaiam@comune.modena.it oppure chiamare direttamente gli Uffici di Informazioni Turistiche delle singole città.
Tutti i percorsi guidati iniziano alle 10.30 e durano circa 90 minuti. I ritrovi sono a Carpi presso lo IAT in Via Berengario 2 (tel. 059.649255), a Mirandola presso l’UIT al Castello dei Pico (tel. 0535 610944), a Modena presso lo IAT in Via Scudari 10 (tel. 059.2032660), a Nonantola davanti all’Abbazia di S.Silvestro, a Sassuolo presso lo IAT in Piazzale Avanzini (tel. 0536.1844853), infine a Vignola davanti alla Rocca in Piazza dei Contrari.
Considerata l’ultima mossa del governo di eliminare la storia dell’arte dall’insegnamento superiore credo valga la pena segnarsi questa data sul calendario e festeggiare tutti gli anni un mestiere che potrebbe diventare raro e prezioso.

Il “Bensone”

731_1.jpgNon essere nata a Modena (come ho già avuto modo di raccontare) mi permette un punto di vista, a mio avviso, privilegiato sulle cose. Cerco il significato di tutto nel tentativo di capire dove sono finita e soprattutto, nel tentativo di sentirmi un po’ “a casa” anche io.
Ci sono cose che di Modena non capirò mai, come il “coprifuoco” che scatta intorno alle 19, quando come per incanto, in centro, tutte le saracinesche dei bar chiudono. E trovare un bar aperto potrebbe dare vita ad un’odissea dall’esito incerto.
Di altre invece ne capisco bene la portata e la provenienza, e una di queste fa partire la mia considerazione partendo dalla cucina.
Considerato che siamo nel periodo di Carnevale, starete pensando sicuramente a quei nastri di pasta fritta che qui prendono il nome di “frappe”. In realtà è un dolce che si trova in tutta Italia, e che a seconda del luogo prende un nome diverso: chiacchiere, crostoli, sfrappole, galani, cenci (lascio a voi il compito di collocarle geograficamente).
Oggi volevo parlarvi di un dolce, ma di un dolce che racconta di un passato contadino e spartano: il Bensone.
Tutte le famiglie modenesi ne conoscono la ricetta, e a quanto pare è una ricetta rimasta invarita da secoli. La forma può essere a “S”, a ciambella, o a pagnotta. Può essere servita vuota o ripiena di marmellata di prugne o con il “savor”.
Nel 1300, il primo dicembre, giorno dedicato a Sant’Eligio, patrono degli orafi e dei fabbri, la comunità modenese lo offriva in dono alla Corporazione di questi artigiani. La ricetta del bensone, a quei tempi, prevedeva un impasto di farina, uova, burro, latte e miele. Quest’ultimo ingrediente – come in tutte le altre preparazioni di cucina – ha poi lasciato il posto allo zucchero, prima di canna e successivamente di barbabietola.
Oggi lo trovate come dolce da pomeriggio, per merenda, da inzuppare nel the, ma in realtà è il dolce da fine pasto da inzuppare nel lambrusco.
“Il bensone (nella Bassa modenese chiamato “belsòn” o “busilàn”) ha un’etimologia suggestiva. Qualcuno l’attribuisce alla ritualità della sua presenza sulla tavola in certe occasioni religiose. Pane di benedizione, dal francese “pain de bendson”, invece, è l’interpretazione semantica suggerita dai glottologi che hanno studiato i numerosi collegamenti fra il dialetto modenese e la lingua francese. Un tempo, infatti, in occasione del Sabato Santo e di altre festività religiose, c’era l’usanza di far benedire in chiesa il semplice dolce. Altri, però, propendono per la derivazione dal francese “pain de son”, pane di crusca, che è altrettanto accettabile dell’altra, sia per la stessa origine straniera sia perché, un tempo, per preparare il bensone si usava proprio la farina non setacciata. Con lo stesso impasto si preparava anche la ciambella (“brazadèla”), che per tradizione religiosa era regalata ai giovani cresimati. Secondo una consuetudine della Diocesi, rispettata almeno sino al 1920, il sacramento era impartito soltanto in Duomo: la domenica di Pentecoste ai ragazzi e alle ragazze del Comune di Modena e il lunedì successivo a quelli della montagna e della Bassa. In quei due giorni, le strade vicino al Duomo si riempivano di bancarelle che, oltre a coroncine, rosari e libretti da messa con la copertina di finta madreperla, vendevano le simboliche ciambelle. Erano rotonde, con un largo foro al centro secondo l’usanza, risalente al XIII secolo, di portarle infilate in un braccio, durante la tradizionale visita dei cresimati ai parenti.” (fonte)
La ricetta sarebbe giusto che la postasse una rezdora, quindi lascio un invito a inviarmi la ricetta in privato, che proverò personalmente, e che poi pubblicherò con tanto di foto della mia realizzazione.

Unica Fine Art Expo

modenantiquaria2.jpgMentre scrivo sta nevicando. Di nuovo. La neve è uno spettacolo che trovo meraviglioso mentre al caldo, dietro i vetri della mia cucina, la osservo svolazzare fino a ricoprire tutto il paesaggio di un manto bianco e ghiacciato.
E anche se la viabilità dopo una nevicata come quella che è iniziata da un’oretta, risulta abbastanza difficoltosa, o comunque limitata, sicuramente vorrete sapere cosa si può fare in questo week-end, che di rimanere a casa nessuno ha voglia.
Una bella proposta arriva dalla Unica Fine Art Expo, che si terrà dal 13 al 21 febbraio in zona fiere. In un’unica esposizione se ne potranno ammirare ben 4: Modenantiquaria, Petra, Excelsior e Art&Food.
Modenantiquaria è arrivata alla 24ma edizione, attirando negli anni un pubblico colto e raffinato, ponendosi come punto di riferimento fondamentale nel mercato dell’arte antica. Ottomila metri quadrati di esposizione organizzata secondo una rigorosa planimetria, che si rivela al visitatore favorendo la scoperta delle meraviglie esposte dalle singole gallerie; le luci e le simmetrie dell’allestimento contribuiscono poi con la ricercatezza e l’equilibrio della composizione a esaltare il pregio e l’unicità delle opere.
Petra è l’unica esposizione del genere in tutta Europa: antiquariato per esterni. modena_unica_modenantiquaria.jpg
Nello splendido giardino indoor, il migliore antiquariato per parchi e giardini Petra evoca atmosfere en plein air e suggerisce un uso creativo nelle ristrutturazioni edili di materiali eterogenei: fontane, colonne, capitelli, anfore in terra cotta, pavimentazioni per esterni e interni, ma anche inferriate e cancellate in ferro battuto, vasi portafiori, vasche in marmo, intere serre, porte e camini. A Petra, le aree verdi diventano oggetto di architettura ed esaltano il valore degli oggetti esposti.
Con uno spazio espositivo dedicato Excelsior è la rassegna di pittura esclusivamente focalizzata sulla produzione italiana dell’800, con piccole invasioni nell’arte del primo ‘900, tra avanguardie e persistenze, che riunisce le più importanti gallerie specializzate con le migliori espressioni dell’arte pittorica italiana del XIX secolo.
Art&Food è la novità introdotta dall’edizione 2009: sotto la direzione artistica dello chef Massimo Bottura, il ristorante gastronomico ospita circa 60 coperti ed è teatro delle performance culinarie dello chef modenese e di altri colleghi “stellati” provenienti dai più affermati ristoranti d’Italia.
La neve nel frattempo ha smesso di cadere lieve e silenziosa. Il fine settimana è salvo.

Buon divertimento.

Giovedì Grasso in compagnia della famiglia Pavironica

corteo.jpg“Semel in anno licet insanire”! 
(Una volta all’anno è lecito festeggiare).

Una massima che arriva dritta dritta da quella stessa società che ci ha regalato il Carnevale. Nell’antica Roma si festeggiava per giorni e giorni fino allo sfinimento.E il travestirsi è sicuramente un invito ad abbandonare le convenzioni e la normale routine per vivere almeno un giorno in piena libertà.
Con il tempo ho smesso di travestirmi e la festa non mi attrae particolarmente, eppure in tutta Italia ci si prodiga per festeggiare l’evento fra carri allegorici, maschere che impazzano nelle strade, coriandoli, musica ed eccessi.
Per i modenesi l’arrivo del Carnevale significa l’arrivo della Famiglia Pavironica nel giorno del giovedì grasso.
Il capofamiglia Sandrone, maschera del Ducato di Modena, rappresenta il tipo di contadino abbastanza agiato che viveva nel secolo XVIII°, il suo nome è Alessandro e più brevemente Sandrone, il quale per essere stato alunno alla scuola del curato e per aver letto pochi libri che gli erano capitati tra le mani, era montato in superbia. Porta un berretto da notte simile a quello di Fagiolino, di lana rossa o a righe bianche e rosse, che copre i capelli grigi. Indossa una giubba scura e un panciotto a pallini, nonostante l’età è di aspetto ben portante con un faccione bitorzoluto e colorito perché sostenuto dal vino rosso. La maschera rappresenta sia il contadino ignorante, ma anche la furberia e il buon senso, portavoce del popolo più umile e maltrattato, eternamente affamato ma astuto e sempre in cerca di stratagemmi per sbarcare il lunario.
Nel 1840 “prende moglie”, compare cioè anche la figura della moglie Pulonia e ben presto la famiglia si completa con il figlio Sgorghiguelo. sproloquio.JPG
Domani 11 febbraio Sandrone, Pulonia e Sgroghiguelo escono dalla Stazione delle Ferrovie dello Stato (alle ore 14), fingendo l’arrivo del leggendario Bosco di Sotto, residenza abituale del nostro trio, preceduta da una fanfara carnevalesca seguita da altre maschere provinciali, regionali e nazionali.
Scortate da due cocchieri e valletti in divisa del settecento, le maschere sfilano poi per le vie cittadine ( via Galvani, viale Monte Kosica, via Bonasi, Corso Vittorio Emanuele II, via 3 febbraio, piazza Roma, via Farini, via Emilia, viale Martiri della Libertà, viale delle Rimembranze, piazzale San Francesco, corso Canalchiaro, corso Duomo, via Emilia, via Scudari) su di una carrozza ottocentesca trainata da due cavalli.
Terminate le visite ufficiali (alle autorità religiose, civili e militari), finalmente Sandrone appare al balcone municipale con la famiglia e comincia il suo “sproloquio” in dialetto modenese sui più importanti avvenimenti accaduti in città durante l’anno.
“Mudnés éd Mòdna! Mudnés dl’èlta, dla Bàsa e a mèza via, zemiàn scampe a l’influèinza, a-v salùt tòtt quant in masa” (Modenesi di Modena! Modenesi della zona alta, della zona bassa e della zona centrale, geminiani scampati all’influenza, vi saluto tutti quanti insieme – “zemiàn” ovvero “geminiani” è un altro modo per definire i modenesi, dal nome del santo protettore San Geminiano).
Il discorso di Sandrone, rigorosamente in dialetto modenese, si apre sempre allo stesso modo. I contenuti dello sproloquio possono variare di anno in anno, e quest’anno secondo alcune indiscrezioni  la famiglia Pavironica s-parleranno di argomenti, quali la crisi, la viabilità cittadina e provinciale, i parcheggi e … di calcio.
In linea con l’aria di libertà e leggerezza del Carnevale, a Sandrone e alla sua famiglia è permesso esprimere pubblicamente le proprie invettive, con l’interpretazione di un punto di vista ironico e burlone sull’evoluzione dei costumi e sulla società modenese.

(la foto in apertura è di Roby Ferrari)

M’illumino di meno

millumino-2010-locandina.jpgVenerdì 12 febbraio 2010 si celebra la sesta edizione di “M’illumino di meno”: la Giornata del Risparmio Energetico lanciata dalla popolare trasmissione radiofonica Caterpillar, in onda su RAI Radio 2.

Dopo il successo delle scorse edizioni, con l’adesione di migliaia di ascoltatori e di intere città sia in Italia che all’estero, quest’anno l’invito a rispettare un simbolico “silenzio energetico” si trasforma in un invito a partecipare a una festa dell’energia pulita.
Nelle piazze spente di tutt’Italia si accenderanno luci “virtuose” alimentate a energia rinnovabile o dimostrazioni creative di consumo efficiente, per testimoniare il passaggio da un sistema ormai al collasso ad una gestione più “illuminata” del nostro futuro. Per raccontare questa festa dell’energia pulita, il 12 febbraio Caterpillar andrà in onda eccezionalmente dai Mercati Traianei in Roma, coinvolgendo cittadini, scuole, istituzioni e associazioni in una rassegna di luci belle, creative e pulite, escogitate ad hoc, con un concerto finale rigorosamente a impatto zero.
Anche Modena farà la sua parte iniziando la giornata dedicata al risparmio energetico alle 9.30 con un seminario e dalle 12.00 si spengono le luci nelle sedi degli uffici comunali (Via Santi, 40 e 60, Via Galaverna, Palazzo Comunale, fatti salvi servizi essenziali) Dalle 18.00 alle 20.00 spegnimento dell’illuminazione pubblica di Piazza Sant’Agostino e Piazza Grande. Dalle 18:30 aperitivo al buio negli esercizi commerciali, bar, ristoranti aderenti all’iniziativa.

Inoltre distribuzione di lampadine a basso consumo energetico in collaborazione con Hera spa.

Cioccolato puro

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Mamma diceva sempre: la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita! (Forrest Gump)

 

Non c’è due senza tre” recita un proverbio, e per il terzo fine settimana di seguito a Modena abbiamo una buona scusa per uscire di casa, nonostante freddo e neve.
Questo fine settimana è dedicato a tutti i golosi, che per il terzo anno di seguito potranno gustare le prelibatezze dei maestri cioccolatieri realizzate per la fiera del cioccolato.
La rassegna “Cioccolato puro” è una tre giorni dedicata al cioccolato in tutte le sue forme, presenti oltre 20 stand di artigiani cioccolatieri che esporranno per assaggi e vendita i loro prodotti di sublime qualità (fra gli espositori figurano campioni europei e mondiali premiati in esposizioni internazionali da giurie selezionatissime); sarà inoltre presente un laboratorio dove, a turno, i maestri cioccolatieri si esibiranno nella realizzazione di sculture di cioccolato per deliziare anche gli occhi e non solo il palato dei visitatori.
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Il termine scientifico con cui Carlo Linneo nel 1735 definì il cacao è “theobroma cacao”, che in greco significa “cibo degli dei”. Pianta originaria dell’America tropicale, che secondo la leggenda sarebbe stata donata agli uomini dal dio serpente piumato, chiamato dagli aztechi Quetzalcòatl, il nome “cacao” deriverebbe da una parola d’origine proto amerinda, pronunciata “kakawa”. Quando sia arrivata in Europa esattamente non è dato sapere, sappiamo solo che non ne possiamo farne a meno. E non mi interessa degli studi scientifici, quando sono particolarmente triste e giù di corda, anche solo un cioccolatino mi fa stare molto meglio.
La manifestazione inizierà oggi Venerdì alle 18 al Caffè Concerto che ospiterà un convegno dove produttori, consumatori ed esperti si confronteranno sull’ etichettatura del cioccolato. La giornata di sabato 6 febbraio sarà animata da Enrico Gualdi e Sandro Damura, la “Strana Coppia” di Radio Bruno, e si terrà anche la premiazione del concorso letterario che ha visto la partecipazione di alcuni studenti delle scuole superiori cittadine. Domenica 7 febbraio, infine, l’asta dei pezzi migliori realizzati dai maestri cioccolatieri. E grazie alla collaborazione di “ModenAmoreMio” saranno una novantina gli esercizi che terranno le saracinesche alzate nella giornata conclusiva di “Cioccolato Puro”.