Baci e Abbracci a Mezzanotte

capodanno-modena.jpgLa domanda più inflazionata di questi giorni lavorativi (che vuoi farci baby: è la Modena che produce questa!) è: cosa fai l’ultimo dell’anno? Cosa ci sarà poi di bello a marcare e sottolineare che è finito un nuovo anno. Tanto ne inizia un altro che se va bene sarà uguale a quello passato…figuriamoci se va male.
Eppure la domanda sembra quasi d’obbligo, e tutti hanno la risposta: guai non sapere cosa fare per festeggiare festosamente l’anno nuovo che arriva.
Ovviamente anche io so già cosa fare.
Se la smette di piovere mi troverete a festeggiare in Piazza Grande a Modena, dove dalle 22 inizia il grande concerto di Capodanno “Baci e abbracci a mezzanotte”.
Saranno le otto voci maschili ghanesi, tutti ragazzi tra i 16 e i 28 anni, che fanno parte del coro gospel a cappella Explorers of Seventh-day Adventist Church, diretto da Ebenezer Appiah Dankwah e Micheal Mensah Forson, ad iniziare la serata. Il repertorio è composto da spirituals tradizionali e contemporanei.
Sul palcoscenico di piazza Grande salirà quindi l’Oscar Abelli Quartet, che proporrà un programma blues-funk. Con Oscar Abelli alla batteria, Alex Lomarco alla chitarra elettrica, Martin Iotti al basso e Max “Grizzly” Marmiroli al sax e alle percussioni, il suono “vintage”, scarno e verace del rhythm’n’blues degli anni Cinquanta e Sessanta si immergerà nelle passioni del blues, del soul, del funky, del rock, del jazz in una sorta di suggestivo “Freak-Jazz” strumentale. res_1261566065_ScreenShot012.jpg
Il pubblico potrà inoltre ascoltare il cantante e armonicista di origini creole James Monque Dee, animatore della scena musicale di New Orleans con un inconfondibile stile Louisiana blues, in scena a Modena con Little Paul Venturi alla chitarra, Oscar Abelli alla batteria e Martin Iotti al basso. Il concerto proseguirà con Silvia Mezzanotte, vincitrice a Sanremo nel 2002 con i Matia Bazar (“Messaggio d’amore”), ha ripreso la carriera di solista nel 2004, ha prodotto il primo album “Il viaggio” nel 2006, ha partecipato allo show di Massimo Ranieri “Tutte donne tranne me” e, infine, ha prodotto nel 2008 il nuovo album “Lunatica”.
In Piazza Grande, Silvia Mezzanotte canterà fino a pochi minuti primi delle 24, quando salirà sul palcoscenico il sindaco Giorgio Pighi per il conto alla rovescia e un breve saluto al pubblico. La musica riprenderà subito dopo con la Banda del mutuo soccorso, composta, tra gli altri, dal bassista Rigo Righetti, dalle voci di Beto, Lara Luppi e Sandra Cartolari, dalla batteria di Robby Pellati e dalla chitarra di Francesco Pugnetti. Il gruppo eseguirà lo storico brano “Non mi rompete” e saluterà il pubblico con l’ormai classico brano “All you need is love”, una delle più note canzoni dei Beatles.
Allora tutti pronto? -3 -2 -1 … Buon 2010.

Sepolture anomale

intervista-con-il-vampiro.jpgL’antropologia è la scienza che studia l’uomo dal punto di vista sociale, culturale, fisico e dei suoi comportamenti nella società. Detta così sembra una cosa difficile e anche noiosa.
A Castelfranco Emilia l’antropologia si mescola all’archeologia e fino al 21 febbraio 2010 presso il Museo Civico Archeologico sarà possibile visitare la mostra “Sepolture Anomale”.
I reperti scheletrici sono esposti con il proprio corredo, in modo da ricreare la situazione di rinvenimento delle tombe. Per mettere in luce i riti e le peculiarità di queste sepolture, che vanno dal IV sec.a.C. al Medioevo, gli archeologi hanno lavorato a stretto contatto con gli antropologi del Laboratorio di Bioarcheologia e Osteologia Forense dell’Università di Bologna.
Le azioni compiute sul defunto, che vanno dalla decapitazione all’infissione di oggetti nel corpo, dalla mutilazione alla sepoltura in posizione prona, rivelano molte similitudini con i racconti folklorici legati alla figura del Vampiro o, più precisamente, del Revenants, letteralmente “colui che ritorna”.
Sono quasi sempre maschi, giovani adulti di età compresa tra i 25 e i 35 anni, gli arti orrendamente mutilati, i crani asportati o trafitti da chiodi, i corpi sepolti faccia a terra, spesso legati, parzialmente cremati o devastati in modo cruento. Le chiamano deviant burials, sepolture devianti. In realtà in queste pratiche non c’è livore o sete di vendetta: se qualcosa le ha mosse è stato il terrore. Si cercava di evitare il ritorno del cadavere ricorrendo ad impedimenti fisici, ad esempio legando gli arti del defunto con presidi di vario tipo, corde, sudari, forse cinghie di cuoio, ipotesi accettabile considerando che, alla disgregazione dei cordami (ottenuti con ogni probabilità da fibre vegetali o tessuti animali) sopravvive la particolare posizione dei corpi, spesso ripiegati o contratti in modo innaturale, per effetto della legatura. Molto spesso si ricorreva all’uso di chiodi, oggetti con funzione magica e di forte simbologia che, seppure collegati anche a cerimonie magico-religiose non legate alla sepoltura, suggeriscono la volontà di fissare, stabilizzare e rendere perpetuo un avvenimento. I chiodi erano l’attributo associato alle Parche e avevano il compito di segnalare simbolicamente l’ineluttabilità degli avvenimenti, in particolare la morte, a cui tutti gli uomini devono sottostare.
Da sette anni a questa parte la rivista del Museo Civico Archeologico di Castelfranco Emilia “Pagani e Cristiani. Forme ed attestazioni di religiosità del mondo antico in Emilia” ha ospitato diversi contributi con l’intento di fare luce su questo fenomeno poco noto, quanto affascinante, del mondo antico attraverso l’analisi di alcuni importanti esempi di “sepolture anomale” recentemente scoperte in ambito regionale, accostandoli ad altri rinvenimenti simili ed alle tradizioni folkloriche europee.
Sepolture anomale, Indagini archeologiche e antropologiche dall’epoca classica al Medioevo in Emilia Romagna – Castelfranco Emilia (MO) – Museo Civico Archeologico, Palazzo Piella, Corso Martiri n. 204, dal 19 dicembre 2009 al 21 febbraio 2010. Martedì e mercoledì dalle 10 alle 13; Venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18; Sabato dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17; Domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19. Guida della mostra in vendita presso il Museo. Info 059.959367

Buon Natale e Buon Appetito!

pranzodinatale.jpgC’è chi per preparare il cenone della vigilia e il pranzo di Natale ogni anno inventa sempre qualcosa di nuovo e creativo per non rendere la tradizione, e quindi anche le ricette tradizionali, una semplice sequenza monotona di preparazioni che una volta preparavano le nonne, che poi hanno preparato le mamme e che adesso cucinano le figlie.
Ma la tenutaria di questo blog è un’appassionata di ricette e cucina tradizionali, e da una chiacchierata con qualche modenese doc ho scoperto di non conoscere assolutamente il menù del cenone della vigilia e quello di Natale che si preparano a Modena.
La sera della Vigilia, non possono mancare gli spaghetti al tonno, e nella variante più antica tonno e acciughe, seguiti da croccanti frittelle di baccalà, dall’anguilla in umido e i “pis putanèin frett”, i pesci puttanini fritti come li chiamano qui a Modena . Alla fine della cena di magro (più che altro un modo di dire), si mette in tavola il parmigiano-reggiano e poi la frutta secca, e dopo il caffè e un liquore (di solito è l’occasione per assaggiare il nocino o il laurino fatti in casa), che sono la scusa per fare quattro chiacchiere aspettando l’ora per andare alla messa di mezzanotte attorno a una tavola che la tradizione non vorrebbe fosse sparecchiata sino al giorno dopo.
Il pranzo di Natale era un vero e proprio rito. Si tirava fuori dalla “cristalliera” la zuppiera del servizio buono, per portare a tavola i tortellini (rigorosamente in formato piccolo: una volta ho sentito la giusta unità di misura che sarebbe 5 in un cucchiaio) cotti nel brodo di cappone. Ai tortellini in brodo, nell’ordine tradizionale, seguivano il pollo lesso con salsa verde e il pollo arrosto con le patate, poi l’arrosto di vitello e i radicchi conditi con poche gocce di un aceto balsamico. Poi il pranzo finiva in gloria, con i formaggi (accanto al parmigiano-reggiano arrivava anche il gorgonzola), la zuppa inglese bicolore e il tradizionale bensone. E sembra che il bensone sia buono inzuppato anche nel lambrusco.
Mi scuso da subito con i modenesi per le imprecisioni e gli inevitabili errori, e se avete qualcosina da correggere e aggiungere scrivetemi nei commenti.
Nel frattempo auguro buon natale a tutti.

Museo del Presepe a Villanova

presepio.jpgIl termine presepe (o più correttamente, come riportato nella maggior parte dei dizionari presepio) deriva dal latino praesaepe, cioè greppia, mangiatoia, composto da prae = innanzi e saepes = recinto, ovvero luogo che ha davanti un recinto. Nel significato comune il presepe indica la scena della nascita di Cristo, derivata dalle sacre rappresentazioni medievali.
La tradizione, tutta italiana, del Presepe risale all’epoca di San Francesco d’Assisi che nel 1223 realizzò a Greccio la prima rappresentazione vivente della Natività.
Per rinnovare questa usanza per il periodo natalizio è aperto il Museo del Presepe presso la chiesa parrocchiale della frazione modenese di Villanova. Si tratta di una raccolta di presepi artistici di epoche e provenienze diverse, databili dal XV secolo ad oggi, della tradizione napoletana settecentesca, di quella romana ottocentesa, con il presepe di notevoli dimensioni realizzato da Raffaele Minutolo e ambientato nella Piazza Grande di Modena a fine Ottocento. La collezione internazionale comprende presepi provenienti da tutto il mondo, in particolare dalla Spagna, dalla Palestina, dal Madagascar, dal Messico, dal Perù. Il Museo si costituì nel 1972 grazie alla passione collezionistica del parroco don Sesto Serri. Il nucleo più prezioso, attorno al quale si formò il Museo, è costituito da una serie di statuette napoletane databili alla fine del Settecento, che sembra appartenessero al grande presepe dei duchi d’Este. Tanti sono i presepi originali e curiosi, costruiti con i materiali, le tecniche e le ambientazioni più disparate, ad esempio una Natività è composta da 4.500 mollette da bucato in legno. Una serie di antiche incisioni e una bella raccolta di icone russe e greche completano il discorso tematico sulla Natività.


Museo del presepe di Villanova.
Apertura durante l’anno solo su prenotazione telefonica al n. 059 849921.
Nel periodo natalizio aperto tutti i giorni 9-12 e 15-19.
Costo del biglietto: offerta libera.
Visita guidata “La nascita di Cristo: viaggio nel tempo attraverso i presepi delle comunità cristiane nel mondo”.
Dall’Avvento all’Epifania 9-12.
Per la visita guidata la prenotazione obbligatoria, tel. 059 849921 oppure 059 849595.

Un tranquillo fine settimana innevato

Modena_Neve.jpgSabato mattina ci siamo svegliati con la città completamente imbiancata. La prima nevicata della stagione. Chi conosce Modena da più tempo di me sostiene che una volta di neve ne cadeva di più, ma credo che lo spettacolo sia sempre bello e magico.

I disagi ci sono stati, soprattutto nelle strade più periferiche dove i mezzi spazzaneve arrivano sempre dopo, per ovvii motivi di priorità.

Venerdì pomeriggio intorno alle 18 quando sono iniziati a cadere i primi fiocchetti di neve ero in centro, a piedi, alla ricerca degli ultimi regali di natale. Ero uscita nonostante il freddo, e all’uscita del portico che porta in Piazza Grande sono rimasta senza fiato di fronte allo spettacolo della neve che cadeva a fiocchi piccoli trasportati dal vento. Naso all’insù e occhi sgranati ho lasciato che la neve mi si posasse sulla faccia, e poi sono scappata a casa, per paura di rimanere bloccata se la situazione fosse peggiorata all’improvviso.

E infatti sabato notte, silenziosa e gelida, la neve ha ricoperto completamente la città.

A leggere i giornali la circolazione è stata garantita, grazie anche alla concomitanza della nevicata con una giornata prefestiva che comunque vede una naturale riduzione del traffico, nelle scuole hanno sospeso le lezioni, e sembra che la macchina della protezione civile, insieme alla collaborazione di cittadini, volontari, operatori del comune e polizia municipale abbia garantito parcheggi liberi a tempo di record, e lo svolgimento delle principali manifestazioni previste per la serata di sabato e la giornata di domenica, compreso il mercato straordinario.

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E io che guardo solo al lato poetico e giocoso della neve e non mi interesso di cose pratiche e delle polemiche e delle critiche sulla capacità o meno di garantire viabilità o servizi di sgombero neve, vi racconto solo di quello che ho visto io.

Ho visto la città bianca e silenziosa, ho visto la neve che ha imbiancato anche un po’ il mio balcone e il gatto, che la neve non l’ha mai vista, zampettare con sospetto e scappare dentro casa come un razzo attraverso la gattaiola a riscaldarsi con le zampe gelide e bagnate. Ho visto i bambini giocare a palle di neve e i vicini conversare spalando ognuno il proprio vialetto.

Una sola nota negativa: la neve lasciata a sciogliere ai bordi delle strade sporca e ghiacciata è uno spettacolo e cui preferirei non dover assistere


 

Un teatro da scoprire

teatropavarotti.jpgA soli tre mesi dalla morte del tenore modenese che tutto il mondo conosce, il Comune di Modena ha intitolato a Luciano Pavarotti il Teatro Comunale della città. Adesso sulla facciata del palazzo ottocentesco che si trova in Corso Canalgrande una scritta ricorda il tenore, la sua vita per la musica, il suo amore per Modena che la città ricambia ricordandolo. Il sindaco Pighi all’inaugurazione disse “Il ricordo di Luciano Pavarotti, grande artista modenese che ha illustrato con passione la sua città assume carattere permanente attraverso un luogo d’eccellenza a lui dedicato” e in occasione dell’inaugurazione nel 2007 iniziarono le visite guidate gratuite di circa un’ora anche negli spazi dietro le quinte, nella sala di scenografia e nei camerini. Che continuano a distanza di due anni con grande successo. Sabato 19 dicembre alle ore 11 sarà di nuovo possibile esplorare gli spazi del Teatro ed entrare anche nei luoghi normalmente interdetti al pubblico, come ad esempio gli spazi della produzione degli spettacoli, della sartoria e della meravigliosa Sala di scenografia.
La visita, che avrà la durata di circa due ore, sarà impreziosita dalla mostra di costumi e attrezzeria che è stata allestita nelle sale del Ridotto, dove il pubblico potrà ammirare elementi scenici di alcune delle produzioni del Teatro Comunale: dai costumi di Tosca, del Trittico pucciniano e di Madama Butterfly, all’attrezzeria del Principe Granchio, del Piccolo spazzacamino e del Fantasma di Canterville.
Come di consueto, durante il percorso, il pubblico sarà “sorpreso” da alcuni interventi musicali, realizzati anche grazie alla collaborazione dell’Istituto Superiore di Studi musicali “O. Vecchi – A. Tonelli”. Durante la visita di sabato prossimo, le “sorprese musicali” sono affidate alla flautista Clementina Savini, allieva dell’Istituto Superiore di Studi Musicali O. Vecchi – A. Tonelli di Modena.
Le visite proseguono ogni terzo sabato del mese fino ad aprile 2010, quindi il 16 gennaio, 20 febbraio, 20 marzo e 17 aprile. Il costo della visita è di 5 euro a persona. Per informazioni e prenotazioni contattare l’Ufficio promozione tel. 059 20 33 003, e-mail promozione@teatrocomunalemodena.it.

Il Natale dei bambini in città

Buonnatale09.jpgDopo tutte le parole spese per la questione luminarie natalizie, anche a Modena si è acceso il Natale. Come anticipato la città è illuminata solo in alcuni punti strategici: Piazza Grande, l’ex-ospedale S. Agostino, Piazza Roma e tutti gli ingressi della città.
In altri punti solo se i commercianti si sono organizzati ci sono le luminarie, altrimenti la città non ha esattamente l’aria di festa che ci si aspetta di trovare in questo periodo.
La storia delle luci fa parte del processo di “impoverimento” generale e generalizzato che si sente anche in una cittadina da sempre economicamente forte e  benestante.
Ma il Natale è soprattutto la festa dei bambini. Almeno loro hanno diritto ad un po’ di serenità e di credere ancora a Babbo Natale.
Fino al 23 dicembre le biblioteche Delfini, Crocetta, Rotonda e Villaggio Giardino festeggiano il Natale con tante iniziative tutte dedicate ai bambini. Oggi mercoledì 16 dicembre alle ore 17 lettura animata con Sara Tarabusi “La Mano della Strega”: siete pronti a salire su una scopa volante che decolla all’istante o a toccare la man della strega? Non male come programma, non vi sembra? E cliccando sul sito www.comune.modena.it/biblioteche si può scaricare il calendario dei prossimi incontri. (Per partecipare è necessaria solo la prenotazione).
Sabato 19 dicembre dalle ore 14 “Babbo Natale in viale Gramsci”: tanti Babbo Natale, musica e animazione. Giocolieri, mangiafuoco e giochi con palloncini attendono tutti i bambini per un pomeriggio di divertimento. L’anno scorso Babbo Natale era arrivato su di una slitta trainata da due renne (vere) Stella e Andromeda. Quest’anno ci si dovrà accontentare.

La “Preda Ringadora”

La_Preda_Ringadora.jpgRicordate la storia della Bonissima? Tra le tante, si dice che la statuetta doveva rappresentare l’onestà nel commercio (dal nome del palazzo della “bona misura”), tesi avvalorata dal fatto che anticamente sembra reggesse una bilancia (andata perduta) e posava i piedi su un basamento con incise le antiche unità di misura modenesi (che si possono ammirare all’interno dell’abside del Duomo): la pertica, il coppo, il mattone e il braccio. Chi arriva in Piazza Grande però si domanda cosa sia quella pietra nell’angolo che assomiglia ad un altare, quel lastrone vicinissimo al Palazzo Comunale.
La “Preda Ringadora“, che in dialetto modenese significa la “pietra dell’arringa“, è un grosso masso marmoreo di forma rettangolare lungo oltre 3 metri, di Rosso Ammonitico o Rosso di Verona che probabilmente, in origine, apparteneva ad un edificio romano.
Piazza Grande era (ed è) il centro della vita sociale ed economico della città. Nel Medioevo, intorno alla metà del trecento, Modena ritorna ad essere governata dai Conservatori eletti dal popolo, vengono abbandonate le vecchie leggi e sono promulgati i nuovi Statuti che regolano anche tutto ciò che si svolge abitualmente nella piazza: qui si fa il mercato settimanale e gli statuti dicono che il venerdì la piazza sia “disgombrata di letame” che evidentemente si accumulava nel corso della settimana.
Durante il medioevo la Preda veniva utilizzata come palco degli oratori, ma anche come luogo in cui eseguire sentenze di morte ed esporre cadaveri (affinché qualcuno potesse identificarli) nonché ad essere usata come pietra del disonore: secondo quanto emerge dall’Archivio Storico Comunale ogni debitore insolvente nel giorno del mercato dopo aver fatto il giro della piazza con la testa rasata e uno speciale copricapo, preceduto dal suono di una tromba doveva dichiararsi tale poi era costretto a “dare a culo nudo suso la preda rengadora, la quale sia ben unta de trementina, tre volte dicendo tre volte cedo bonis, cedo bonis, cedo bonis”, cioè promettendo di saldare il debito coi suoi beni e questo doveva accadere per tre sabati consecutivi a richiesta del creditore che poteva così ben valutare la possibilità di riavere i propri soldi rifacendosi sui beni del debitore.
Oggi rimane ad ornamento della piazza.

Il Villaggio di Natale

Villaggio_natale.jpgPer molti il periodo natalizio fa venire orticaria e un po’ di nausea. Continui spot in televisione, shopping natalizio, la preoccupazione di scegliere i regali per le persone care (e quelle meno care). E io continuo l’opera confezionando un altro post dal sapore di natale, di pandoro e torrone alle mandorle. A San Prospero, una ventina di chilometri da Modena verso la “bassa” dal primo di dicembre ha aperto il Villaggio di Natale.

La prima edizione è stata fatta nel 2008 in Irpinia. Quest’anno seguendo un twitt sono arrivata al sito dedicato al villaggio allestito quest’anno: www.ilvillaggiodinatale.com. La manifestazione si svolge all’interno di una grande tensostruttura circolare , l’interno laterale e l’esterno, sono costituiti da stands di prestigiose aziende emiliane, con esposizione di prodotti, Ferrari incluse.
Scontata la presenza di bancarelle con i prodotti più svariato. Oggetti moderni, antichi, tradizionali, tipici, high tech ed etnici per dare sfogo alla voglia di shopping o per trovare qualche regalo, anche all’ultimo minuto.


Una sala è interamente dedicata alla ristorazioni con allestimenti sia di cucina tipica emiliana, italiana ed internazionale.


Ma la cosa più interessante sono le iniziative musicali e teatrali. Sul sito è presente un comodo calendario interattivo. Cliccando sul giorno interessato si visualizza l’evento organizzato. Stasera ci sarà il concerto di Luca Carboni (che ho visto questa estate con mia grande gioia), il 12 dicembre Sabina Guzzanti con il suo spettacolo Vilipendioun travolgente sguardo comico satirico sull’Italia di  oggi che riesce ad essere esilarante e spaventoso allo stesso tempo”, il 15 dicembre saliranno sul palco Noemi e Serana Abrami, il 18 “La notte delle chitarre” con Gogo Ghidelli, Mario Schilirò, Giuseppe Scarpato, Max Cottafavi, il 23 dalle 22 in poi lo spettacolo dello Zoo di 105, il giorno di Natale spettacolo di Dario Ballantini…e il villaggio chiude il 15 di gennaio.


Non ci sono scuse per non farci un salto almeno un giorno.

Natale in centro…a Modena

nataleincentro.jpgCon l’8 dicembre si possono dire definitivamente iniziati i preparativi per affrontare al meglio le festività natalizie. E se passate in città in qualsiasi giorno della settimana troverete sempre qualcosa da vedere o da fare. A leggere il programma si capisce benissimo che ce n’è davvero per tutti i gusti. Il calendario “Natale in centro” è in distribuzione nei punti informativi del Comune e nei negozi del centro storico, è diviso in giorni e raccoglie tutti gli orari di apertura delle bancarelle e dei mercati del centro, la programmazione di teatri e cinema d’essai, le iniziative nei musei e nelle biblioteche e numerosi concerti e appuntamenti promossi dalle associazioni del territorio. Potete scaricarlo sul sito del comune di Modena www.comune.modena.it e cliccando sul banner in alto a destra.
Passeggiando per le vie del centro si respirava già oggi l’aria natalizia, quella che fa brillare gli occhi e spalancare la bocca ai bambini, quella che profuma di zucchero filato e mandorle tostate, o per i buongustai di piadina e porchetta. In vendita alle bancarelle del centro potrete trovare addobbi natalizi, giocattoli, prodotti gastronomici locali, prodotti artistici artigianali.
Piazza Mazzini, via Sant’Eufemia e Contrada Carteria ospiteranno il Mercato di artigianato artistico curato dall’associazione I Laboratori, con bancarelle aperte dalle 9 alle 20.30 dal 5 all’8 dicembre, sabato 12 e domenica 13 e tutti i giorni dal 19 al 24 dicembre.Gli appassionati di antiquariato troveranno le bancarelle “L’antico nel cuore di Modena” dal 15 al 24 dicembre sotto i portici del Palazzo Comunale e piazzetta delle Ova, tra le 9 e le 20. Mercati straordinari anche al parco Novi Sad, ogni domenica fino a Natale: il 6 e il 20 dicembre dalle 8 alle 15 nell’anello del parco ci saranno gli operatori del classico mercato del lunedì, e domenica 13 dicembre un appuntamento speciale: alle proposte degli ambulanti si affiancherà il mercatino dei bimbi Mercantingioco. Dalle 8.30 alle 13 si potranno scambiare figurine, bambole e macchinine o partecipare ai laboratori creativi a tema natalizio organizzati da scuole e associazioni della città.