e per tetto un cielo di stelle

cinema.jpgSpesso mi è capitato di partecipare ad incontri con registi e autori di film. Principalmente per passione, per due anni ho fatto parte della giuria di un cinefestival, ma soprattutto perchè mi è capitato di scoprire belle persone dietro film che non mi avevano trasmesso niente.

Non è il caso del regista Pupi Avati di cui conservo uno splendido ricordo di uno dei suoi primi film “La casa dalle finestre che ridono”. Ero talmente piccola la prima volta che l’ho visto da rimanerne pietrificata dalla paura.

Il regista interverrà alla serata augurale del Supercinema estivo (via Carlo Sigonio) la sera del 4 luglio per presentare il suo ultimo film “Gli amici del Bar Margherita”.

Sarà l’occasione per ascoltare direttamente dalla voce del regista motivazioni e intenzioni e, magari, riuscire a fargli qualche domanda e ottenere un autografo. Per chi ha già visto il film potrebbe trovare nuovi spunti di riflessione, per chi se lo è perso l’occasione di guardarlo con gli occhi del regista.

Il cinema estivo continuerà fino al 26 luglio, e dato uno sguardo ai titoli in cartellone sono contenta di poter vedere a soli 5 euro film che questo inverno non sono riuscita a beccare in sala. E poi è così piacevole vedere i film sotto un cielo di stelle, ovviamente anti-zanzare alla mano.

 

 

week-end in musica

giardiniestatemodena.jpgChi mi conosce e mi segue da un po’ sa benissimo che di musica capisco molto poco. Mi spiego meglio: non conosco i generi, nè tantomeno mi applico per conoscerli. Le canzoni belle, quelle che lasciano un segno, proprio non sono capace di individuarle. Confondo i nomi delle cantanti (mi succede soprattutto con le donne), non ricordo i nomi dei componenti dei gruppi musicali, anche se la loro musica mi piace e mi piace definirmi una loro fan. Eppure la mia piccola iena è uno che di musica ne sa e ne capisce. Lui ci prova a spiegarmi, a raccontarmi, ad appassionarmi, ma devo avere qualcosa nel profondo, scritto a chiare lettere nel DNA che mi impedisce di assimilare. Questo non significa che la musica non mi piaccia o che non la segua con attenzione. E mi lascio volentieri trascinare a tutti i concerti di cui riusciamo a venire a conoscenza. Sabato 27 giugno alle 21.30 saremo ai Giardini Ducali per l’inizio della manifestazione “I giardini d’Estate”, che si apriranno con il concerto di Gino Paoli: un classico che fa sempre piacere ascoltare dal vivo. I Giardini Ducali si trovano in Corso Canalgrande, proprio alle spalle dell’Accademia Militare, e la cosa straordinaria è che chi ha dei bimbi potrà usufruire di un servizio di baby-sitting già dalle 18.30 e per tutta la durata dello spettacolo, e tutto in forma completamente gratuita. Ovviamente questo è solo uno degli spettacoli, qui trovate tutto il programma e qui potete scaricare la brochure.

Di questo giardino si hanno notizie già nella seconda metà del XVI secolo, nel tempo è stato ampliato e abbellito e i suoi spazi verdi utilizzati come scenografie per spettacoli e balli. Nel 1634 viene costruito il casino ancora visibile, e dai documenti scritti e fotografici arrivati fino a noi si può senza ombra di dubbio affermare che il luogo si presta ad attività ricreative in genere da sempre. [fonte]

Ma stavo parlando della mia incapacità di saper riconoscere e apprezzare la bella musica. Cosa che mi fa stare sempre zitta zitta quando l’argomento ricade su artisti e canzoni preferite. Diciamo che piuttosto che apparire stupida, con gusti discutibili e approccio superficiale all’argomento, ometto preferenze e preferisco ascoltare.
Ecco perchè domenica 28 giugno sarò a Carpi al concerto dei Negrita in Piazzale Re Astolfo: ne approfitto per aggiungere un altro mattoncino alle mie conoscenze musicali. E tu? Cosa aspetti ad aggiudicarti gli ultimi biglietti?

 

In equilibrio su due ruote

 

ponteciclabile.jpgLa bicicletta che d’inverno viene utilizzata solo da impavidi vecchietti e dai quei pochi fortunati che devono compiere tratti brevi per compiere le loro commissioni, in primavera diventa il mezzo di trasporto preferito da tutti i modenesi che possono permettersi di utilizzarla anche per andare al lavoro.

La passione per la bicicletta è visibile nel moltiplicarsi delle piste ciclabili che permettono di non diventare clienti del pronto soccorso più vicino a causa di automobilisti distratti e frettolosi.

Nei fine settimana cosa c’è di meglio che pedalare per rilassare la mente, ossigenarsi dopo 5 giorni passati chiusi in ufficio e magari dare un colpetto a quella orrenda ciccia che si deposita lì, dove proprio non deve?

La passeggiata che sicuramente preferisco è quella che porta da Modena a Vignola. E’ un percorso di circa 20 chilometri, ma vale la pena farlo almeno una volta (e per intero).

Appena fuori città, in zona Vaciglio si imbocca la ciclabile da via Morane. Una volta da lì passava il trenino, e se si guarda bene in qualche punto si vede ancora qualche traversina che fa capolino dall’asfalto.

Poco faticosa, è quasi tutta in piano con qualche lieve dislivello, il nastro d’asfalto si snoda fra campi di grano, passa accanto a vecchie cascine e piccoli corsi d’acqua. In un punto si attraversa anche un ponticello.

L’intero percorso fa fare un balzo indietro nel tempo, fa dimenticare lo smog, il traffico e se si è fortunati si possono osservare le lepri che annusano l’aria per un attimo e poi corrono a nascondersi nelle loro tane.

La ciclabile è illuminata anche di notte grazie ad un sistema a pannelli solari, che la rende sicura e suggestiva, anche se io non mi ci sono mai avventurata se non in pieno giorno.

E l’ultima cosa che ha fatto il comune per migliorarla merita anche la foto che vedete. La ciclabile attraversa alcuni punti in cui è attivo un semaforo pedonale, in particolare attraversa la Nuova Estese che è una strada a scorrimento veloce.

La chiamata pedonale per attraversarla causava fila di macchine e molto malumore fra gli automobilisti, ed era di gran rischio per i ciclisti.

Si è pensato allora di costruire un ponte per rendere più scorrevole il traffico e arrecare poco scompiglio ad entrambe le categorie, motorizzati e non.

Adesso la ciclabile è veramente sicura, e permette di vivere in città con la promessa di poter fare due passi nel verde in tutta tranquillità.

la notte di San Giovanni

CASTELLO_1_FORMIGINE.jpga Modena in estate si boccheggia. e non è il caldo a recare più fastidio, è l’umido che ristagna nell’aria a lasciare poco scampo. per sfuggire per un po’ al clima poco salubre della città ci sono vari modi, fra cui quello di scappare per un po’, e in occasione della mia sudata settimana di ferie, il 24 giugno ho prenotato un evento a soli 10 kilometri dalla città che mi permetterà nell’ordine di:

– regalare ai miei polmoni una boccata di aria fresca

– trascorrere una serata all’aria aperta

– passare un momento di evasione con un occhio alla storia

– osservare le stelle come mi ha insegnato il mio papà

ho prenotato una suggestiva visita al castello, al museo e al parco archeologico che si svolgerà a lume di fiaccola nel complesso archeologico di Formigine.

il castello di Formigine è stato costruito nel 1201 dal comune di Modena per proteggere la cittadina e i suoi corsi d’acqua e per due secoli è stata governata dai Pio di Carpi. successivamente passò alla famiglia d’Este e dopo i gravi danneggiamenti subiti durante la seconda guerra mondiale fu comprato dall’amministrazione comunale nel 1948 che ne fece la sede municipale. dopo un lungo restauro finito nel 2007 è stato trasformato in un centro di attrazione per questo paese.

il servizio cultura del comune di Formigine organizza spesso eventi e appuntamenti storico-culturali per trasmettere la memoria di antiche gesta e antichi sapori, e la notte di San Giovanni ci sarò anche io. al termine della passeggiata fra mura, sale, arazzi e affreschi, nel parco del castello parteciperò all’osservazione guidata del cielo stellato, nella speranza di individuare qualche stella cadente a cui affidare la realizzazione di un desiderio nascosto.

per informazioni qui

il mare di Modena

dogali_big.jpgl’aver vissuto per cinque anni in una città di mare non mi ha mai fatto porre il problema legato all’arrivo del caldo e dell’estate e l’impossibilità di essere abbronzati, ma soprattutto l’impossibilità di essere abbronzata perchè il mare non è proprio a portata di mano.

arrivata a Modena è stato per me una specie di shock: come potevo essere di quel bel colore sano che solo l’abbronzatura regala già a giugno?

i primi anni ho cercato di capire come si comportava il modenese doc di fronte alla sciagura di non avere un lungomare con tanto di spiaggia. e ho scoperto che il luogo preferito era la riviera romagnola o i bagni dei lidi ferraresi. vicini certo, ma talmente presi d’assalto che costringono a ore di macchina in fila. poco adatti ad una abituata a far passare circa 10 minuti fra lo scendere le scale di casa e stendere il telo sulla spiaggia.

così ho deciso di farmi passare la naturale avversione che ho per la piscina e ho scoperto un  modo veloce, economico e tutto sommato rilassante per ottenere la salutare abbronzatura.

fra la città e i dintorni si ha solo l’imbarazzo della scelta. stessa la fauna:

– ragazzi in libertà a termine dalla scuola fino a settembre, rigorosamente divisi in gruppi per sesso che si guardano con gli ormoni impazziti

– intere famiglie con bambini urlanti e borse frigo piene di ogni ben di dio

– coppie over trenta che si ignorano per tutto il tempo interessati ogn’uno alla propria immagine

ad occhi chiusi, ipod a tutto volume, immagino di essere in riva al mare, la cosa più difficile è ascludere l’odore di cloro.

(foto comune.modena.it )

 

 

 

le serate estensi: fra storia e folklore

estensi.jpgTornano a Modena le Serate Estensi, quest’anno dal 18 al 28 giugno dieci giorni di feste storiche in onore dei duchi d’Este che dal 1598 fecero di Modena la loro capitale dopo l’esilio da Ferrara.

Le Serate Estensi sono un evento tradizionale dell’estate modenese. Da sempre orgogliosi del proprio passato, quando Modena, sotto il Ducato D’Este, era capitale d’Europa, alcuni modenesi sfilano per le vie della città in abiti seicentesci e settecenteschi, per rivivere un’epoca storica mai dimenticata.

Il tema delle celebrazioni 2009 sarà “Costume e costumi”, un viaggio nella storia attraverso la storia dell’abito, con la mostra di abiti originali e costumi di scena della Sartoria Tirelli, che ha firmato e tuttora firma, con i suoi stilisti, i costumi premiati con l’Oscar di pellicole “cult”, da Hollywood a Cinecittà.

(tanto per darvi un’idea si potranno ammirare gli abiti indossati da Michelle Pfeiffer in “L’età dell’innocenza” di Scorsese, quelli indossati da Monica Bellucci in “N” di Virzì, quelli di Nicole Kidman in “Ritorno a Could Mountain” di Minghella e tanti altri)

Ma a me piace l’azione e la rivisitazione degli sport d’epoca sono i miei appuntamenti preferiti. Quest’anno in particolare si terrà una sfida di Calcio Storico che (se le notizie non mi ingannano) sarà eccezionalmente disputata nel “vero” campo di calcio dello stadio Braglia. Piazza Grande sarà teatro anche della Grande Sfida Estense, la rivisitazione dei giochi che animavano le feste di piazza del popolo.

Assolutamente da non perdere, è la Grande Sfida Estense per la “conquista della secchia rapita”*, sfida fra le squadre dei comuni di Carpi, Finale Emilia, S. Felice sul Panaro e ovviamente Modena. I giochi proposti sono il tiro alla fune, la corsa delle portantine, il gioco del palo, la corsa delle botti e il gioco delle bigonce, il tutto in costume dell’epoca. Qualche anno fa ho anche assistito alla Giostra della Quintana, dove dei bravissimi cavalieri a cavallo cercavano di conquistare la mano della dama sfidandosi a infilare in corsa con una lancia cerchi disseminati lungo il percorso. nel programma non mi sembra sia incluso, comunque per saperne di più date un’occhiata qui.

 

*evento storico che ricorda una battaglia fra modenese e bolognesi risoltasi con un po’ di morti, la sconfitta dei bolognesi e il ritorno a Modena dei vincitori che portarono in trofeo una secchia rubata in un pozzo.

extraterrestre, portami via

circlecrops.jpegdicono che sono gli extra-terresti a saper fare queste opere d’arte.
dicono che adesso sono atterrati anche nel modenese, esattamente in via bonvino a nonantola.
dicono che sono stati proprio loro a fare i cerchi nel grano che sono comparsi un paio di sere fa in un campo a pochi chilometri da modena città.
e adesso sono tutti assiepati in una stradina di campagna per andare ad ammirare da vicino spighe di grano piegate in maniera maniacale, tutte in un verso, a formare oggetti che la nostra mente tenta di organizzare in forme di senso compiuto.
e c’è già chi racconta di aver visto sfere luminose durante la notte.
a parte credere che sia altamente improbabile che una civiltà così evoluta da riuscire a fare dei viaggi interplanetari (mentre noi a stento riusciamo a zompettare sulla luna) arrivi fin qui e in maniera anonima lascia quelli che possono essere considerati l’equivalente dei graffiti urbani (nessuno li capisce, non si sa chi li fa e deturpano un bene privato), io sono dalla parte di margherita hack quando affermò che proprio lei che sta sempre incollata ad un telescopio di notte ad osservare l’universo non ha mai visto oggetti volanti non identificabili solcare i nostri cieli.
e poi non dimentichiamo la scuola appena finita: vuoi vedere che quelle povere spighe indifese sono vittime di un festeggiamento goliardico a chiusura di un anno da leoni?

piccola città, eterna

telo-staccato-ghirlandina_ok.jpgfino a poco più di un anno fa in qualsiasi punto della città ci si trovasse si poteva ammirare il campanile della città che svettava sui tetti. poi qualche cedimento, un po’ di macerie che cadevano sui passanti, il colore dei marmi ormai perduto e si è pensato ad un restauro. più che giusto. e io c’ero quel giorno di gennaio 2008 quando hanno tirato su il telone per ricoprire i ponteggi e riparare i restauratori dalle intemperie. niente di strano. è una normale prassi. eppure l’avvio di questo cantiere ha suscitato gran dibattito in città (i soliti dieci pensionati che non hanno nulla da fare tutto il giorno). motivo del gran contendere il telo con cui hanno deciso di ricoprire i lavori in corso: non la solita pubblicità, ma un’altra opera d’arte.

l’opera d’arte in questione è un telo ignifugo e microforato che ricopre interamente la torre ad eccezione della cuspide. di sera viene illuminato da luci collocate sul ponteggio. realizzato da Mimmo Paladino, artista di fama internazionale, il telo è decorato con forme colorate che “rievocano l’immaginario arcaico e cristiano ” e “inserti in bianco e nero che riproducono sculture di Paladino stesso”.

traduzione: un pugno in un occhio.

sono d’accordo con i 10 pensionati che come me erano a naso all’insù mentre ricoprivano con un’opera d’arte costosa e moderna i lavori della torre. un cartellone pubblicitario non era di certo più consono, non si sarebbe adeguato allo stile della piazza o della città, non sarebbe stato a impatto zero sulla veduta globale, ma almeno il comune ci avrebbe guadagnato.

e invece non solo ha pagato il lenzuolone, ma ad ogni raffica di vento un po’ più forte bisogna sperare che non si strappi, come è già successo, perchè costa anche rimetterlo a posto. e tutto a spese nostre e della nostra addizionale comunale.