Caffè nel deserto

caffe concerto.jpgHo la fortuna di lavorare in città. Piuttosto che dover prendere la tangenziale e invecchiare al volante per attraversare gli snodi impossibili all’ora cara alla maggior parte dei lavoratori per raggiungere l’ufficio, lavoro in un punto della città raggiungibile anche con i mezzi pubblici.

Mi sarebbe piaciuto lavorare in uno di quei vecchi antichi palazzi in via Emilia. In pausa pranzo sei nel salotto di Modena e puoi accomodarti in uno dei suoi caffè, puoi fare una passeggiata sotto i portici, guardare le vetrine ed entrare nei negozi aperti ad orario continuato.

Mi sarei accontentata di via Saragozza: due passi a piedi, uno sguardo alle 6 vetrine dello store cinese e sei in Piazza Grande, e nei giorni di sole puoi sgranocchiare qualcosa sui gradini del duomo con i piccioni che chiedono l’elemosina. Per non parlare del dopo lavoro e dell’aperitivo al Caffè Concerto.bar_caffe.jpg

Mi sarei fatta piacere anche corso Vittorio Emanuele, a due passi dalla stazione centrale, ma a quattro dall’Accademia e da via Emilia (quella di prima: dei ristorantini a prezzo fisso, le pizzetterie al taglio e qualche decina di bar tra cui scegliere per gustare un caffè).

E invece sono finita a piazzale Manzoni, zona che ha conosciuto tempi migliori, ma che di quei tempi andati conserva molto poco. Negozi da shopping selvaggio assenti, unica comodità un Esselunga vicino per momenti di crisi da dispensa vuota. E soprattutto non si trova un bar degno di tale nome nel raggio di 2 kilometri. Non c’è verso di gustare un caffè decente. Non pretendo che sia buono, ma che sia minimamente accettabile.

[si nota che sono di rientro dopo un periodo di ferie?]

 

 

Da grande non farò la modella

 

gnocco-fritta.jpgNonostante sia in dieta cronica, cerchi di stare attenta alle calorie e come tutte le femminucce ogni minima variazione di peso mi getti nella paranoia più assoluta, come resistere alla tentazione di assaggiare tutto quello che di tipico offre un posto nuovo?

I posti che visito in italia e all’estero li associo e li ricordo soprattutto per le cose mangiate. E Modena non è da meno.

Se passate da queste parti non dovete assolutamente perdere il gnocco fritto. E non tentate di cambiargli l’articolo, perchè quello che ho scritto è quello corretto. Gli “gnocchi” sono dei rettangoli di pasta fritti, meglio se nello strutto. Ovviamente la ricetta non la so, ma vi assicuro che i migliori si sciolgono in bocca.

Se siete fortunati il profumo della frittura dello gnocco lo potete sentire già di mattina presto, che il modenese doc lo “puccia” nel cappuccino.

Io lo preferisco a cena, accompagnato da buon salume. Oppure come è successo oggi, all’ora del caffè, dove ho tuffato la mano in un cestino pieno di piccoli rettangoli invitanti, caldi e fumanti, prima del caffè. Incurante della linea, di cui mi preoccuperò prima della prossima estate.

 

Festa. Fondata sul lavoro.

modena08.jpgPuntuale come tutti gli anni torna a Modena la Festa dell’Uni… ehm… la Festa del Partito Democratico.

A parte il nome e la evidente connotazione politica, la festa torna in tutto il suo splendore con appuntamenti politici, musicali e gastronomici, iniziando domani 27 agosto e facendoci compagnia fino al 21 settembre.

Il primo anno in cui ho avuto l’opportunità di partecipare a questo evento sono rimasta piacevolmente colpita dall’aria da fiera di paese che si respira, e anno dopo anno, con l’aumentare dei baracconi da luna park sistemati all’ingresso, la sensazione che il tutto fosse solo la scusa per raccogliere nuovi iscritti è diventata sempre maggiore.

Ma a parte questa mia sensazione che non trova riscontro in nessuna statistica, negli anni ho avuto l’opportunità di ascoltare dibattiti interessanti che mi hanno definitivamente confermato che i nostri politici a prescindere dalla bandiera sotto la quale si nascondono parlano di argomenti che poco hanno a che fare con la realtà sociale del nostro paese, ma soprattutto ho collezionato decine di concerti di artisti popolari e meno conosciuti in forma totalmente gratuita (se mi seguite da un po’ sapete che sono molto sensibile all’argomento).

Il programma completo della Festa del PD lo potete trovare cliccando qui, sintetizzare un mese di incontri e spettacoli e mostre mi sembra un tantino complesso.

Sappiate che Domenica 30 si potrà ascoltare Franceschini, e sono proprio curiosa di andare a sentire cosa avrà mai di nuovo da dire.

Invece fra gli spettacoli musicali da segnalare Pino Daniele (Mercoledì 9 settembre), gli Afterhours (Venerdì 28 agosto), i Litfiba (Sabato 12 settembre) e gli Stadio (Martedì 15 settembre).

Fra gli spettacoli teatrali Paolo Cevoli (Venerdì 4 settembre), Neri Marcorè (Venerdì 11 settembre) e Maurizio Crozza (Giovedì 17 settembre).

Spettacolo pirotecnico con Fuochi d’Artificio nella serata di inizio e in quella conclusiva.

Senza dimenticare tutti gli stand gastronomici, ognuno di una zona diversa di Modena e provincia, che portano in tavola i sapori tipici dell’Emilia. Anche se il mio posto preferito rimane il piadinaro. E ogni anno mi concedo, solo una sera, un waffel alla nutella, anche se so che si trasformerà in ciccia e brufoli appena avrò dato l’ultima leccata alla forchettina.

Non credo che questa manifestazione tenga lontano chi non segue questa corrente politica. Come credo che si sia smarrito anche il senso della direzione che hanno deciso di prendere, e l’aver cambiato nome ha solo confuso le carte e le idee.

So che la Festa dell’Unità già dal nome rimandava ad un’immagine circolare e collettiva.festa-pd-modena.jpg

Nominare la Festa del Partito Democratico, a parte la difficoltà fonica della pronuncia, rimanda a qualcosa di personale ed esclusivo, for fun only.

 

 

Benvenuti a Silicon Valley

miss-chirurgia-estetica.jpgA Riccione si è tenuto il primo concorso di bellezza per donne in silicone, dove ad essere premiata non è la più bella come mamma l’ha fatta, ma la più naturale come il chirurgo l’ha ri-fatta.E la prima a vincere il titolo di “Miss Chirurgia Estetica 2009” è stata proprio una donna modenese.La modenese a detenere il titolo si chiama Patrizia Bruschi, ha 44 anni e all’attivo una sistemata al naso, agli zigomi, e alle tette. Insomma: rifatta la carrozzeria ha passato il collaudo e le hanno rilasciato il tagliando.La notizia l’ho letta sul giornale, non ero presente nè credo sia un tipo di manifestazione a cui parteciperei, neanche come pubblico, e credo che tutti quelli come me che hanno letto la notizia hanno pensato che ormai non ci si vergogni più di nulla.Una volta il “ritocchino” si cercava di tenerlo quanto più è possibile nascosto. Ora viene esibito e addirittura sbandierato come un vanto.Il sapere che da ora in poi è stato sdoganato anche questo modo di apparire come fosse normale e naturale mi ha ricordato la scena di un film di John Carpenter “Fuga da Los Angeles”, quando Iena Plissken aka Kurt Russel finisce in quella specie di laboratorio dove vengono “spacciati” pezzi di ricambio umani per veri e propri malati di chirurgia estetica.Attraverso varie trasmissioni televisive si pubblicizza questa modalità di intervento sui corpi con l’utopia della eterna giovinezza, senza minimamente accennare ai rischi che si corrono sia durante l’operazione che dopo. E soprattutto vendono un modello di donna come se fosse un modello di auto: sfogli il catalogo e compri quella più adatta al proprio modo di essere. E così noi “come mamma ci ha fatto” non solo abbiamo da lottare contro quelle a cui madre natura ha dispensato a piene mani tette della misura perfetta, fianchi snelli e culetto sodo, adesso dobbiamo definitivamente lottare anche contro chi ha abbastanza soldi da permettersi tutto quello che madre natura ha tenuto per sè.Al posto delle miss, io avrei fatto sfilare i chirurghi con le loro creature al guinzaglio, con il cartellino del prezzo sulla parte ritoccata.

Chissà se poi sarebbero state così fiere del loro aspetto.

Università e dintorni

Copertinaannuario2009.JPG“L’estate sta finendo” cantavano i Righeira anni luce fa. E non importa se il calendario ci dice che sarà agosto per un’altra settimana. Quando mi sono immatricolata all’università questo è stato il periodo in cui mi sono iscritta alla prova di ingresso a numero chiuso della facoltà, il periodo in cui negli anni successivi mi iscrivevo al nuovo anno accademico, e studiavo per l’appello autunnale. In questa ultima settimana di agosto chi vuole frequentare l’Università a Modena deve pensare a tante cose, e se è uno studente fuori sede (come lo sono stata io) le cose da fare sono ancora di più. La prima cosa che consiglio, a meno di avere parenti/amici che possono offrire ospitalità, è di fare un salto all’Informagiovani del Comune di Modena che si trova in Piazza Grande. Si possono trovare ogni genere di informazioni: dalla stanza da affittare, all’annuncio per qualche lavoretto da fare part time, vendita di libri usati o dispense pronte all’uso. Internet point in postazione durante gli orari di apertura, e la possibilità della connessione wi-fi seduti sulle panchine di Piazza Grande 24oresu24.E magari spulciando fra i vari annunci e la valanga di brochure esposte incominciare a fare amicizia con qualcuno.Una guida da tenere sempre a portata di mano per affrontare al meglio l’anno modenese la distribuisce gratuitamente l’Assessorato al Turismo della Provincia. “Ospitalità 2009”, così si chiama l’annuario, raccoglie informazioni turistiche ma anche culturali. Indirizzi e prezzi di alberghi, bed and breakfast, ostelli, agenzie immobiliari. E ancora gli indirizzi dei punti di interesse turistico come musei, castelli o anche strutture sportive.Per poter ritirare gratuitamente la propria copia dell’annuario basta recarsi in viale delle Rimembranze 12 e Modena non avrà più segreti, nemmeno per te che hai scelto questa città per garantirti un futuro migliore con una laurea in tasca.

Cartolina per Modena

Duomo Museo Lapidario_Metope-L'adolescente e il drago (Maestro delle Metope).jpg

E’ buffo ritrovarmi al tavolino di un hotel su di una terrazza affacciata su di un mare splendido color cobalto (cliccare per credere) e dover pensare a Modena.

Tutti ci concediamo qualche giorno lontano da lei, ogni tanto. Magari non solo per puro piacere, spesso ce ne allontaniamo per lavoro, ma poi siamo di nuovo lì: in fila sulla via Emilia o sulla Tangenziale bloccata per qualche incidente avvenuto in uno dei tanti svincoli.

E’ buffo ritrovarmi in costume, con la pelle strinata dal sole e dal sale, con l’espressione beata e rilassata che solo le vacanze riescono a regalare, a pensare a Modena che in fondo non è nemmeno la mia città natale. Anche se io questo pensiero glielo dedico volentieri perchè è stata generosa con me, e forse la nebbia che insinua nelle ossa l’umido che esala è solo un suo modo di farsi portare a spasso, e stare un po’ lontana da lei mi fa apprezzare i suoi portici e le sue piazze che attraverso di prima mattina mentre scappo al lavoro in bicicletta, mentre dai bar arriva il profumo delle paste e dello gnocco fritto..

Dopo tanto tempo Modena non è più solo un posto dove tornare, per me zingara italiana che di posti vissuti ne ha accumulati anche fin troppi, in maniera sempre più insistente si insinua un po’ più in fondo tanto che in questo giorno d’agosto sono qui che invece di raccontarvi di eventi, problemi o novità, vi racconto un po’ di fatti miei e di come mi sento pensando alla città lontana.

Manca ancora qualche giorno al mio ritorno, e mentre picchio i tasti del mio piccolo eeepc ringrazio chi mi concede l’opportunità di riflettere su come i cambiamenti non sono sempre un disastro, e che a volte le città bisogna anche prenderle dal verso giusto, come un fidanzato, per poterci andare d’accordo.

Per adesso però mi godo un altro po’ di mare che quello a Modena, con tutta la buona volontà, proprio non c’è.

 

 

Abbandoni estivi anche a Modena

Perché pubblicare la foto di un gatto, e per di più del mio gatto?

Perché a quanto pare l’abbandono degli animali continua anche in questo caldo agosto 2009. E anche se ci raccontano di cani abbandonati, di cani sull’autostrada, di branchi di cani che si aggirano famelici e affamati per la città quello dell’abbandono è un triste fenomeno che subiscono anche i gatti.

La foto del mio gatto è un pretesto per potervi raccontare una storia, una storia a lieto fine.

Sono sempre stata amante dei gatti, finché ho abitato con i miei genitori non ne ho mai potuto avere uno vero. Mi ero accontentata di collezionare cartoline con protagonisti gatti nelle pose più svariate, piccolo artificio che mi permegatto eddie.JPGtteva di manifestare la mia passione per questi felini indipendenti ma in cerca di coccole e affetto.

Appena ho avuto una casa tutta mia ho voluto la compagnia di un gatto, per passione certo, ma anche per comodità. Ho sempre qualcuno che mi aspetta quando torno a casa, che mi fa compagnia di notte, che mi uccide gli insetti, e non deve essere portato a fare la pipì.

Da 7 anni convivo con questo batuffolo di pelo che mi tiene compagnia la notte scaldandomi i piedi, compagnia di giorno “aiutandomi” nelle faccende quotidiane (la curiosità dei gatti è proverbiale), che quando scrivo i post si accoccola in direzione della ventola del portatile, e se invece si sente trascurato si sdraia sulla tastiera. Soprattutto ci sono dei momenti in cui riconosco nel suo sguardo una immensa gratitudine.

Ma gli animali non sono cose. Non devono essere comprati. Non c’è n’è uno più bello dell’altro o una razza superiore all’altra. Per questo motivo quando ho deciso di prendere un gatto la prima cosa che ho fatto è stato rivolgermi ad un gattile. E a Modena ce ne sono addirittura due: uno in località Marzaglia in strada Pomposiana e un altro in località Paganine in via Gherbella. Per un paio di mesi mi sono fatta vedere ogni tanto, per dimostrare ai volontari che ero ben motivata. E una bella mattina di maggio ho potuto scegliere il gattino da portare a casa. I due rifugi del gatto sono gestiti dall’Enpa, a cui destino sempre il mio 5×1000, ma oltre a questo sono tanti i piccoli gesti che possiamo fare, anche se non possiamo adottare un gattino, cerchiamo di dissuadere chi ne vuole comprare uno. E quando andiamo a fare la spesa ricordiamoci di loro, anche le donazioni in cibo sono ben accette.

Vi racconto questa storia perché adesso il mio Eddie è in una pensione attendendo che rientri dalle vacanze. Cani di piccola taglia sono accettati in molte strutture alberghieri, ma per un felino è difficile accettare cambiamenti così radicali di abitudini per così poco tempo.

Vi racconto questa storia nella speranza che se decidete di adottare un amico a quattro zampe, lo facciate consapevoli che non è un passatempo momentaneo.

 

 

Buon Ferragosto

ferragosto a modena.jpgCi siamo. La metà del mese di agosto per qualcuno quest’anno è l’inizio della vacanza (visto che è caduto in un giorno abbastanza infame, senza possibilità di ponti) per qualcun’ altro ne segna la fine. E per chi invece lavora tutto il mese? O semplicemente non ha potuto allontanarsi dalla città?

Sappiate che semplicemente non state festeggiando una festa antica e pagana. Una di quelle tante feste pagane che poi la Chiesa Cattolica ha “riciclato” dandogli un senso spirituale.

Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall’imperatore Ottaviano Augusto nel 18 a.C. L’antico Ferragosto aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane allo scopo di fornire una adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti, periodo di raccolto nei campi. Nell’occasione, i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia: l’usanza si radicò fortemente, tanto che in età rinascimentale fu resa obbligatoria dai decreti pontifici.

Nonostante il nostro non sia più un paese esclusivamente a vocazione agricola, la tradizione di festeggiare questo giorno facendo in modo di far coincidere le vacanze con questa festività, con gite fuori porta, o anche solo con grandi tavolate è quasi d’obbligo.

E cosa offre la città di Modena a chi si ritroverà fra le sue strade sabato 15 agosto?

Per occupare la giornata si può approfittare dell’opportunità di visitare i Musei Civici, che rimarranno aperti sia il 15 che il 16 agosto dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 ad ingresso gratuito.

Nei Parchi Ferrari e Divisione Acqui dalle 21, si balla il liscio, e non solo, con Anna e Paolo.

Mentre presso il “Teatro per tutti” del Centro civico di Cittanova, in via Pomposiana 52, la rassegna “Dialett in teater” propone scenette, sketch e commedie in dialetto. Lo spettacolo avrà inizio alle 22 e sarà preceduto, come nelle altre serate di spettacolo, alle 20.45, da un buffet a base di gnocco, tigelle e salume.

Anche se in realtà ci sono iniziative sparse un po’ ovunque nei vari quartieri della città.

In effetti dopo qualche decennio di strade vuote, negozi chiusi, anziani soli, e desolazione cittadina, adesso si può rimanere in città a servizi “ridotti” ma funzionanti e forse, complice la crisi, passare il Ferragosto a Modena non sarà considerata una punizione ma l’opportunità per vivere la città senza fretta e avere l’opportunità di guardarla con occhi diversi.

 

Panettoni in bikini

panettoni modena.jpgFerragosto passa notoriamente all’insegna del pranzo “leggero”, fresco, magari con insalatoni, gelato e per finire una succosa cocomera gelata. E invece se venite a Modena e vi aggirate per le strade deserte potreste rimanere colpiti da un profumo che tanto estivo non è.

Per il secondo anno consecutivo alla pasticceria Dondi di Modena si potrà mangiare il classico panettone natalizio. Avete letto bene. Proprio il panettone con l’uvetta e i canditi.

L’idea è nata un anno fa quando la pasticceria ha raccolto la “sfida” del “gastronauta” Davide Paolini lanciata dai microfoni di Radio 24.

L’anno scorso in pieno ferragosto hanno sfornato più di 60 panettoni, tutti rigorosamente su prenotazione, quest’anno per chi non ha fatto in tempo a prenotare ma ha voglia di un po’ di aria natalizia, può recarsi in via Vignolese 578 e gustarne una fetta direttamente in pasticceria con un po’ di gelato.

Per i veri nostalgici delle tradizioni natalizie, che non vede di buon occhio il caldo, e rimpiange il freddo, la neve e le strenne, l’appuntamento è al bar Schiavoni, il piccolo bar accanto al mercato di Via Albinelli. Ormai da diversi anni offre ai modenesi che per il periodo estivo si fermano in città panini farciti con cotechino accompagnati dall’immancabile lambrusco.

Chi l’ha detto che la città d’agosto è noiosa?

 

[foto Il Resto del Carlino]

 

 

Ronde? No, grazie!

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Modena non avrà le sue ronde. Il decreto emanato dal ministro Maroni prevede la firma di autorizzazione del sindaco ed è ufficiale: il sindaco Pighi non firmerà per autorizzare gruppi di cittadini volontari, senza nessun addestramento, a girare per le strade della città, novelli sceriffi, per “vigilare” sulla nostra sicurezza.

Le motivazioni sono che in città l’apporto dei volontari per migliorare la vivibilità e la sicurezza sono in atto già da tempo. Basti pensare a Modena Sicura con Ercole Toni e le sue campagne per ripulire i muri dalle scritte, o alle Guardie Ecologiche Volontarie per la pulizia nei parchi o nei terreni e i sentieri lungo i fiumi. Oppure ancora ai Comitati Anziani che assistono i ragazzini all’uscita dalle scuole.

Insomma di ronde para-militari, a rischio scontro con altri gruppi di radice politica diversa, nella nostra città proprio non se ne sente il bisogno.

La microcriminalità a Modena non è una piaga, la sera si riesce ancora a fare una passeggiata in tutta tranquillità. Certo: alcune zone si evitano senza nemmeno starci a pensare, ma forse più per pregiudizio che per reale pericolo.Giorgio Pighi .JPG

Forse sarò solo una ragazza fortunata, ma in tanti anni non mi è mai accaduto nulla che giustifichi controlli supplementari nelle strade.

Il mio consiglio è sempre lo stesso: cerchiamo di uscire un po’ più spesso a piedi per la città. Riappropriamoci dei nostri spazi. L’extracomunitario seduto sulla panchina del parco se siamo in tanti ci farà meno paura. E forse capiremo che lui è lì come noi a godersi il fresco e l’ombra degli alberi.