Rosso (di base)

acqua rossa.jpg“Così è la leggenda. Ridendo, i bambini del luogo raccontano che, mentre dipinge l’arcobaleno, una delle piccole fate addette al rosso, la più pasticciona, lascia sempre sgocciolare la vernice dal pennello. Così, goccia a goccia, lo stagno sul fondo del Pian Perduto assume un colore carminio
incredibilmente intenso. Ma solo talvolta perchè, come l’arcobaleno può essere veduto dai comuni mortali in momenti particolari, anche il laghetto, a parte i mesi più caldi, conserva il suo normale colore verdastro.” [fonte]

Cosa avviene invece nei canali modenesi di Carpi e Camposanto? Perché qui il fenomeno è reale, non è una favoletta per bambini, e nemmeno la trovata di un artista che ama sorprendere.

Ho cercato informazioni, ma sono tutte diverse e io non sono una biologa. L’unica cosa certa è che si tratti di un’alga, e che si comporti “normalmente”, niente inquinamento o strane mutazioni vegetali.

Quindi se passate da queste parti e notate il canale tinto di rosso, non entrate in panico: per la sua colorazione non è stato versato il sangue di nessun modenese.

 

Una notte in Italia

modena di notte home.jpgPer una che ha sempre sostenuto di non capire niente di musica è strano ritrovarmi sempre a scrivere di concerti e cantautori. Sarà che la città di Modena questa estate offre spettacoli che vale la pena di non perdere ma anche stavolta voglio segnalarvi che domani giovedì 30 luglio ci sarà Ivano Fossati in concerto, con il solito scenario della splendida Piazza Grande e come al solito in forma totalmente gratuita.

La cose meravigliosa di questi appuntamenti musicali è che mi permettono di vivere la città come normalmente accade di rado. Soprattutto d’inverno, complice l’umidità e la nebbia, la città appare spettrale e disabitata. In piena estate sarebbe bello vederla sempre così, con la gente che in maniera spontanea esce di casa e sembra che si dia un unico appuntamento per passare una serata tutti insieme. Ho avuto modo di raccontare che non sono modenese, e vi assicuro che la prima cosa che mi ha colpito appena trasferita in città è stata la mancanza di “utilizzo” della città come luogo di ritrovo. Per me la cosa più difficile è stato abbandonare la consuetudine di uscire anche da sola senza avere a tutti i costi un impegno o dover incontrare qualcuno. Questo dover per forza utilizzare la macchina, o il dover per forza andare in qualche locale è una consuetudine modenese che faccio ancora fatica a comprendere. Anche se, come è accaduto dopo il concerto di Luca Carboni, c’è stato una specie di fuggi fuggi generale, forse perché il giorno dopo era lavorativo, forse solo perché non si è più abituati a passeggiare per le strade di notte, terrorizzati da tanta campagna mediatica. In realtà ogni volta che rinunciamo ad uscire per “paura”, svuotiamo le strade lasciandole a completa disposizione di chi invece “paura” ne fa.

Certo: bisognerebbe che i locali rimanessero aperti più a lungo, e che ci fosse l’opportunità di sedersi, magari ai piedi del Duomo, ma questa è un’altra storia, che racconterò qualche altra volta.

 

 

Si salvi chi può

ciclabile home.jpgIspirata da questo articolo, ed essendo io sensibile all’argomento, ne approfitto per dire la mia sulle piste ciclabili della città.

Sono tante, si snodano in tanti percorsi, danno l’opportunità di lasciare a casa la macchina e intasare meno il traffico cittadino. Ma è proprio tutto così idilliaco?

Prendo come esempio uno degli incroci più caldi all’ora di punta: quello fra via Fratelli Rosselli-Viale Buon Pastore e Viale Amendola. Tutti quelli che sono costretti a passare di là sanno che è una trappola, soprattutto se sfortunatamente è l’ora di passaggio del trenino. Salite su per Via Fratelli Rosselli, esitate per essere sicuri che ci sia abbastanza spazio per la macchina per non rimanere bloccato in mezzo ai binari (primo strombazzamento di clacson di quello che ci è attaccato al sedere. Stacci tu in mezzo ai binari mentre arriva il treno e il semaforo è ancora rosso), appena scatta il verde tutte le biciclette che si sono posizionate in pole position facendo slalom fra le macchine partono con lo sprint di una tartaruga affamata, e se non le si vuole investire si deve portare pazienza. Sorte peggiore a chi deve svoltare a destra in Viale Buon Pastore: quando scatta verde il semaforo, scatta anche per i pedoni. E sono le strisce pedonali che usano le infingarde biciclette, e che si deve fare? Attendere. (nuova strombazzata di clacson del tipo nervoso a cui vorrei suggerire di uscire di casa 10 minuti prima per evitare ritardi).

ciclabile assassina.jpgIn questo tratto di strada, all’arrivo dell’incrocio non c’è traccia di pista ciclabile, e le biciclette si comportano da veicolo se si tratta di camminare, trasformandosi in pedone se si tratta di attraversare. E su 5 attraversamenti pedonali, uno solo è dotato di chiamata, con grosso rischio per tutti. Ma il vero top del brivido per i ciclisti è l’attraversamento di Piazzale Manzoni per immettersi in Via Medaglie D’Oro. Una pista ciclabile che circonda come una cornice un parcheggio. Entrare e uscire dal parcheggio un estrazione al lotto del prossimo ciclista falciato. E meno male che il Policlinico è a due passi.

 

Musiche Ribelli Tour

 

luca carboni home page.jpgPer tutti quelli che credono che Luca Carboni faccia cantilene tristi e tutte uguali ho un avviso da fare: vi siete persi una esibizione dal vivo piena di energia e carica di emozioni.

“Stellina (dei cantautori)” è stata la canzone di inizio, una sorta di rito propiziatorio, e non ha deluso la scelta dei brani, dai vecchi successi fino alle recenti “Musiche Ribelli” (album con cui insieme a Riccardo Sinigallia reinterpreta brani degli anni ’70 di altri cantautori italiani). Perché in realtà quando si ascolta un cantautore come Luca Carboni, la canzone che si sa tutta a memoria cantata a tutta voce smette di essere solo una bella canzone e si trasforma nel ricordo di un tempo passato che scivola come un brivido lungo tutto il corpo.

E’ banale dirlo (e forse ancor di più scriverlo): io ricordo alcune canzoni perché legate ad un particolare momento della mia vita, e quando le sento, è come ascoltare la colonna sonora del mio film personale.

Ha dimenticato una strofa di “Venderò” di Bennato (tirata di orecchie), e non ha l’orchestra in pugno come Francesco de Gregori (su “Inno Italiano” lo hanno abbandonato suonando per conto loro), ma il risultato sono state due ore di pura e intensa magia.luca carboni 1.jpg

Romantico il cameo di Riccardo Sinigallia che ha cantato la sua “Bellamore” e “La descrizione di un attimo” (prestata ai Tiromancino).

Credo sia il primo concerto modenese per Luca Carboni, che ha sottolineato come la vicinanza con la natia Bologna abbia sempre fatto organizzare date per luoghi più lontani, dando per scontato i vicini di casa.

Gran finale con “Vieni a vivere con me” e la classica “Mare mare”.

Ho notato dai cori lasciati alla piazza, una preponderante presenza femminile, o sicuramente una presenza femminile più entusiasta e partecipe.

Nota a margine: ho perso l’occasione di immortalarmi in compagnia di Luca per eccesso di educazione. Ho avuto la fortuna di arrivare in Piazza Grande durante il sound check, appoggiata ad una transenna, proprio sotto al palco. Quando ha finito e l’ho visto venire nella mia direzione, ho abbassato la macchina fotografica. Bastava allungare un dito per attirare la sua attenzione e un po’ di faccia tosta per portare a casa un bel souvenir…(cercasi urgentemente autostima, anche usata)

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…intanto dustin hoffman non sbaglia un film

luca_carboni.jpgUn poeta. Un sognatore. Una persona che si definisce silenziosa, ma il suo silenzio fa rumore, fa cantare, lascia sognare.

Chissà se “Fragole buone buone” fa ancora parte del suo repertorio. Anche se in realtà Giovedì 23 luglio sarà la prima volta che ascolterò Luca Carboni in concerto, a Modena, in Piazza Grande e come tante delle manifestazioni che si stanno tenendo in città, completamente gratis… a meno che a forza di cantare a tutta voce le sue canzoni non venga sete.

Ve lo ricordate con il ciuffo ribelle a cantare “ci stiamo sbagliando ragazzi” con quell’aria di chi si trova lì un po’ per caso. Lo sguardo dolce, malinconico, un timido che sa scrivere poesie e le sa cantare. Così me lo sono sempre immaginata Luca, e qualche volta ho anche sperato di avere la fortuna di conoscerlo, anche se poi mi dicevo che con me non sarebbe mai stato se stesso (piccola fun innamorata e in stato confusionale). La sua paura di crescere raccontata in “Sarà un uomo” mentre scrive una dichiarazione d’amore come “Le nostre parole”. Dopo “Persone silenziose” che contiene la splendida “Primavera”, arriva un album dolcissimo e introspettivo dove si racconta di un amore finito. Tutti abbiamo cantato “Mare mare” ma quella che mi è rimasta veramente nel cuore è “le storie d’amore”, quelle che

“no, non finiscono mai […]

l’amore forse è solo una bugia

la bugia più grande

la più vera che ci sia

amore mio che non ho amato mai

non smetterò di amarti mai

non smetterò di perderti

di cercarti all’improvviso

di incontrarti nel mio passato

di difenderti da me”

E giù pianti e kleenex. Poi è la volta di album più allegro, dance e un po’ futuristico come “Mondo”, come dimenticare il favoloso video di “Virtuale” dove si diverte con i colori e le identità. In “Le band si sciolgono” sembrava quasi che conoscesse me e la mia piccola iena quando ha scritto “Lampo di vita”. E poi giù fino all’ultimo album dove lui, bolognese, canta anche una canzone del sassolese Pierangelo Bertoli, la splendida “Eppure soffia”.

E spero con questo di avervi definitivamente convinto ad essere in Piazza Grande giovedì sera ad ascoltare quello che io considero uno dei (pochi) migliori cantautori italiani contemporanei.

 

Piccoli trucchi per risparmiare

petrol_1418908c.jpgMia madre dice sempre che sono tirchia. Io continuo a risponderle che sono solo oculata. Per questo sto attenta ai prezzi, alle offerte, agli sconti, alle promozioni. Ed è sempre per questo motivo che ormai alla mia macchina quando si tratta di fare rifornimento non le metto più i soliti 20 euro ma le concedo il pieno. Tutte le volte.

La porto sempre a Baggiovara, frazione del comune di Modena, dove esiste un’oasi, uno di quei posti che sembrano solo un miraggio finchè non riesci a raggiungerli e scopri che esiste per davvero. Un posto dove oggi la benzina costava 1,108 euro al litro e il diesel 0,998. E sottolineo oggi, perché domani potrebbe costare qualche centesimo in più, o forse anche qualche centesimo in meno.
Il distributore di benzina di cui parlo (in via Giardini, direzione Maranello, subito dopo la rotonda dell’ospedale) dimostra che volendo anche in Italia può esistere la libera concorrenza, anche in italia il prezzo della benzina alla pompa può subire variazioni sotto la spinta della valutazione del dollaro al barile, e non solo quando si tratta di aumentarne il prezzo.
Come sia possibile non ne ho idea, so solo che ormai conviene puntare la sveglia alle 4 del mattino per evitare lunghe e interminabili code, e fare sempre e solo il pieno, per evitare di doverci tornare troppo spesso se non si abita in zona.
Davvero: sembra sempre di essere in pieno dopoguerra, in fila con la propria tessera annonaria. Invece si è solo degli automobilisti stanchi di rincari e prezzi alle stelle. Certo: per noi che abitiamo in città non è esattamente comodo, ci si deve andare appositamente, ma sono sicura che dopo una paio di pieni vi accorgerete anche voi di quanto è conveniente.

Metti una sera con Herman Hesse

enzodecaro.jpgOrfani del concerto di Claudio Baglioni che doveva esibirsi in Piazza Roma di fronte al Palazzo Ducale (ma tranquilli: lo hanno solo spostato al 12 settembre e i biglietti rimangono validi), noi nottambuli alla ricerca di una scusa qualsiasi pur di non rimanere intrappolati in casa  questo fine settimana possiamo consolarci con uno spettacolo innovativo.
Per la manifestazione “I Giardini d’Estate” (di cui ho già avuto modo di parlare) Enzo Decaro è protagonista di una lettura di “Siddharta”. Decaro sceglie e interpreta, accompagnato al pianoforte da Silvia Cappellini Sinopoli, alcuni dei passaggi più significativi del capolavoro di Hesse.

image_book.php.jpegLo ammetto: sono una di quelle che il suo Siddharta edizioni Adelphi con la copertina verde mare lo ha amato, coccolato, sottolineato, portato ovunque, citato a memoria passi, mai abbandonato. La mia copia era corredata da un segnalibri in raso della stessa tonalità della copertina realizzata  da chi mi aveva regalato il libro, certo di farmi una gradita sorpresa.
Crescendo la magia e la poesia contenuta nelle sue pagine sono ingiallite e sbiadite, sarà l’occasione per ricordare un po’ chi ero, per capire chi sono diventata.
Lo spettacolo è già un audio-book, si intitola semplicemente “Siddharta. Audiobook” Verdechiaro Edizioni.
Buona visione.

Bimbibus

beatles-abbeyroad.jpgEssere costretti ad incrociare sul proprio cammino per arrivare in ufficio una scuola all’ora di ingresso e uscita dei ragazzi è una di quelle esperienza devastanti che fanno ricalcolare all’istante al proprio navigatore un itinerario alternativo.
Macchine “appoggiate” in terza fila con le quattro frecce accese (fuori la scuola non c’è mai abbastanza spazio per parcheggiare), bambini che attraversano di corsa come gatti impazziti che rischiano di stirarsi sotto le ruote della nostra macchina, vigili che fischiano all’impazzata, automobilisti inferociti.
A questo devono aver pensato i promotori di “Bimbobus, andiamo a scuola a piedi con gli amici”. Dopo il successo della fase sperimentale di maggio 2009, che si è conclusa con grande partecipazione di alunni e volontari, continuerà anche per il prossimo anno scolastico questo progetto realizzato dall’Amministrazione comunale di Formigine in collaborazione con aMo, l’Agenzia per la mobilità di Modena e con le scuole del territorio.
L’idea è semplice: un gruppo di volontari passa lungo un percorso prestabilito per raccogliere i bambini che si trovano alla fermata del “bus”, riconoscibile da targhe con tanto di orari di partenza, e li accompagnano a scuola a piedi.
bimbobus.jpgLe iscrizioni al “Bimbibus” si sono aperte i primi giorni di giugno e ad oggi si contano oltre 100 adesioni e 13 genitori volontari.
“Il “Bimbibus” è un modo sano, sicuro, divertente ed ecologico per andare e tornare da scuola – spiega il Vicesindaco e Assessore alle Politiche scolastiche Antonietta Vastola – Andare a scuola con il “Bimbibus” è inoltre un’occasione per fare attività fisica, socializzare, farsi nuovi amici ed arrivare di buon umore all’inizio delle lezioni; è infine un modo per imparare l’educazione stradale sul campo e diventare pedoni consapevoli”.
Visto il successo dell’iniziativa, sarebbe una splendida idea che anche il nostro sindaco Pighi “copiasse” l’iniziativa per la città di Modena, organizzando il servizio per quartieri, per permettere anche ai bambini della città non solo di fare due passi e conoscere i dintorni di casa, capire i pericoli della strada e imparare ad un utilizzare un semaforo pedonale o le strisce, ma anche di crescere sapendo che per i piccoli spostamenti quotidiani non è sempre necessaria la macchina. E diventare così degli adulti più responsabili e, magari, contribuire ad una città con meno inquinamento.

E il duca traslocò

Francesco_I_d'Este.jpgCredevano forse che il caldo avrebbe distratto la giunta modenese quando è stato deciso che il ritratto di Francesco I duca d’Este dopo la mostra del Bernini (che si è appena chiusa a Firenze) avrebbe fatto ritorno in quel di Modena certo, ma in provincia, a Sassuolo.
La collezione d’arte di casa d’Este ha subito fortune alterne e si deve proprio a Francesco I la raccolta più cospicua dei capolavori che l’hanno resa celebre in tutta Europa. Fece ricostruire e ampliare il vecchio castello per mano di Bartolomeo Avanzini e costruire la reggia estiva di Sassuolo; affidò un ritratto a Velasquez (oggetto della contesa) e un busto marmoreo  a Bernini, commissionò e ricercò sul mercato dipinti dei maggiori artisti come Reni, Guercino, Albani, Salvator Rosa. E pur di ampliare e rendere più prestigiosa la sua collezione non esitò a depredare le chiese in cui si trovavano dipinti di valore come la celeberrima “Notte” del Correggio, sottratta alla chiesa reggiana di San Prospero, e, sempre del Correggio, “La fuga in Egitto”, che si trovava originariamente nell’altare palazzo dei musei modena.jpgdella chiesa di San Francesco.
Oggi la Galleria Estense espone capolavori della pittura dal Trecento al Settecento, spaziando da opere di artisti modenesi come Mazzoni e Begarelli ad artisti più conosciuti come il Guercino, i Carracci, il Veronese, Tintoretto, Correggio (la famosa Madonna “Campori”).
Ovvio che un patrimonio così farebbe gola a chiunque. Nel tempo è stata oggetto di vari saccheggi, e la consistenza attuale è il risultato di un’attenta opera di ricerca e rivalutazione del tesoro messo da parte dalla famiglia d’Este.
Quella che si consuma oggi è una vecchia modalità che si ripropone. Perchè le opere d’arte erano e rimarranno il termometro della capacità di uno stato di differenziarsi dagli altri, esprimendo attraverso i suoi figli migliori (eppure sempre meglio un figlio dottore che pittore) la propria superiorità.
palazzo ducale sassuolo.jpgEcco perchè una nota a margine come lo spostamento di un quadro può causare attrito fra giunte comunali, per giunta di schieramento opposto. Il sindaco di Modena Pighi accusa fra l’altro il soprintendente Mario Scalini di non averlo avvisato della decisione di spostare il ritratto del Velasquez dalla Galleria Estense, che lo ha ospitato negli ultimi anni, al Palazzo Ducale di Sassuolo, l’allora residenza estiva del duca.
Lo ammetto: questo tipo di dibattiti mi fa pensare che la politica invece di esprimere le idee e i comportamenti della “seconda repubblica” si avvii a passo spedito verso la “nuova monarchia”.

Tintarella di luna

disco-gunge.jpgSei giovane, carina e senza macchina? Sei giovanissima, stra-figa e non aspetti altro che l’occasione per dimostrare a tutti quanto ci sai fare? Ti senti brutta e sfigata perchè nessuno ti chiede di uscire? Hai appena dato la maturità e sei ancora bloccata in città? Non ha importanza come ti senti, come ti vedi o come ti considerano. La notte  è piena di magia, bisogna solo saperla raccogliere.

Domenica 12 luglio non puoi perderti la serata più cool che la città di Modena può offrirti. Alle Piscine Dogali si aprono le danze con il One Night M.A.M.A.beach. Le signorine entrano gratis, i maschietti pagano solo 10 euro. La serata inizia già dalla 21 con l’aperitivo e (su prenotazione) la possibilità di cenare in terrazza. Conservo un bellissimo ricordo delle mie notti in disco, a ballare fino all’alba. E domenica si potrà rimanere in pista fino alle 2 con la possibilità di concedersi anche un tuffo in piscina. Se in questo momento, mentre leggete questo post, vi viene da storcere il naso pensando che neanche legata con la camicia di forza, imbavagliata e con una pistola puntata alla tempia mettereste piede in un posto così, ponetevi qualche domanda:

– ho più di trentanni?

– lunedì devo andare al lavoro?

– soprattutto: al lavoro voglio essere sempre in forma smagliante?

– quando vedo le altre vestite alla moda, con le unghie curate, il tacco 12 mi viene l’orticaria?

Se ha risposto si a tutte e quattro le domande forse hai ragione, non sei la candidata migliore per questa serata.

Preparate il costume più glitterato, paiettato e fashion che riuscite a trovare: domenica tintarella di luna.