San Geminiano

Modena_-_Statuta_Civitas_Mutine_(1327)_Particolare_San_Geminiano.jpgGià nella Roma antica troviamo la figura del patrono (in latino patronus=”protettore”, da pater=padre). Era un cittadino di una certa autorevolezza, in genere patrizio, chiamato così per via del legame, detto di patrocinio, ossia di protezione, che aveva con schiavi affrancati o plebei indigenti.
Per il cattolicesimo, il santo patrono è una persona, venerata come santa, alla quale la Chiesa affida la protezione di una certa categoria di fedeli, individuabile in coloro che vivono in una determinata città o area geografica, coloro che esercitano un certo mestiere, svolgono una certa attività o hanno altre caratteristiche in comune.
A Modena il Santo Patrono si festeggia il 31 gennaio intrecciando solennità religiose e feste popolari, attirando in città anche i cittadini dei paese limitrofi.
In tutto il centro storico vengono allestite bancarelle, e i colori e gli odori si rincorrono e si sovrappongono, mentre le strade si riempiono, e trovare parcheggio diventa una specie di lotteria. Ma non ha importanza. La fiera allestita in onore del santo Patrono è imperdibile per tutti i modenesi. Un proverbio in dialetto modenese fa capire quante persone affluiscano a Modena in occasione della fiera: “Per la fera ed San Zemian la muntagna vin al pian e la basa vin in di deintoren e a Modna an gh’n sta piò nisun” (Per la fiera di San Geminiano dalla montagna vengono giù, dalla bassa vengono su e a Modena non ci si sta più).
Nella figura del Santo Patrono si intrecciano storia e leggenda. La leggenda vuole che nel secolo delle invasioni barbariche, precisamente nel 451, S.Geminiano salvò Modena dagli Unni guidati da Attila, nascondendola agli invasori coprendola con una fitta coltre di nebbia.
Nella storia di Modena San Geminiano fu il secondo vescovo, nato intorno al 313 a Cognento, località a 6 chilometri a sud-ovest di Modena, quando Costantino, emanando l’Editto di Milano concedeva libertà di culto al Cristianesimo. L’episcopato di Geminiano si svolse in un periodo di relativa pace, tranquillità politica e libertà religiosa. La sua opera, in un ambiente ancora prevalentemente pagano, fu forte ed incisiva. E’ lui il padre nella fede della comunità cristiana di Modena, che lo onora anche per i suoi miracoli, spesso raffigurati in dipinti e sculture.
Geminiano evangelizzò i pagani e difese la nascente comunità cristiana dagli errori degli eretici di quel tempo.
E’ documentato che partecipò nel 390 al Concilio di Milano in cui furono condannati gli errori del monaco Gioviniano, che negò la verginità di Maria. L’episodio però che ebbe maggiore risonanza iconografica e che lo caratterizzò come taumaturgo, fu il viaggio in Oriente per andare a liberare dal demonio la figlia dell’imperatore Gioviniano.
Geminiano morì, dopo un quarantennio di vita episcopale, il 31 gennaio 397. Fu sepolto in un sarcofago nella zona cimiteriale a cinquanta di metri a sud della via Claudia, oggi via Emilia.
Vi lascio con una curiosità: sembra che la città di Modena e la cittadella di San Geminiano siano legate da una leggenda. Cliccate qui e buona lettura.

Raccontarsi e incontrarsi sulle piazze dei social network

social-network.jpgPer noi frequentatori della rete i social network sono l’equivalente dei salotti nobiliari o borghesi di un tempo: “luoghi” dove potersi mettere comodi e apprendere le ultime novità, quello che si dice in giro, commentare e sparlare di tutto e di tutto.
Venerdì 29 gennaio 2010 presso la Tenda di Modena in Viale Molza (angolo con Monte Kosica) si terrà un incontro promosso dal Comune di Modena e dall’Assessorato alle politiche giovanili dal titolo “Raccontarsi e incontrarsi sulle piazze dei social network. La comunicazione e la partecipazione ai tempi del web 2.0”.

Leggendo il programma, che riporto per intero, la giornata si articolerà in tre step.
Dalle 9.30 alle 13.00 si parlerà di Social Network: individuo, comunicazione e società con Fabio Poggi, Assessore Politiche Giovanili del Comune di Modena.
A seguire Social Network: “dentro”o”fuori” la società? La teoria sociale sfidata dalla comunicazione mediata da computer con Federico Farini (Università di Modena e Reggio Emilia) e infine Quali sono gli interessi economici che stanno dietro ai social network? Perché tanti giovani usano i social network? Quali sono le potenzialità e i limiti dei social network? tavola rotonda con: Luca Castelli (scrittore e blogger), Michele Colajanni (Università di Modena e Reggio Emilia), Elena Pacetti (Università di Bologna), Marcello Testi (consulente e esperto di comunicazione, Torino).
Comune di Modena e social network: le esperienze di Monet e del Centro Musica su facebook l’argomento che chiude la mattinata.
Ci sarà una pausa con buffet e alle 14.45 fino alle 18.00 si terrà un workshop di soli giovani per discutere su temi emersi a dicembre 2009 e gennaio 2010 nel forum online su facebook e twitter con l’Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Modena.
A seguire un workshop per operatori, insegnanti, amministratori per confrontarsi sulle tematiche emerse al mattino e su come rapportarsi ai social network
Alle 19.00 Presentazione del libro “Musica liberata” di Luca Castelli.
Pausa con buffet  e alle 21.00 Dj set e concerto Yess! dj set  Brunito + Suffragette City Leaking System dj set Freak Out in concerto.
La giornata sembra interessante, gli argomenti attuali e sono convinta che partecipare fornirà spunti interessanti anche per chi non ha familiarità con questi luoghi di partecipazione e di incontro virtuali che sono i SN.
Ovviamente a me venerdì spetterà solo un’altra, noiosa e poco social giornata di lavoro, quindi non potrò partecipare. Ma se vi ho stuzzicato la curiosità, la partecipazione al convegno è gratuita, gradita l’iscrizione all’indirizzo mail csadol@comune.modena.it

Il teatro in biblioteca

carovana.jpgCome si fa ad insegnare ai bambini che diverso non è sinonimo di pericoloso?
Si inizia da quando sono piccoli, magari con una favola, meglio se interpretata da attori.
Questo lo scopo della rappresentazione che si terrà Martedì 26 gennaio 2010 alle 17, presso la Sala delle storie della Biblioteca Delfini, per il ciclo “Il teatro in biblioteca”.
Gli attori della Compagnia Teatrodistinto raccontano storie tratte dal loro spettacolo Kish Kush, rivolto ai bambini fra i 3 e i 7 anni.teatrodistinto.jpg
La cronaca ci racconta che in Emilia Romagna è facile che i bambini italiani finiscano in classe con bambini nati in altri stati, con bambini stranieri che vengono percepiti come “diversi”. Le infinite domande silenziose che possono sorgere in un bambino che si confronta con un compagno di provenienza straniera, non sempre trovano risposte. Le dinamiche che prendono forma nell’incontro con accenti, colori e modalità differenti dalle nostre, necessitano di uno spazio di riflessione, confronto e dialogo. Il progetto “KISH-KUSH tracce di un incontro” vuole essere una piccola finestra sul tema della diversità culturale e linguistica, attraverso il gioco del Teatro.
Kish Kush è il luogo dell’immaginario, uno spazio neutro che ospita due personaggi divisi, che non parlano la stessa lingua. Lo spazio di gioco, inizialmente suddiviso in due parti, propone agli spettatori due punti di vista differenti dell’azione. Attraverso suoni, ombre, e oggetti usati in modo simbolico, le due figure arrivano a confrontarsi, abbattendo il delicato muro di carta che li divide. Ha così inizio lo scambio, che porta alla creazione di immagini e sapori nuovi.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Qui potete trovare i prossimi appuntamenti: www.comune.modena.it/biblioteche/attivitaculturali/teatroinbiblioteca.htm

Week-end a Modena Fiere

Il fine settimExpo_web.jpgana scorso c’è stata la fiera di Sant’Antonio, la prossima quella dedicata al patrono San Gimignano e cosa fare di interessante in questo gelido weekend modenese?
Vale la pena di fare un salto al quartiere fieristico, perchè anche quest’anno il 23 e il 24 gennaio si terrà l’Expo Elettronica, che propone prodotti di elettronica professionale e di consumo. L’anno scorso ci siamo stati per la prima volta e ho notato che ci si può rovare davvero di tutto. Computer già assemblati o da assemblare, stampanti, scanner e tutto il materiale per poter ricaricar
e da soli le cartucce, prodotti per l’home entertainment come consolle e videogiochi, lettori mp3, mp4, tv, decoder e parabole per la ricezione satellitare, navigatori GPS, apparecchi per le radio comunicazioni come radio d’epoca, apparati per CB e per radioamatori, piccoli elettrodomestici, accessori, ricambi, strumentazioni varie, materiali per il fai da te come schede e circuiti. Un tuffo nel passato con computer “d’epoca”, con la possibilità di trovare pezzi di ricambio rari e introvabili altrove.
E poi tutte le sciocchezze dell’elettronica, gadget a basso costo nati solo per il divertimento, come lo scaldatazza usb. Ospiti fisse della manifestazione sono le Associazioni Linux, che illustrano gratuitamente in dimostrazioni pubbliche le potenzialità dei programmi
colleziosa.jpgOpen Source
Ma la parte della parte della fiera che mi è piaciuta di più è Colleziosa, la mostra mercato dedicata al collezionismo. E’ possibile trovare di tutto: vecchie radio, gadget pubblicitari, cimeli militari, monete, minerali, bambole e giocattoli del passato, un elenco interminabile di pezzi unici, cose rare e curiose. Tre le sezioni tematiche principali di Colleziosa:
– la Mostra Mercato del disco usato e da collezione che presenta una miriade di dischi in vinile, CD, DVD, video, foto, poster, riviste, cartoline, libri e tutto quanto ruota al mondo della musica, di oggi, ma soprattutto di ieriScanned picture.png
– i fumetti del passato e del presente, a cura di Modena Comics, con migliaia di titoli, autori e
personaggi, gli eroi di carta più recenti della produzione italiana, i manga giapponesi, i supereroi made in USA
il modellismo aereo, navale, ferroviario ed automobilistico, con le dimostrazioni a cura di RC Truck, divertentissime esibizioni di ‘truck modellismo’, ovvero di modellini super accessoriati e radiocomandati di camion e macchine movimento terra ma anche carri armati, aerei ed elicotteri, e i workshop curati dal Gruppo Aereomodellistico Secchia.
L’anno scorso siamo andati senza sapere cosa aspettarci esattamente, ma quest’anno andremo armati di tutti i vecchi numeri di Dylan Dog di cui possediamo solo una prima o seconda ristampa, che il numero uno che la piccola iena ha portato in dote ha bisogno di adeguata compagnia. Invece quello che proprio non ho resistito e che ho comprato sono state due belle orecchie da gatto da fumetto giapponese.
il biglietto costa 9 euro, ma se riuscite a recuperare ancora qualche copia gratuita di “news spettacolo” c’è uno sconto di 2 euro sul prezzo d’ingresso.

Il treno della memoria

treno.jpgIl 27 gennaio ricorre il “Giorno della memoria”, istituito per legge dal 2000, data che coincide con l’abbattimento dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz.
E c’è un posto vicino Modena in cui quella data significa veramente qualcosa.
Pochi sanno che a Fossoli, una frazione del comune di Carpi, in provincia di Modena, esiste quella che può essere considerata l’anticamera dell’inferno.
Dopo l’8 settembre del ’43 un campo di prigionia istituito dagli italiani nel maggio 1942 come campo per prigionieri inglesi, viene occupato dai tedeschi, attratti dalle sue strutture in muratura di recente costruzione e dalla posizione geografica che fa di Fossoli un punto strategico sulle strada ferroviaria che porta al nord, verso i campi della morte.
Il campo viene ceduto, fino alla fine del 1943, alla neo nata Repubblica Sociale che ne fa un centro di raccolta provinciale per ebrei, in ottemperanza ai dettami della Carta di Verona.
Dall’8 febbraio del 1944 subentra la gestione diretta da parte delle SS e si attiva il processo di deportazione: Fossoli diventa campo poliziesco e di transito per prigionieri politici e razziali destinati ai Lager dei nord Europa. Dalla stazione di Carpi partono, in sette mesi di attività del campo, 8 convogli ferroviari, 5 dei quali destinati ad Auschwitz. Sul primo diretto verso questa meta, il 22 febbraio, viaggia anche Primo Levi che rievoca la sua breve esperienza a Fossoli nelle prime pagine di ‘Se questo è un uomo’ e nella poesia ‘Tramonto a Fossoli’. Il convoglio giunse ad Auschwitz il 26 febbraio; Primo Levi fu tra i 95 uomini che superarono la prima selezione e fu immesso nel Campo col numero di matricola 174517. Con qu
getimage.jpegeste partenze ha inizio una serie di trasferimenti regolati da un meccanismo in cui nulla è lasciato al caso.
Il campo ha subito varie vicissitudini, e nel 1973 viene istituito il Museo del Deportato e nel gennaio del 1996 è stata costituita la Fondazione ex Campo di Fossoli, il cui scopo principale è la diffusione della memoria storica mediante la conservazione, il recupero e la valorizzazione dell’ex campo di concentramento.

Inoltre da sei anni la Fondazione ex Campo di Fossoli promuove ed organizza un viaggio che prende il via dalla stazione ferroviaria di Carpi, proprio da dove, più di 60 anni fa, gli internati del campo di concentramento di Fossoli partivano in treno alla volta dei lager nazisti. Una delle destinazioni era Auschwitz. Il progetto si rivolge principalmente agli studenti delle scuole medie superiori della provincia e ad adulti che, a vario titolo, intendono condividere con i ragazzi questo viaggio nella memoria e per la memoria.
Partiranno lunedì 25 gennaio in questa edizione 2010 di “Un treno per Auschwitz”, un treno dove i ragazzi troveranno oltre a spazi per il ristoro ed il riposo anche una biblioteca e, nella carrozza bagagliaio, perfino un laboratorio di scrittura con Carlo Lucarelli. Un convoglio diretto in Polonia dove studenti e insegnanti potranno incontrare Vinicio Capossela nella carrozza ristorante e assistere a recital musicali e letterari la sera a Cracovia. Un viaggio durante il quale sono previsti incontri con gli storici Carlo Saletti, Costantino di Sante, Eugenio Itzhak Cuomo.
Un viaggio che non è una gita scolastica, ma che insegna ai ragazzi a non dimenticare e a farsi portavoce del nostro passato recente.

L’arte del gioco

giochi.jpgAvendo una sorella maggiore di ben quattro anni ai giochi da tavolo abbiamo dedicato tanti nostri pomeriggi, complici mamma e papà che non facevano mancare occasione per regalarcene qualcuno.
Attraverso i giochi imparavamo che esistono delle regole da rispettare, che bisogna prestare attenzione se si vuole raggiungere un obiettivo e, magari, vincere, soprattutto imparavamo a starcene in silenzio per un po’ dedicando qualche ora di respiro ai nostri genitori.
La capacità e la passione del gioco ci ha accomunate da sempre e ancora oggi non manca l’occasione per una “partitella”, anche se non ci siamo mai trasformate in giocatrici “professioniste”.
Per chi invece considera i giochi di società più di un semplice passatempo a Modena può iscriversi al Club TreEmme, la più antica associazione ludica Italiana che opera nel mondo dei giochi da tavolo, di ruolo e di miniature. Fondata quasi per gioco nel 1981 ha collaborato negli anni con enti e istituzioni in numerose iniziative a carattere locale e nazionale quali ModCon e PLAY: Festival del Gioco ottenendo la stima e la fiducia delle maggiori asso- ciazioni ludiche Italiane e degli editori.Modena_Play festival del gioco.jpg
E l’occasione potrebbe essere il corso “L’arte del gioco” finalizzato alla preparazione e formazione di dimostratori di giochi da tavolo di qualità. Il Club TreEmme e l’esperto ludico Andrea “Liga” Ligabue mettono la loro esperienza e competenza ludica come garanzia sulla qualità del personale formato. La lista di coloro che supereranno la prova finale verrà consegnata alle case editrici Italiane che partecipano a PLAY – Il festival del gioco in programma a Modena il 13 e 14 Marzo 2010, o ad altri eventi ludici sul territorio Italiano e anche alle ludoteche presenti sul territorio modenese e nelle zone limitrofe. I

l corso di formazione si articola in 5 sedute della durata di due ore l’una ed alterna momenti di apprendimento teorico ad esercitazione pratiche. Alla fine del corso avrà luogo un breve esame teorico e una seduta di gioco, aperta al pubblico, che avrà la funzione di esame pratico.
Gli incontri si terranno presso la Biblioteca Crocetta in via Canaletto 108 da martedì 19 gennaio alle 17, l’esame finale sabato 20 febbraio con un pomeriggio aperto a tutti i giocatori. Il corso, gratuito, è indirizzato a tutte le persone dai 16 anni in su.
Per iscrizioni, maggiori informazioni e per scaricare il programma completo del corso: www.comune.modena.it/biblioteche/crocetta/artedelgioco.pdf
E buon divertimento!

Fiera di Sant’Antonio Abate a Modena

turismo_modena.jpgChe a Modena si festeggiasse Sant’Antonio Abate io proprio non lo sapevo. Sicuramente la tradizione di festeggiare questo santo ha radici antiche, legate al passato contadino della città. Sant’Antonio è considerato il protettore degli animali domestici, tanto da essere solitamente raffigurato con accanto un maiale che reca al collo una campanella. Il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del santo.
La tradizione deriva dal fatto che l’ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali all’interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere gli ammalati colpiti dal fuoco di Sant’Antonio. I maiali erano nutriti a spese della comunità e circolavano liberamente nel paese con al collo una campanella.
Secondo una leggenda del Veneto (dove viene chiamato San Bovo o San Bò, da non confondere con l’omonimo santo), la notte del 17 gennaio gli animali acquisiscono la facoltà di parlare. Durante questo evento i contadini si tenevano lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare era segno di cattivo auspicio.
Questo rito antico che si perde nel tempo, profondamente legato alla radice cristiana della famiglia contadina, è testimoniato anche dalle immagini o statue votive del santo esposte in molte stalle per proteggere uomini ed animali e favorire il buon esito economico degli allevamenti.
Domenica 17 gennaio si terrà nel centro storico della città la tradizionale fiera dedicata al santo. Dalle 8.30 del mattino fino alle 20 si potrà passeggiare nelle strade invase da bancarelle provenienti da ogni parte d’Italia che vendono i prodotti più disparati.

Di madre in figlia: la storia delle mondine di Novi

mondinenovi.jpegIl lavoro delle mondine ha sempre colpito l’immaginario popolare e ha ispirato molti canti popolari, oltre che opere letterarie e cinematografiche (come Riso Amaro con Silvana Mangano).
Faccio parte di quella generazione che le mondine non le ha mai viste, forse ne ha sentito parlare, sicuramente non le ha mai potute vedere al lavoro.
La mondina, o mondariso (dal verbo “mondare”, pulire) era la lavoratrice stagionale delle  risaie.
 Il lavoro si svolgeva durante il periodo di allagamento dei campi, effettuato dalla fine di aprile agli inizi di giugno per proteggere le delicate piantine del riso dallo sbalzo termico tra il giorno e la notte, durante le prime fasi del loro sviluppo. La disinfestazione delle piante di riso, oggi fatta a macchina, veniva svolta solo dalle donne, che lasciavano le loro case e alloggiavano insieme, in capannoni, per la durata della campagna di monda (circa 40 giorni in estate), con orari di lavoro disumani a volte anche per dodici ore al giorno, reclutate nei loro paesi e portate nelle risaie della Lombardia e del Piemonte per guadagnare un po’ di denaro per le proprie famiglie, devastate dalla guerra e dalla miseria. A piedi scalzi tutto il giorno nell’acqua, con la schiena curva e un cappellaccio in testa per ripararsi dal sole, le mondine restavano lontane da casa per mesi e i loro letti erano giacigli di paglia. Per sopportare la fatica e la nostalgia, cantavano.silvana-mangano.jpg
A Novi di Modena è sopravvissuto uno di questi cori conosciuto come … le Mondine di Novi, una leggenda vivente: nato a metà degli anni settanta, questo gruppo vocale è formato da venti donne della bassa modenese, la maggior parte delle quali sono ottantenni che da giovani hanno lavorato nelle risaie del Piemonte e hanno vissuto l’esperienza della Resistenza in Emilia.
A queste donne, a questo coro lunedì 18 gennaio alle 21, presso la Sala Truffaut in via degli Adelardi 4 a Modena viene proiettato il film
“Di madre in figlia”, un documentario dedicato al Coro delle Mondine di Novi. Nel film di Zambelli le Mondine di Novi si raccontano attraverso i loro ricordi e i loro canti. Il montaggio ripercorre la loro storia con vecchie immagini di repertorio in bianco e nero che si alternano alle loro testimonianze. Il documentario ne illustra anche il percorso musicale attuale: le Mondine di Novi vanno tutt’ora in giro di festa in sagra a cantare le stesse canzoni, di protesta, d’amore, di malinconia, che usavano cantare in risaia molti decenni fa. Con il passare del tempo il coro di Novi si è rinnovato, dapprima con l’ingresso delle figlie delle mondine, che hanno imparato a cantare dalle madri e si sono unite a loro per portare avanti la tradizione dei canti di risaia. Successivamente i Fiamma Fumana gruppo musicale italiano originario dell’Emilia, fondato da Alberto Cottica, ex Modena City Ramblers, hanno aggiunto il contributo di un’altra generazione ancora, quella delle ragazze ventenni di oggi, e con l’uso della musica elettronica hanno dato vita nell’insieme a un gruppo musicale elettro-folk che unisce tre generazioni.
Queste donne rappresentano il nostro passato, conoscere la loro storia ci aiuta a capire chi siamo, ci raccontano di quell’Italia che è stata e ora non è più, sommersa dal “benessere” fittizio del consumismo e ipnotizzata dai messaggi che ci propongono ogni giorno in televisione. Ascoltarle cantare e raccontare la loro esperienza di donne può essere l’occasione per noi donne “moderne” di trovare nuovi spunti di riflessione sul nostro ruolo nella costruzione della società attuale.

“Banana Republic” al Vox Club

Banana republic - front.jpgA connettersi al sito del Vox Club di Nonantola si scopre che l’evento esclusivo dell’anno è già sold out.
E non poteva andare diversamente, considerato che l’evento dell’anno a cui mi riferisco è il concerto che hanno deciso di fare insieme Francesco de Gregori e Lucio Dalla, il 22 gennaio 2010, trent’anni dopo il fortunatissimo tour “Banana Republic”. I biglietti sono stati venduti sono on-line e considerate le dimensioni del club, credo anche che non siano stati tantissimi i fortunati che potranno assistere alla serata.
Trent’anni fa De Gregori-Dalla fecero storia con brani come “Ma come fanno i marinai” e “Banana Republic”, brano che ha p
bananarepublic.jpgoi dato il nome all’album pubblicato l’anno successivo.
Sembra che l’idea sia nata questa estate quando Dalla allestì come regista uno spettacolo su testi del poeta Roberto Roversi per l’attore Marco Alemanno in piazza, a Solferino, per ricordare la battaglia che vi si svolse il 24 giugno del 1859 e che chiuse la seconda guerra d’Indipendenza. Vi intervenne, cantando alcune sue canzoni legate alla storia e la realtà del nostro paese, anche De Gregori e, a conclusione della serata, Dalla si esibirono insieme dopo appunto 30 anni.
La location è il piccolo club di Nonantola che vede spesso eventi musicali degni di nota. Lo stesso locale che viene menzionato da Ligabue nella sua “E” nell’album “Miss Mondo”.
Se siete riusciti a trovare i biglietti passate pure di qua a raccontare, che la serata è un’occasione forse unica, considerato che per adesso non ci sono altre date in programma.

Nati per leggere

“Perché leggere a voce alta?
Per la meraviglia!”
Pennac, 1993

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Appena ho letto dell’iniziativa mi sono entusiasmata. Sarà per la mia passione per i libri e la lettura, sarà che sono sempre stata convinta dell’utilità e del ruolo fondamentale che i libri, e con loro la conoscenza, rivestono nella formazione dei bambini, insomma: non potevo non dedicare all’iniziativa un po’ del mio spazio.
L’Associazione Librarsi, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Intercomunale che comprende le biblioteche di Fiorano, Formigine, Frassinoro, Maranello, Montefiorino, Prignano e Sassuolo, ricercano volontari che vogliano aderire al loro progetto “Leggi con me“. L’iniziativa fa parte del progetto nazionale “Nati per leggere” promosso dall’Associazione Nazionale Pediatri e dall’Associazione Italiana Bibliotecari.
La lettura ad alta voce da parte degli adulti non solo rappresenta il primo e più efficace strumento di avvicinamento dei bambini ai libri, ma sviluppa capacità di ascolto e progressiva dilatazione dei tempi di attenzione, aumento delle competenze linguistiche e consolidamento dell’intelligenza narrativa, cioè della capacità di organizzare i pensieri in sequenza logico-temporale.
L’impegno richiesto ai volontari è solo di un po’ del proprio tempo libero per poter fare delle letture ad alta voce e di intrattenimento per bambini dai 3 ai 6 anni presso le biblioteche del Sistema Bibliotecario, i Centri per le famiglie, gli ambulatori pediatrici e il reparto pediatrico dell’Ospedale di Sassuolo.
Verrà inoltre offerto un corso di formazione gratuito, con un esperto del settore, che insegnerà a tutti i volontari delle tecniche molto semplici per rendere più accattivante e piacevole la lettura.
Ci si trasforma per qualche pomeriggio in un leggistorie, in un incantatore che sa trasformare dei simboli in suoni, emozioni ed immagini.
Per informazioni più dettagliate ci si può rivolgere ad una delle biblioteche coinvolte nel progetto, oppure scrivere a questa e-mail: emiliamonti@gmail.com.